Missioni Consolata - Giugno 1907

l'augurio che si potesse fare alla disgraziatissima piccina. era che il buon -Dio la prendesse ·presto con sè in paradiso. Ma di lassù una. mamma incomparabil-· mente più tenera e potentu della perduta genitrice terrena, vegliava su di lei, e non aveva lasciato giungere il suo male a tali estremi, se non ·per far meglio risplendere la sua soccorrente bontà. sulla piccola· valdosta:na. Ester Ca.rlin toccava. oma.i .gli otto anni, ma - per attestazione del suo parroco - ella era ancora innocente e simile per l'anima ·ad un picQOlo giglio sbattuto, immiserito, ~a non insozzato dall'ambiente nè dalla tempesta. E ;Maria SS. che si compiace tra i gigli volle prendere speciale cura di questo. Una pia e c~~oritatevole damigella, commC>ssa alle sofferenza della piccola inferma avendola presa in custodia e cercando di migliorarne al possibile la salute e la sorte · si senti ispirata. a portarla ai piedi della effige ta.umaturga della. Consolata. in Torino. « Al santuario - dice la relazione - la buona signora pregò sulla tomba. di D. Ca-' fa.sso, ·ascoltò cinque messe e fece la santa comunione, a fine di ottenere la guarigione della su,a protetta » mentre questa si univa alle preghiere secondo la sua capacità. L' indomani stesso nelle condizioni depJorevoli di 'Ester Carlin si manifestò' subitamente un miglioramentò, il quale andò .poi progredendo rapidamente come se nel misero organismo di lei fosse entrata una vitalità nuova e misteriosa. Da quel giorno è passato un anno e la fanciulla, benchè un po' zoppicante e deformata, cammina sciolta e va ognora. guadagnando in salute e vigoria. Anche il suo morale ha in larga misura partecipato alla felice rinascita e trasformazione. Ester che era dapprima selvatica, riottosa ed incontentabile, ha completamente cambiato caratteJ,"e; un dolce sorriso infiora sovente 'il suo volto; dai suoi occhi, dal suo tratto, da tutta la sua persona spira alcuncM di simpatico ed attraente, come cosa di cielo, che sta a segnare una creatura privilegiata da Maria SS. che a lei, povera or95 ' fana abbandonata, tese le braccia materne, rig~nerandola a nuova vita nel corpo e nell'anima. Da. Priasea' (Pinerolo). - «Vorrei avere la penna d'oro di un angelo, per dire alla mia Madre dilettissima tutta la gratitudine che sento in cuore. A Lei debbo più volte la vita; debbo la luce degli occhi, ricuperata per' intercessione Sua, quando per via umana non aravi più: speranza. Fra altre grazie segnalate temporali e spirituali, a Lei una ne debbo recente, singolarissima. In una· caduta riportai la doppia frattura del braccio destro, con lacerazione di vene· e tendini, dichiarata da valenti.dottori grave assai e di' difficile·guarigione perfetta. Ma anche questa volta la . Consolata volle ascoltare le preghiere di questa umile sua figliuola, e restituirle il braccio allo stato primiero. Le prime righe pertanto che la mia destra può vergare, dopo un anno dacchè era inoperosa, le offro alla Vergine SS. Consolatrice, supplica.ndola ad interpretare· quanto la mia penna non sa esprimere. « LoRENZINA MAzÈ DE LA RocHE ». Susa. - « Trovandosi la mia cons.orte in un'ora dolorosa e piena dL pericoli, mi sono rivolto con fiducia alla cara Madonna della Consolata, affinchè volesse benignamente assisterla. Esaudito appieno, adempio alla promessa fatta di • render pubblica la preziosa grazia e di trasmettere al santua:do l'offe-rta per una messa, con un mio piccolo obolo per le Missioni. Avv. CESARE NAPOUI». .Peveragno.•- EFISIA GAMALERI1 per l'ottenuta guarigione del suo bimbo PAOLO affetto da gastro entèrite, che la scienza umana più non valeva a vincere, offre alla V'ergine San~ tissima della Consolata una catenella d'oro · promessale con voto, implorando la continuazione del di Lei potente aiuto. Attenti allo scroccone Sappiamo che dd qualche tempo un individuo di circa 40 _anni si presenta ai nostri abbonati in Torino dicendosi incm·icato _di raccogliere numeri arretrati del pe1·iodico . e di incassare l'abbonamento. È un vero scroccone pm·icoloso . e se ne• gum·dino special"f'ente le persone che sono sole in casa.

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