Missioni Consolata - Giugno 1907

94 fll l e o *1 s o la t a dalle pagine intercalate di fogli b~a.nchi, sui quali l' abbiamo visto da convittore_ fare postille, citazioni e commenti. Volentieri aveva ponservato tale testo, sia in omaggio all'autorità diocesana che avevalo scelto per -i seminari, sia perchè i suoi alunni vi prendessero cognizione delle opinioni troppo rigide allora correnti, e potessero quindi correggerle con cognizione di causa. Egli però nelle sue lezioni dissentiva francamente delle s:entenze' del testo tutte le volte che , ciò credeva necessario, anzi tante volte, che l' Alasia finiva col rimanere testo più d~ nome che di fatto. · Esprimendosi in buona lingua italiana 7 e per eccezione, in cose di pratica, in garbato dialetto - D. Cafasso dalla sua cattedra parlava « con tono di voce pacato, ~ranquillo e benigno, ma chiaro, risoluto, . sicuro e persuasivo, mentre la sua faccia sempre ilare aggiungeva un'unzione mirabile alla parola, e da tutto il suo diport~mento traspariva lo spirito di santità ». Spiegava d'ordinario il suo pènsiero con parole tante quan~ erano neccessarie e non più, ma così appropriate « che si potevano facilmente tenere a memoria e mettere per iscritto le sue, spiegazioni ». N ella soluzione poi di casi pratici, anche i più intricati; come nel rispondere a difficoltà, obbiezioni e domande, aveva buon senso, prontezza e perspicacia_ tali, da ispirare in moltissimi di coloro che lo ebbero a maestro la ferma persuasione che sulla cattedra egli fosf!e particolarmente assistito dà Dio. « Tanta ·chiarezza, precisione e facilità nell' insegnamento, fu deposto, venìva da molti attribuita all'ingegno del ser:vo di Dio, alla sua sOmma prepara-, zione negli studi' e sovratutto. all' amore e all'impegno che vi metteva; ma ai più riuséiva inspiegabile, senza un intervento so: prannaturale ». (Continua) QQ~~~~~~~~~~--~~~~~.00 AGLI EMIGRATI ITALIANI facciamo viva preghiera di mandarci indirizzi di loro amici e conoscenti residenti all'estero. Noi mandere~o a questi dei periodici di saggio, sperando. elle \'Orranno prendere l'abbonamento. CRONACA MENSILE DEL SANTUARÌO Grule reeeatl rlterlte alla aaerwtla del Maturlo Tra le molte relazioni di grazie che aspettano il loro turno sul periodico,ci parve dover dare in questo mese la preferenza alla se- 'guente, in cùi Maria SS. appare in quel dolce ufficio di madre, tutto proprio di Colei che consola. Il fatto espostoci appena acca· duto dal curato di fo.ymavilles in diocesi di Aosta., ci fu recentemente dall'egregio sacerdote confermato con altra dichiarazione scritta, comprovante altresì la stabilità della ' guarigione ottenuta dalla graziata, sua parrocchiana. . È questa certa EsTER CARLIN di povera famiglia di Aymavilles. All' età di sette anni ella riportò in una caduta 'la. rottura parziale della spina dorsale, e la lesione gravissima non tardò a produrre le più disastrose conseguenze. La schiena della fanciul· letta si piegò ad arco} sicchè la poverina :.:aggomitolatasi in modo miserando, fu ri· dotta ad urta palla, come si esprime la relazione; le·sue gambe qivennero inerti, rendendole non solo assolutamente impossibile la dea~b'!llazione, ma perfino il sostenersi ritta anche per un istante. . · Le cure intelligenti prestatele a ;varii intérvalli da un abile chirurgo del paese non riusciron9 a porreggere neppur lievemente la deformità od ad ottenere qualche migliora- ·mento ~ella paralisi; anzi ad. aggravare lo stato dell'infelice Ester venne unà. suprema iattura: la morte della sua mamma. Priva dalle piccole attenzioni che un cuore materno, per quanto rozzo, sempre suggerisce; mancante di adatto nutrimento e delle più elementari cure igieniche prese a deperire a vista d'occhio, divorata da-progre_diente ane· mia. Ridotta Oiqai ad uno scheletrino scialbo e compassionevolmente. rattrattò, il più bel·

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