' .. 88' Jll· (2·of1 so la t a · -Io non ho alcuna intenzione çattiva; e voi mi fate ridere coi vostri sospetti. Che temete da me?. Non capite._ che io non sono un musungu come gli altri; che io non vengo qui per prendervi i vostri montoni o altro, ma unicamente per insegnarvi il woro wa Ngai (la parola di Dio)?- A questo mio parlare, il gran confidente di: Waughev~, nomato Konerucia, mi porge la mano, e volgendosi ai circostanti Q.ice loro: -Costui non ha intenzioni cattive; non temete-. Il breve discorso; di cui il mio aspetto sorridente è la patente conferma, <}iSarma tutti, fatte poche eccezioni. Waugheva, cambiato avviso, dice a Ngonge che può pian· tare la mia tenda colà. 1 Mentre egli attende a questa bisogna, io, sedutomi fra i nuovi amici, seguito a perorare ~a mia causa facendo di più in più palese il mio caratter~ allegro; cosa questa che finisce ili guadagnarmi il cuore dei vecchi con cui ~vevo dapprima parlato tanto che, impugnando il loro coltello da lavoro, s'alzano dicendo agli altri: - Su, via, venite anche voi a lavorare per la capanna del Padre-. E messisi in molti all'opera, in breve viene disboscato e pulito un tratto di cinquanta metri que.drati all'incirca; piantata la te:Q.da e formato sopra di essa lo scheletro di una capanna (V. inc. a pag. 89). 'DomattinJI. Waugheva manderà le donne, a cui spetta questo' lavoro, a far provvista di isànge (lunghe erbe ·palustri) per impagliare l~. pareti e coprire il tetto della capanna. * * * Stamane di btJon'orà ho fatto ripartire per ~ogoiri, d'onde erano venuti, Ngonge" ed i p,ortatori, ritenendo soltanto meco il ·cuoco Muerikkia ed il mio boy. Arrivano una qua-' rantina di donne colle isange. Era convenuto col capo che, ricevutane la quantità occorrente, si sarebbe d'accordo stabilito il prezzo della .fornitura, ed egli stesso l'avrebbe diviso fra le lavoratrici. Queste invece ora pretendono che io paghi loro direttamente e subito carico per carico: intanto i primi fasci recati sono piccolissimi. Io, naturalmente, non voglio sottostare a tali pretese, ed·esse se ne vanno col loro fascio. ,Faccio avvisare della cosa' Waughevp., ed ecco in breve ricomparire le sleali di lui suddite. Risalgono in lunga fila la collina, cantando in coro, ed arrivate in vetta, sempre al ritmo del canto, pian .pianino si dispongono in. largo circolo attorno alla abbozzata mia capanna. E girando in tondo in una specie di d&nza, van ripetendo il. ri· tornello della loro canzone.:· Patri pagaci, e noi ti daremo le isange. · Ammirando le a;ttitudini commerciali delle ·nere mercantesse, mi. godo lo spettacolo eso; tica.mente graziosq,.. finchè 1'!!-rrivct .sul luogo di Waugheva lo tronca, ingiungendo alle J~.t- ,triei di .deporre i fa,sci e d!~nda.;rne subito a prentlere altri. Obbefiiscono finalmente, ed i miei due uomini, sotto la mia direzione, co-· . . minciano tosto a mettere in opera le isange. Il lavoro è urgente, perchè nel.tetto della mia tenda si è prodotto uno squarcio tanto largo da · lasciare il passaggio alla pioggia. Gli indigeni, inquieti ancora .per la presenza d'un bianco, vengono a ·spiare e curiosare tutto quanto io laccio, sia nella mia dimora, sia quando mi aggiro per. conoscere questi luoghi. Il Roeghesa è una piccola montagna di forma pressapoco triangolare, alzata quasi a picco fra tre altre che le fanno corona. E separata da quella di destra da ·un ruscello di acqua pura e fresca di cui mi servo per bere e per cucinare; aa quella a sinistra per una valletta coltivata a canna da zucchero; tra il. Roeghesa e ·l'altura, che esso ha di fronte a~ nord, scorre il grosso e rumoroso fiume Kiama. Le falde del Roeghesa nelle parti meno esposte ai venti son coltivate a canna da zucchero; più su, sul dorso, lussureggiano le · -piantagioni d'igùa (pianta del pane), la·quale produèe bulbi che i neri arrostiscono come le ·patate e mangiano con grande avidità. La vetta poi è coronata da un bel boschetto di banani, presso al quale, verso mezzodì, sorge ora la mia capann11. su terreno .di proprietà di certo Kamiaro, uomo .di abbàstanza buona pasta, ed il cui villaggio è il solo che si trovi a ridosso del Roeghesa: gli ~ltri, poco nume-· rosi sono sparsi sulle vicine altu~;e. * ' ."< * Sonò qui da quindici giòrni, ma essi non sono passati invano, giacchè ho fatto un gran cammino in avanti nella pugblica opinione. Nelle mie prime visite .ai radi villaggi del ' paese avevo trovato in generale gli indigeni diffidenti e timorosi, fino al punto·da non volermi vendere banani nè patate dolci. E già; m'impensieriva l'idea del lungo tempo che sarebbe occorso per tirarli ad ascoltarmi, quando la Provvidenza con un solo buon colpo di vento mi ha dato causa vinta. Uno dei dì passati arrivò alla mia tenda un certo Kerore, sabàri (soldato) di Karòli, presentandomi Mohare, uno dei capi di qui, alquanto malvisto dai suoi sudditi,. e raccomandandolo alla mia protezione. Tanto bastò perchè all'indomani tutti gli altri capi venissero .a professarsi miei. L'esempio venuto dall'alto diede animo ai soggetti,' sicchè principiò senz'altro un·andare .e venire di neri a farmi visita e discor-· re:11e meco, tanto che le mie giornate trascorrono ora in interminabili .conversazioni all'uso indigèno, e spesso giunge la sera senza che io abbia pensato al pranzo. · Ma, .prendendo occasione dalla curiosità·dei miei interlocutori, che desiderano conoscere 'il motivo pèr cui sono qui venuto, ho c6minciato a parlare di Dio. ' . Per mèglio <allettare questa nera gioventù selvaggia,· dopo il·segno 'di croce, ho preso ad insegnare, sulle note di una sacra·lode, un canto religioso_in kikùiu. La lezione di musica ' .
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