Missioni Consolata - Maggio 1907

66 }li ~OflSO(ata annunziata la buona novella; finchè tutta l'u.manità non sarà raccolta in un solo mistico gregge sotto un unico pastore; Gesù dalla croce ripeterà a tutti ed a ciasçuno di noi: c Sitio! Ho sete d'anime!• Certo il divino legato, non vincola allo stesso modo e nella stessa misura tutti i membri della Chiesa; ma, dal Supremo Gerarca a1 più umile dei fedeli, ciascuno deve concorrere alla propagazione della fede, secondo il proprio grado e le proprie forze. La storia dei primi secoli della Chiesa ci mostra dapertutto 1i nov,elli cristiani intenti a compiere questo sacyo dovere: tutti sono i naturali coadiutori degli apostoli e dei loro successori, . coop~rando colle opere di carità e di zelo alla diffusione di quella religione diviria, a cui moltissimi meritarono così di rendere testimonianza col martirio. Ecco l'esempio., il codice pratico che, mutatis mutandis, deve da'r norma alla nostra condotta, tantq pi4 che da un secolo la Provvidenza stessa va chiaramente ri~ chiamando il popolo cattolico ad u'n ufficio ed ad un onore, da cui tanta grandezza e tantà gloria gli venne nei tempi primitivi. Un rapiqosguardo alla storia ci mostra tre ben distinti periodi nell'apostolato. Da principio esso è unicamente affidato ai diretti inviati di Gesù Cri~sto, inermi e poveri; senza altra istruzione che quella ricevuta dal divino Maestrò e 1 dal Paracleto ; senza altra.forza che la soprannaturale. Poi, essendo 'col· loro trionfo abbastanza provata la divinità del Cristianesimo, Iddio affida ai pctentati 'cristiani la cura di zelare la pro- •pagazione della fede, facendosi i naturali alleati e sostegni dei sommi pontefici e dei vescovi, nel promuovere e moltiplicare le MissiÒni fra gli infedeli. Ma collaRivoluzione francese, non solo vengono a mancare affatto ad esse la protezione ed i sussidi dei governi cattolici, ma la soppressione delle congregazioni religiose toglie alle Missioni il nerbo maggiore di soggetti e di risorse. Allora si ripete il miracolo antico, ridivenuto necessario al doppio titolo di continuare la conversione degli infedeli, . e di riprovare al mondo acciecato la ve- ' rità della religione di Cristo col trionfo della divisa da lui data alla sua Chiesa: Portae inferi non praevalebunt. Dodici operaie fondano in Lione l'Opera meravigliosa della Propagazione della fede; da cento parti sorgono tra il popolo cristiano iniziative paralelle. E sotto il vigoroso impulso dei piccoli, - sacerdoti e laici-il·campo apostolico si allarga come mai in passato. Le statistiche che nel 1789 segnavano circa 3ÒO missionari sparsi nelle cinque parti del mondo, nel 1894 ne · segnavano 70.000 tra sacerdoti, fratelli laici e suore, ed il numero è certamente aumentato considerevolmente in quest'ultimo dodicennio. Come abbiamo detto altra volta, il solo 1$tituto della· Consolata per le Missioni Estere dal 1902 ha. inviato in Africa 57 operai evangelici. La sacra invasione si giova di tutte le invenzio~i, di•tutte le scoperte, di .tutte le espansioni territoriali; la scienza, la politica, lo stesso cupido commercio, come già le invincibili legioni romane, sono strumenti poderosi quanto incoscienti nelle mani di quella Provvidenza che ludit in orbe terrarum. \ E nell'ampiezza dei vetusti imperi asiatici, nelle/selvaggie estensioni delle due ·Americhe, nelle profondità recondite del continente africano fino a ieri ignote, in ogni isola perduta ai confini de1l'Oceano, ·le genti selvagge fre-

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