Missioni Consolata - Maggio 1907

./ solatrice, promettendo L. 25 per salvare un moretta d:' Africa., se aveva. s,a.lvo il figlio. Ed infatti i genitori attribuiscono soltanto a Maria. SS. se hanno ancora fra. loro il diletto Silvio, sano e vispo coine prima. Felici, inviano la somma promessa, chiedendo alla gran Madre di Consolazione che continui su di lui la sua protezione. Torino. - RoBIANA MAURIZIO, colla spensieratezza dei suoi otto anni, postosi un chiodo in bocca nel trastullarsi, questo gli scivolò giù nella gola, e per un caso strano ' quanto terribile, andò a conficcarglisi nel polmone sinistro. Uno dei più illustri nostri professori, con tutti i mezzi della scienza chirurgica ne tentò per ben tre volte l'estrazione, ma invano. Il povero fanciullo era @mai condannato a certa, penosissima morte.... Ma l'amor materno che mai non dispera, appoggiato a viva fede· in Maria SS., fece ciò che l'arte salutare era impotente a compiere. La mamma del povero fanciullo lo condusse al santuario della Consolata, e cosi bene seppe implorare la Vergine potentissima e pia, che finalmente il chiodo fatale, smosso dà m&no invisibile, usci dal polmone e dal corpo che tribolava da oltre quattro mesi. Il pic_çolo Maurizio e la mamma sua, felici per tanta grazia, ne ringraziano pubblicamente la divina Consolatrice. Voghera. - MARIA MoscONI si trovava - come ella si esprime - ridotta alla disperazione per una grave malattia del fratello Viviano, suo tutore e su.o unico appoggio nel mondo, essendo ella orfana di entrambi i genitori. Egli aveva subite diverse operazioni chirurgiche all!ospedale di S. Giovanni ed al militare di Torino, ma con esito poco favorevole, tanto che i dottori stimavano che o non sarebbe guarito, o nella più favorevole ipotesi sarebbe rimasto inabile alle sue solite occu: pazioni. La povera giovane pen,sò che-soltanto la Consolata poteva salvarle l'amatissimo fra· tello, ed a Lei ricorse c6n àrdenti preghiere. Pienamente,esaudita, sente il bisogno di esprimere pubblicamente la sua riconoscenza alla SS. Vergine' Consolatrice per la grazia che chiama prodigiosa. Castelnuovo d'Asti. MARCHISIO TERESA ringrazia con tutta l'effusione del cuore la Consolata per una serie di grazie, di cui una, per interessi, importantissima, nel 1900: Nel febbraio 1903 ebbe salvo il figlio Attilio da pericolosa laringite,· ' nel luglio dello stesso anno ottenne per se stessa la guarigione da un inale insidioso che molto la tormentava, e finalmente nel 1906 con fervide preghiere impetrò di schivare una doJorosa e delicata ope· 79 razione chirurgica che pareva inevitabile, riuscendo a ricuperare anche senza la medesima. la salute. Red Lodge, (Montana U. S.) - « Il mio RAIMONDINO colpito da gravissima malattia era disperato dai medici, che prevedevano imminente una catastrofe. Nel frattempo io, che lavoravo in una miniera di carbone, per un disgraziato accidente mi portai via mezzo il dito pollice, ed oltre lo spasimo ero tormentato dal fondato timore del tetano. Chiesi alla Consolata. di Torino la grazia di voler far guarire me ed il mio p~cc9lo Raimondo, colla promessa. di farle un'offerta. Ed ecco che fatta appena la pr~ghiera, cominciammo a migliorare, ed·ora io ed il mio bimbo siamo perfetta- .mente guariti. Ademp~o quindi ben volentieri alla mia promessa inviandole un'offerta di L. 20, con preghiera di pubblicare le grazie. «B. SERRA». Torino. - In sul mezzogiorno del 15 giugno 1906 il giovanetto AIMONE GIUSEPP,E percorreva via Garibaldi, tornando dal lavoro. Lasciatosi vincere dall'infelice idea di attaccarsi dietro un automobile, percorse così un tratto di strada, finche il veloce veicolo, dovendo scartarsi p.er lasciar libero passaggio ad un carrozzone del tramway, diede al malcapitato una spinta che lo lanciò davanti al carrozzone stesso, quando il manovratore·non era ·più .in tempo ad arrest~trlo. Rimastovi sotto, il povero Giuseppe fu trascinato per qualche metro..... Quando infine pote essere tratto di là da una guardia civica, con meraviglia e soddisfazione vivissima dei p,resenti alla rapida e penosa scena si trovò che egli non aveva riportato altro male che un grande spavento. La mamma dell'Aimone ha la buona abitudine di raccomandare ogni dì i suoi figliuoli alla Consolata, affinché li tenga !\ella sua santa custodia, ed a ciò la brava donna attribuì la salvezza del suo Giuseppe nel doppio pericolo da lui corso. Bagnolo. - ALBERTENGO DOMENICO affetto da grave male fin dal 1904, dopo esperite in- .vano tutte le cure si trovava così tormentato da desiderare la morte. In tanta desolazione ebb~ la buona ispirazione di ricorrere alla Consolata con fervide preghiere e colla promessa di offrire L. 10 per le Missioni d'Africa, ove avesse ottenuto la guarigione·. Pochi giorni dopo si trovò migliorato e si avviò a guarigione che ora ha pienamente raggiunta. Compie quindi con grato anim? il suo obbligo, chiedendo eziandio la pubblicazione della grazia. ·Ghisiarengo. - «In ringraziamento di promess,a fatta, ren.do pubbliche grazie alla Con-

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=