Missioni Consolata - Maggio 1907

Ut eoflSO(ata 75 tori, standovi con tal contegno che era da solo una predica ; nè mai mancava al)a loro ricreazione, dove smessa, per i suoi fini, l'antica riservatezza, si lasciava circondare ed interrogare su argomenti a cui egli aveva saputo interessare gli alunni, sia nella pro~ pria conferenza, sia a quella del teol. Guala, alla quale, come si è accennato, il ripetitore faceva la parte di penitente: parte secondaria, a cui però il Servo di Dio sapeva dare un insolito rilievo. · E mirabile cosa! Mai superiore fu più affettuosamente rispettato di questo giovane . . l sacerdote, quasi coetaneo di quelli che doveva istruire e sorvegliare; che a loro stessa testimonianza esercitava la parte d'autorità di cui era investito « più da fratello che da padre~. nè voleva alcuna di ·quelle distin~ zioni d'ordinario così ambite da chiunque può ad esse accampare qualche pretesa. Anche da ripetitore il Venerabile sedette, come prima, frammisto coi convittori, alla mensa comune; conservò una camera ed un letto in tutto eguali ai loro, nè smise l'ahi-' tudine ,di farsi da sè certi piccoli servizi.materiali, che pure dovevano riuscire fastidiosi ad una persona di cosl alta mente e delicato sentire. « Sebbene, fu deposto, il servo di Dio, quale superiore, avesse t~tto il diritto di farsi servire, pur tuttavia continuò a lucidarsi egli stesso le scarpe, come fu più volte:visto da chi gli era vicino di camera~. Però se col fatto rinunziò ad altri suoi diritti, il Venerabile approfittò sollecitamente di quello d' una libe,rtà relativa rispetto a certi punti del regolamento del Convitto, per darsi ad una vita più attiva e severa della comune. I convittori si alzavano alle 5 nell'estate ed .alle 5 lr2 nell'inverno, riunendosi poi mezz'ora dopo pw le preghiere del mat· tino e la meditazione. Appena fatto ripetitore, D. Cafasso prese ad alzarsi ad un'ora che gli permetta_va di trovarsi puntualissimo alle preghiere mattutine in . comune, dopò aver già celebrata la sua messa. E ove si pensi alla. fervorosa preparazione ed al condegno ringraziamento da cui faceva precedere e seguire ·il santo sacrificio, ·è facile ar· l pire che ·egli doveva d'assai precedere l'an· < rora nel dire le lodi di Dio. Cosi, francato d~lla saggia disposizione• per cui ciascun convittore, nelle due uscite giornaliere concesse dal regolamento, doveva sempre avere un compagno e non trattenersi fuoii oltre le ore fissate, il Vènera'bile cominciò fin da allora a dedicare ai carcerati, agli infermi ed alla visita dei poveri a domicilio tutto il tempo che gli lasciava~o libero le sue occupazioni in Convitto e nella chiesa di san Francesco, dove fu tosto assai ricercato come confessore. Libero di sè, andò crescendo nell'austerità riguardo al cibarsi. Il Convitto che per una modestissima pensione forniva due pasti giornalieri, non certo ricercati, ma sani e abbondanti, dava a colazione soltanto pane; però i convittori, suonando un campanello, potevano in un'apposita stanza farsi portare da mÌ vicino pubblico esercizio ca$ o cioccolatte: cosa che in maggioranza face· vano. Don Cafasso era sempre stato, come convittore, fra i pochi che non si valevano di tale comodità, ed anche da superiore continuò ad attenersi al pane asciutto. A ,tavola poi, malgrado l'ilare sua disinvol~ura, non riusciva a celare la continua sua mortificazione ; nè alcuno lo vide mai prendere il me· nomo ristoro di caffè o d''altro cordiale, anche quando tornava visibilmente estenuato dalle lunghe sedute in' confessionale 9 dalle sue opere di misericordia, per i:ntraprendere subito la conferenza, lo studio o la preghiera; sicchè quanti gli vivevano allato meravigliavano come egli, gracile per giunta di costituzione, potesse reggere.a tante occupazioni. Ma traendo da Dio la propria forza, l'anima del Venerabile comunicava anche al corpo una meravigliosa energia; mentre il di lui ingegno dava di giorno in giorno nuovi splendori, ed il suo insegnamento, sulle ali dello studio continuo e della pratica crescente, andava segnando un cammino simile alla via luminosa .dell'astro che ascende al suo zenit. Uno spirito nuovo si andava formando tra i convittori di san ·Francesco, facendone pii ed esperti confessori e predicatori, i quali entrati man mano nel ministero quale v1- '

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