l'. 72 giato vivo stanotte dalla iena, o morir oggi di fai'ne? __:_ Buon padre, mi dice il genitore della creaturina dopo' un po' 'di silènz.io, è Dio chè t'ha mandato: ora, .fra nòi, mio figlio deve essere tuo per ·sempre: salvalo! Nella· capanna mi si ~presenta una. scena straziante.'·La madre, stesa a terra,- è morta da un'ora, ed al suo seno s'aggrappa strillando l' infelic~ pi~ciiÌo, nato .nella notte. L'accolgo in un leml;>o dellà mià veste e lo porto al padre suo, per-tentare ancora una volta di vincere il tremendo p):'egiudizio, e fargliene assumere cura - Mai! .- gridò ' egli - ciò'mi strappa il cuore; ma se tu non P,uoi pr~n'der~lo teco, rip<_>rtal~ a sua :r,na,.dre.•. :ya sera di quel giorno' nella 'nostra chie- · setta il bimbo veniva solennemente battez-. ~to col ~ome d'i 'carlo Angeleri, e, sotto la 1 cura materna delle suore, vive ora alla Mis, , sione·, cosi prospero e vegeto come se fosse nutrito da colei che gli diede la vita. Chissà . che la'Provvidenza non lo serbi nell'avvenire l . - ' a grandi cose, per la sàlute dei _suoi com"' pal:làani? * * * ' Ero seduto' nel cortile di un;villaggio facendo il èateclìismo ad un bel numero di neri, che m'ascoltavano con interessamento veramente ~ consolante. Quand'ecco dietro.un gruppo di dohne accoccolate a terra, all'uso indigeno, unà giovane sposa dall'aria assai tri~te si agita, dimena il capo prima, poi le mani e le braccia, per farsi distinguere e tirar la mia attenzione. Immaginando fosse una povera donna che, come arriva di frequente, cerca dal PJl.dre consiglio in qualche contingenza dubbiosa, oppure un conforto in pene e dolori, comuni pur trop_po anch~ fra questa.gente, fingo di non , accorgermi di lei, per non distrarre la mia brava udienza, riservandomi di .udirla dopo. la lezione catetichistica. Ma la poverina che s'è accorta della mia volontaria noncuranza, senza muov.ersi di luogo, distacca dal suo dQ!SO un , bambino che vi teneva appeso entro una pelle di capra, secondo il costume kikùiu, ed alzandolo con ambe le mani sopra la sua testa e·protendendolo verso di me, dà in uno scoppio di pianto. - Rimetto la prosecuzione della dottr.ina al· mio catechista, e tratta in disparte l'afflitta dÒnnà., le ·domando che cosa cerchi da me.. :- Son tre giorni, mi risponde, che questa mia ' bambina n~n mangia più... è .}a;, mia •primo- . genita, sai Padre... ed è cosi carina? ::... Non aveva torto la povera madre, giacchè tra le braccia teneva una graziosa piccina, , nè la sua preoccupazione :Per lei era.esagerata. Il viso della bambina è rovente per la febbre; il corpo raggomitolato e convulso come di chi soffre, gran spasimo, ed i begli · ~echi si voltano di tanto in tanto all'insù, · q;uasi per · cercare il cielo. - Lasciami ba- .gnare questa fronte cosi arsa dalla febbre- 'dico alla donila, e cosi•dicendo battezzo senz;altro. la bambina, chiamandola col nome di fJarlotta.- Guarisce an!)ora?- mi doman~a la desolata madre con an~ia angosciosa. - Mah! le rispondo, l'dilio solo è ·padrone d,ella vita è -della morte... Comunque, fatti animo buona donna: se egli ora t'affligge, saprà bene a suo tempo darti ànche la cqnsolazione. , Prima ch'io rincasassi Carlotta spirava: mentrEl la madre continuava a stringerselà. , al seno, sperando in un 'miracolo per tratténet:e il suo angioletto sulla terra , un mi- 'racolo più grande di misericordia di gi( lo traeva al cielo. * * * - P~~odre, mi' diceva alcuni giorlÌ,i or sono una .nostra catec;umena, tu che sei tanto .buono con 'tutti, verrai a vedere la nostra Mariucc:ia malata? - Cosi chiamavaJ;Do da molto ~mpo una cara fanciulla di circa otto anni, ia quale udendo di continuo nel catechismo e nelle preghiere parlare della Madre di Dio·, s'era -tanto invaghita di lei da voler essere chiamata col suo bel nome. Mariuccia era la governante del suo fratellino di quattro anni: un biricchino viziato .e pigro, che trevava più comodo farsi portare sul dorso dalla sorella, che camminare colle proprie gambe. Chi senza conoscerla
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