tii eoflSO(ata 63 c)e attiran,do grazie e benedizioni, coronerà nella fulgente estate della festa di giugno le. fatich~ industri e pie della primavera mariana. PERVENUTE ALLA SACRESTIA DEL SANTUARIO Spokane, W ash. (Nord America) - «La Vergine SS. della Consolata non è solamente prodiga di favori ai fortunati che hanno la sorte di potersi recare al suo santuario 'in Torino, ma ancora nelle lontane Americhe· versa a piene mani le sue grazie sopra chi con fede La jnvoca. Ne sia prova la seguente grazia veramente straordinaria che io sottoscritto 'ricevetti e che prego sia publicata nel suo pregiato periodico. «Il giorno 16 dello scorso febbraio mi sentii · improvvisamente assalito da vivissimi dolori reumatici alla gamba sinistra. Essi crebbero a tal segno che alla domenica sera 17 erami impo ~sibile muovere inenomamènte la gamba senza l'aiuto delle due braccia e con incredibili spasimi. Allora si fu che mi venne la fe- -lice inspirazione di porre sulla gamba sofferente una piccola medaglietta della Consolata,. che poco prima avevo ricevuto da persona venuta da Torino, e pregai la Vergine SS. che se' era maggior glo~ia di Dio e meglio per l'anima mia mj facesse guarire. Dopo questa preghiera potei prendere sonno, ed il mattino seguente con grande gioia e 'meraviglia constatai che ogni dolore era scomparso e che potevo art~ colare la gamba come se non fosse mai st,ata ammala~. Se non che dopo pochi giorni il male stesso e gli stessi dolori si ripeterono alla gamba destra. Su di essa imme-. diatamente applicai un'altra volta la medaglia della Consolata e in poche ore ogni traccia di male scomparve_anche da questa gamba.. «Sono trascorsi più di 20 giorni e nessun sintomo di male o menomo dolore si è più ripetuto, e posso disimpegnare il mio ufficio così bene come non mai per l'addietro. Siano res'e infinite grazie alla Vergine SS, della Consolata:! «In fede, Gonzaga College, Spokane Wash. 5 aprile 1907. . • .. «GIOVANNI BATTISTA ROSATI S. (:» . . · Torino. - Il falegname , GoLzro G.!iìNNARO lavorava per _qualche aggiustamento nel cOtonificio del signor Anselmo Poma. Indugiato!;li~ a finire. 'ciò che aveva per le mani, il Golzio cessò dall'opera quando già. mezzodì era suonato. Vistosi in ritardo, depose in fretta. i ferri del mestiere, e.d afferrato il suo pastrano ne infilò a furia la manica destra. Nell'atto, la mano stretta a. pugno, dopo descritto un rapido semicerchio in aria, uscendo con impeto dalla manica infilata andò a battere contro la lama di una sega, che li vicino rizzava la sua lunga fila di acuti denti. Le pulite taglienti penetrarono giù giù nel metacar.p'o d,ell'indice, presso la nocca. Un rivoletto di sangue prese ad uscire dalla crudele ferita, e tanto dolore risenti il povero falegname che fu li li per isvenire. Pure, facendosi una gran forza, si bendò alla meglio colla pezzuola e s'avviò verso casa. La vergogna di confessare la sua sbadataggine, gli fa tacere l'avvenuto e la gravità del suo male: lava accuratamente il dito offeso, lo benda e spera di passarla così. Ma il dolore cresce, si fa spasmodico: ·i crampi ~ stiramenti a tutto il braccio, che non cessano, gli fanno temere di essersi offeso' qualche nervo. Non c'è forza di vòlontà che valga ; per quel giorno è impossibile ch'egli torni al lavoro. L'indomani è peggio, peggio il posdomani; oltre il dolore indicibile al dito ed al braccio, il Golzio ha addosso un .accasciamento, prodotto· certo da febbre, che quasi non lo lascia muovere e che, influendo sul morale, gli pone nella mente i più tristi e scoraggianti pensie:.;i. I primi passi che dà fuori di casa sono volti al santuario·della Consolata. Come dolcemente invitato dal raccogÌimento del luogo, scende nella tribuna delle Grazie, e si abbandona poco a poco all'imp)llso potente del cuore, che gli fa versare lagrime dagli occhi e dal labbro preghiere confuse nelle paròle meste, ma chia· rissiine al cuore materno della Vergine pietosa nel senso e nell'intento..... Il poveretto esce confortato. Giunto a casa toglie alla sua mano la benda i la im'ìnerge in una catinella d'acqua frèsca per lavare il sangue raggrumato sulla ferita. L'acqua gli dà un gran solli'evo: col senso di freddo si sente penetrare nel dito, nella mano, in tutto il braccio, testè eosì dolorante, una leggerezza, un benessere grande. - Oh se durasse! - pensa. Osserva la ferita: essa è completamente cicatrizzata. Aspetta trepidante: il dolore non ;ipiglia nè allora nè poi. ·L'indomani' il bravo falegname, munito di un ditale all'indice, per precauzione,·riprende · il suo lavoro. Secondo lui, la Consolata gli ha fatto un miracolo; ad ogni modo è certo che • la ferita, per la località. ed il modo con cui fu prodotta, avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi ed anche fatali per il pericolo · di ~tetano, ·senza una grazia della Vergine SS., pronta sempreJa soccorrere i suoi divoti. . ' .
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