Missioni Consolata - Aprile 1907

62 giudicando- co~e tutti i veri dotti - che al di là di quanto già aveva imparato molto di più gli restava da imparare. Intanto in Convitto venne a mancare il ripetitore. Per surrogarlo, il teologo Guala pensò tosto a D. Cafasso; tuttavia volendo conoscere l'impressione che la nomina di lui a tale ufficio avrebbe prodotta, interrogò in proposito gli altri' superiori, e_fra essi quel D. Begliati di cui ci occorse ~ar cenno. Udita appena la domanda del rettore: chi potrei prendere come ripetitore? - il poco cqmplimentoso assistente rispose senza indugio .nè esitazione: p~enda il piccolo. Ed alludeva al servo di Dio, esile e non alto della persona. A vendo poi ottenuto dagli altri eguale parere,_ il Guala senz'altro fece ciò che primamente gli aveva"no suggerito il, suo cuore e più an· cora la buona sua testa, ed il piccolo, già così grande davanti al Signore, fu nominato ripetitore e coadiutore del teologo Guala nel- . l'insegnamento. (Continua) .,c:::==:::s,..,....~SJ•r'i'>~~ · La prima\lera 111istioa DEI Nove Sabati in onore della Consolata <*> Nell'aria fiorisce e profuma soavemente la primavera. Al mit~ fulgore del sole l'erba nuova erompe dalle zolle; 'l'onda cristallina del rivo ha riflessi d'oro tra le brevi sponde costellate di primule, odoranti di viole. Gli opulenti mazzi dèi mandorli in fiore, i tenui rami rosei dei peschi abbandonano ai venti sciami di corolle alate, nunzie della letizia delle cose: Trilla la reduce rondinella, si spande vivace il cinguettio dei passerini e s'ode lon-· tano iL tubare della colombella tra i foranl.ini ' delle rupi... · Nihil sine voce est, ed alle voci innume;i eh& la primavera alza al cielo, fuse in un solo inno ·al Creatore, risponde l'anima umana·in un santo impeto di rinnoyate energie; ed il cuore, ristorato sulla pace della Pasqua cristiana, schiude anch'esso fiori divini di santi ··!Lffetti e di propositi generosi. Ma a chi li of- (*) Questo pio ,eser<>izio è spiegatò nel libretto I nove SofJali in preparazionè alla festa della Consolata.,- ' · P;rez~:9 __ Q,20; per posta 0,2·. frirà? A chi li affiderà, affinchè, come quelli della·natura, siano fecondi di frutti? Un nostro delicato poeta dipinge una madre che in primavera inv:ia per la campagna i suoi figliuoli col comando di recarle ciascuno un dono. Tutti obbedis-cono materialmente, Sol 'uno ritornò senza un fuscello E disse: o mad1·e, questi giovani occhi Videro i cieli azzurri e i voli d'oro E il tremor d'ogni vetta più sottile. Se nulla pongo sovra i tuoi ginocchi, Reco un indistruttibile tesoro, Poi <>he in me chiudo l'anima d'aprile. Non .si direbbe in quella madre sapiente raffigurata Maria SS. Consolatrice? Anche intorno a Lei s'inizia in aprile una spirituale primav'era, colla grande novena di settimane in preparazione alla fes~a trionfale del 20 giugno. Non sono forse i Nove Sabati giorni di fulgido sole, destipati a sciogliere le ~.evi dell'accidia spirituale? A scaldare il cuore di sante fiamme colla preghiera a Maria SS., colla meditazione delle sue virtù? . ; Uno spettacolo veramente degno di far riscontro a quello che la divina Provvidenza, in esso immanente, suscita nel creato col rinverdire delle nostre campagne, si svolge nel santuario e di qui s'irradia in immenso circuito nei giorni benedetti. Sotto gli occhi , pietosi della celeste Consolatrice s'affollano le anime e si schiudono in filiale abbandono. Dalle intime loro latebre sbocciano le viole mistiche dell'umiltà e del pentimento, le passiflore del dolore santificato e della cristiana mortificazione; sbocciano le rose del santo amore ed i _gigli della purificazione. A Lei voci a' innocenti e voci di contriti; gemiti ed inni di lode, implorazioni desolate · e sorrisi di fidente aspettazione, s'alz;ano come corolle tenere e profumate, com-e incensi salienti nella pura atmosfera mattinale verso l'aurora, foriera di speranza. E Maria Consolata,. la mistica colomba, fa sentire la sua dolce voce, a tutte le anime; la fa sentire al _suo Gesù. Mentre consola, ella provvede; dona nel tempo stessv che ~ompatisce. .. . Oh, felici i figli di Lei che, come il saggio .fanciullo simbolico, sapranno in sè chiudere ed offrirle l'anima dell'aprile celestiale fiorente nei Nove Sabati! Mille volte felici se sapranno far tesoro di questo santo esercizio, compiendolo con umile sincérità di cuore fn unione di spirito a t~tte le anime vie che_lo praticano in Torino ed in tanti luoghi del Piemonte, come lontano lontano tln nelle. colonie dei nostri emigrati in America e nelle Missioni dell'Africa equatoriale. Le prec.i ed i meriti di tutti, applicà.ti a ciascuno, formeranno un tesoro ' indistruttibile, una divina cal~~:mita,

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