Jl1 <2ot'}solata· 61 •z!P; • . meraviglia se l'esame, generale di teologia casuistica, da lui subito il 27 giugno 1836, ebbe un esito così splendido che il Guala lo o stazione dei cui voleri egli attendeva in un assoluto abbandono, in una piena libertà di cuore e- di spirito. Nè in seminario nè in Convitto nessuno l'aveva mai veduto in qualche modo inquieto sul suo avvenire; nes· suno l'aveva mai udito fare al proposito progetti od esternare desideri. La sia ambizione di sacerdote era sempre ristretta alla antica idea; espressa dapprima fanciullescamente con quel suo non vole1· essere come FJon Musso, e poi con le sue belle risposte al piccolo Giovanni Bosco alla festa di Murialdo. Furono quindi completamente delusi i suoi buoni genitori, i quali, sempre :più ammirati della virtù e · del sapere del loro caTeol. Coli. Luigi Gnala fondatore del Convitto Eeclesiasticq torinese. . rissimo Giuseppe, avevano sperato di poterlo ancora avere per qualche tempo con loro a.d esercitare il ministero in Castelnuovo, finché egli avesse ottenuto U:na parrocchia Òd mi altro p~sto on~" ri.fico e lucroso, cheessi pensavano - non potevagli certo inàn: care. Invecé; come abbiamo defto, dopo l'ultimo anno di teologia. . volle pubblicamente festeggiare in Convitto. D. Cafasso era, dunque, oramai regolar· niente approvato come confessore, 'formato alla 'predicazionef provvedùto non mimo di virtù che di SCi!lnza per COn;tpiere degnamente quanto da lui voleva il Signore, la manifel morale e lo splendido esame che l'avev~ coronato, il Venerabile Ì:wn volle nemmeno tornare 'al paese nativo per un po' di riposo l e di svago, ma xp.entre cominc\ava "subito a confessare e predica.re in Torino, si rimetteva. altres~ COn ardore DOV Jlo allo studio Sacro,
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