Missioni Consolata - Aprile 1907

1.2 0oflsolata 59 ben pensanti che 'andavan ragienando tra loro e .poi distribuendo consigli agli altri : «Da prima dubitavate del patri? Venite ora a veder-e le cose che sa fare; e, se fa cose simili, chi può ancora dubitare di lui?». La co~clusio.ae più generale, e che suonava come il saluto di quelli che se ne andavano, era la più giusta, e quella che noi volevamo veramente: «Adesso almeno sappiamo quando dobbiam venire aUa keréra l quando è Ja festa!» Insomma anche qui tante teste, tante idee; o meglio - al contrario di quanto succede in paesi p~ù evoluti - più. teste che idee. Finalmente a poco a poco le grandi masse sfollarono, non cessando però tutta la giornata a venirne altri; come la campana continuava senza interruzione a suonare, poichè la più gran parte degli accorrenti si credevano obbligati in coscienza•a dar almeno uno strappo a quella corda, la quale con tutti quei tocchi di mani unte, per la festa, d'ocra e di grasso s'era ormai ridotta a parere in uso da parecchi anni. Tutti poi se ne partivano colla testa piena e delle grandi cose viste e di quel gran rombare udito: e per tutti i villaggi, nelle fumose capanne lunghesso i tortuosi sentieri continuavano i discorsi e gli svariati commenti. Suona, suona campana, il sole è tramontato, l'aria imbrunisce rapidamente: per la prima volta in questo nuovo regno di Maria, suona l'Angelus ..... P. FILIPPO PERLO. Campanella, sull'erma chiesetta A Maria il bell'Ave dirai; E ' tu o Madre d'amor benedetta, Al tuo piè quest'ignudi trarrai. Din, don, dan ! A lei dunque accorrete, O fratelli assetati di speme, Perchè pur nel camitico seme· Vibra e splende lo spirto immortal. Avv. c . BIANCHETTI. Chi non può·fare o:fl"erte s'adoperi a procurare qualchè nuovo abbonato al periodico. l CENNI BIOGRAFICI ' del lJ eijerabile Giuseppe Oafasso =======~~·======= Segue CAPO III. Convittore. SOMMARI?: Ritratto morale del Venerabile, fatto dai compagm- Sua straordinaria applicazione allo studio - Splendido esame per le patenti di confessione - Prenda il piccolo! Dopo la sua Ordinazione sacerdotale, egli aveva cresciuto rigore alla sua penitenza, riguardo al cibarsi. Oltre l'adempiere nel modo più scrupoloso i digiuni prescritti dalla Chiesa, praticava 'abitualmente P11-stinenza, non soltanto misurandosi come .un avaro il nutrimento, ma altresì con quelle mille pie· cole mortificazioni che, continuate, riescono assai più gravose delle grandi praticate·una volta tanto. L'umiltà sola lo tratteneva dall'anG.ar oltre certi limiti nella temperanza come in altre cose esteriori; tanto egli si studiava di non dar nell'occhio, di nascon· darsi, senza però riuscire nel'suo intento, perchè la virtù verà e modesta è come la viola primaticcia di siepe, la quale anche di sotto le foglie· si svela col soave profumo. « Il suo volto - riferiamo colle frasi di diversi suoi .compagni - era circondato da un'aria di bcmtà che lo rendeva amabile nell'aspetto; i suoi occhi di un candot:e angelico davano un riflesso singolaris imo di castità. Sempre mansueto e gentile coli tutti sebbene . ' poco famigliare, era cordialmente amato; era guardato come oggetto di edificazione e chiamato santo». Quanto preziosamente significante riesce questa breve parola, che torna sulle labbra di quanti si trovano successivamente.a convivere col Venerabile nei vari periodi del~a sua vita! Nè la dignità di sacerdote, nè il suo squisito discernimento e la crescente sua scienza lo fe~ero mai derogare in Convitto' dal pro- ·fondo rispetto e dalla piena obbedienza ai superiori, considerando come tali .non solo il rettore, ma altresì· i ripetitori e fin gli ultimi assistenti. In refettorio sedette per

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