Missioni Consolata - Aprile 1907

lE e Ofl so leda l da tapwt~ erbosi all'ombra di un qualche albero. Gli asamàki, adunque, giudicarono e:x: probatis .la· campana degna.d'ogni maggior lode. ' ' Fin'ora le c~se eran procedute tranquillal mt!nte, chè con quelle autorità nessuno po- ·t~vi pretender diritti e tanto meno farli valere; ma poi, siccome tutte.le classi sociali e tutte le età si pigiavan lì attorno a disputarsi la corda della campana, incominciò per parte nostra un serio lavoro, Tutti cercan di farsi avanti, tutti allungan le braccia:. anche ,quelli che distano di parecchi metri, e t~tti vogliono essere ammessi nello stesso momento all'alto onore. Chi vanta l'amicizia, chi l'anzianità, chi l'importanza nel paese; altri hanno il merito di sapere tutto il catechismo-(a~ meno son es_!!i che lo dicono); altri -assicurano di non aver mai lasciato passar domenica senza venire alla 1\{issione. E mentre si discute e siprocura conb:uone 2arole di farli passare pochi alla volta, fingendo di cred~re a tuJ;ti quei meriti, ecco che un gruppo di boys (ragazzi) biricchini, che' han già con noi una confidenza data o l presasi, s'arrampicano su fino ad un certo punto del 'campanile, a~raffano' la corda, e tutti assieme si danno a tirare, incuranti di quelli che discutono di so.tto. Ma non avevan fatto i conti ·con... la campana, la quale nel suo ritorno, li trascina su; e allora chi strilla, qhi, capitombola e tutto quel grappolo umano si sfascia· più in fretta .·di quanto avesse impiegato a formarsi, col risultato di qualche :(orte strappo alle braccia e qualche cantonata presto passata. La povera ·campana , sbatacchiata in tal guisa da tante persone diverse, pare impazzita: or suona a rintocchi, or dondola sen~a ritmo o senza pur emetter suoni, ora non ·dà che uno scampanio disordinato, finchè qualche braccio più robusto non la. capovolge addirittm:a. Ma non s'ar-. resta.: nessuno ha tempo di stancarsi, chè i successori sono pronti a centinaia, come a certi impieghi del beato regno italico. · Ieri i curiosi visitatori si domandavan? con una certa·qual preoccupazione: chi sarà mai così forte da suonarla? Oggi vedendo che i rimi la dondolavano abbastanza facilmente, si eran ricreduti alquanto e si limitavano a dire : chi è così forte da resistere? Colui che dovrà. suonare ha bisogno di tenersi sempre accanto una kenia d'occiÙro (zucca ripiena di farina di miglio fermentata con acqua) per prender forza.. E fin qui non avevan torto, poichè è cosa notoria' che le nostre campane suonan meglio- o più forte almeno - quando il campanaro ha avuto la precauzione di portar seco una bottiglia di viqo generoso. Quando poi veniva il loro turno, davano in scoppi di rumorosa meraviglia, constatando quanto la campana fosse ubbidiente alle loro braccia e non sapevano capacitarsene. Soltanto le vecchie non si fecer(! onore e non resta.rono'del tutto contente: nbn osta.nte il loro dimenarsi, le indiscrivibili smorfie e un gran prolungare della bazza., esse raggiunsero pochi risultati. Intanto che la. campana è cosi suonata - e grazie appunto a quello scampanio- continuano ad arrivare indigeni a frotte da tutte le parti. E siccome i nostri cortili sono insufficienti a tutti contenere, gli intervenuti vi s'addensano fino a pigiarsi, e non bastando ancora, si riversano giù per i declivi del colle, ne occupano tutte le anfrattuosità, cacciandosi dappertutto: un.mare umano che debor~a. Da principio la chiesa fu riempita e sgombrata per. una ventina di volte, nella speranza di poter far passare tutti gli accorsi alla festa a recitarvi una qualche preghièrà; ma poi, continuando le turba ad addensarsi, si dovette sospendere, perchè la folla troppo fitta impediva di uscire a quelli ch'eran dentro, e d'entrare a quelli ch'eran fuori. Le lezioni di catechismo si iniziarono in tutti i punti dei vari cortili; é, grazie all'aiuto che ci prestarono gli allievi catechisti di passaggio a Va.mbogo nel loro ritorno alle proprie stazioni - essendo terminato ieri il loro corso scolastico al Collegio dell'Immacolata -potemmo moltiplicare il numero delle classi;/ ma il frastuono, come scroscio d'uragano, s'era fatto troppo intenso e la confusione troppo grande, parche si sia po-

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