38 Ut eo.,solata alla miSSione, se lo caricarono a spalla : ossia, per dire più esattamente, qualcuno se lo caricò e ·}a più gran parte s'accontentò di seguirlo a latere. Poichè erano accorsi in ·tal numero, che ben pochi poteron sottoporre la spalla all'albero; molti altri riuscivano a toccarlo con la mano e, ·se non aiutavano gran che, facevan però coraggio a: quei che eran sotto; i più invece si limitavano a portare come da noi portano il feretro quelli che ne reggono i cordoni. Il tragitto ·era lungo, e l'albero essendo d'un legno il cui peso specifico è superiore a quello dell'acqua epperò pesantissimo, i portatori p.on avevan da scherzare; e lo _si arguiva anche dalle grida che - come dicevan i nostri buoni vecchi - salivano a ferir le stelle. Finalmente, verso mezzogiorno, era depositato nel cortile accanto all'altro. La stazione di Vambogo s'erge su una cresta di colline coronata da qualche dozzina di alberi altissimi, tutti sacri per gli indigeni, _poichè, prima della nostra_venuta, sotto di essi i vecchi e gli stregoni del paese accorrevano a sacrificar agnelli sia per domandar la pioggia, che cadeva lo stesso quando voleva; sia per impetrare ai guerrieri partenti per la guerra la vittoria sui Massai: vittoria che di rado s'otteneva, essendo i Massai molto più valorosi in gu~rra che gli Akikùju, i quali, come agricoltori, maneggiano meglio il coltello da lavoro che non le lancie e le freccia avvelenate. I ·sacrifici di quei montoni valsero, se·non altro, a con- - servar ' intangibili tutti quegl' alberi, che altrimenti avrebbero dovuto fatalmente finire sotto il piccolo ma inesorabile coltello degli indigeni, i quali paion nati con in cuore l'odio agli alberi, come Annibale per i Romani e, per isventura più fortunati di quello, per dove passano tutti riescono a distruggerli mettendoli a .ferro e fuoco. Il miglioré fra questi alberi sacri fu scelto ad esser una delle maggior colonne del costruendo cam-· panile; assicurandone non solo la stabilità, ma facilitandoci di molto il lavoro d'erezione. Qualcuno - e forse molti - potrebbero _per avventur~ desiderare che per una sì bella campana, e con una storia che minaccia di diventare lunga, noi avessimo tirato su un campanile come si deve. Rispondo subito. Ciò sarebbe stato anche nostro desiderio, ideale almeno, se una ragione semplicissima non vi si fosse opposta in' modo da costituire una vèra forza maggiore, come comunemente si dice quando, se non la forza, almeno la scusa è..... maggiore. Quante volte in questo misero mondo una piccola cosa manda per ari!l tutte le migliori idealità! Nel caso,, la piccola cosa era che in questi paesi manchiamo di calce, di sapbia e di mattoni, e dei mezzi perfarci questiultiini : dovemmo perciò • ridurci alla costruzione di una travatura , americana, antiestetica come la torre EMel, ed altrettanto robusta per il nostro bisogno; per gli indigeni poi un quid insuperabile nel .genere suo. In conclusione, se il nostro lavoro non aveva la pretesa d'esser un vero campanile, nel senso che per detta parola comunemente s'intende, ci prometteva almeno di servire all'uso cui era destinato, e ci dava fidanza di non finire poi come fini il campanile di S. Marco d'infelice memoria, che pure era un verp campanile. È superfluo l'aggiungere che tutto il mondo indigeno s'interessava ai lavori e molti, praticamente, cercando d'aiutare in tutto quel che sapevano, riuscivano il più delle volte ad imbrogliare. Ciò non ostante, era una consolazione per noi il constatare -questo nascere. dell'amor di campanile, prima ancora che nel paese fosser nati i campanili. La buona mammina non attende con amore a preparare il corredo per il bambino che ella aspe-tta a rallegrar la famiglia? Uno dei lavori difficili restava ancora a fare: il ritiro della campana dalla procura di Limùru: difficile e per il peso di essa, non esistendo nel paese altri sistema di trasporto che le spalle d'uomo, e per la condi- ' zione delle strade, che a chiamarle con tal nome è un far loro troppo onore. Per arruolare gli uomini occorrenti alla carovana principiammo da alcuni, conosciuti forti e fidati, ma presto ci trovammo nell'imbarazzo della scelta, poichè, saputasi la cosa, ne accorsero
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