Missioni Consolata - Marzo 1907

36 era divenuto necessario. La necessità della -chle!la era dimostrata dal fatto che le t11rbe nnora ;accorrenti a far le feste si dovevano sempre accogliere a cielo aperto: sotto il sol liop.e ' equatoriale,·,esposti 'B.lle· gelate raffiche ·del Kénya, o agli improvvisi acquazzoni della montagnat chi se ne stava ~ccoccolato per terra, la gran parte in piedi ; i vècchi e' le vecchie seduti su tronchi d'albero: e questo era'tutto quanto potevamo pra·ticamente loro dare. Eppure gli habitués continuavano; •altri nuilvi s'aggiungevano e a poco a poco gli accorrep.ti divenivano falangi. : Non è nostro sistema far le chiese e poi far~> i cristiani, ma pensiamo sia metodo migliore l'attendere che ~tuesti se~tano il bisogno d.i quelle. Ora però, sebbene queste turba .accorrenti non fossero ancor cristiane nè di nome nè di fatto (quantunque ormai molto più cristiane di tanti..... cristiani), sono· però sulla via di divenirlo e molto loro non' resta più da fare per esserlo realmente. E allora ·perchè non avrebbero oinai. diritto ad una chiesa per quanto primitiva, anche uso catacombe se si vuole; ma un locale esclusivamente dèstin,ato ad essere casa di Dio? I primi elementi del catechismo sono sparsi largamente nella popolazione,· ed i fanciulli, per cosi dire, li cantano: tutti Sa!!DO che il Patri è quegli che fa il sacrifizio di ·Dio, che inseg~a il kerera (catechismo) ; che è il padre di tutti gli Akikùiu e tutti sono suoi figli. In ogni villaggio siamo accolti con festa e in ogni capanna ci considerano di casa. Non passa quasi giorno senza che i registri dei battesimi aumentino gli iscritti, ed infine' certe prevenzioni, certe superstizioni vanno rapidamente declinando. Perchè, dunque, ancor attendere a far la chiesa ed ornarla del suo indispensabile campanile? La chiesa a Vambogo fu fatta prima che altrove, ed ecco perchè la prima campana fu mandata a questa missione. E la stia storia? Ora ritorno in carreggiata. Per far la storia completa di ques~a campana bisognerebbe incominciare dal santuario della · Madre della Divina Provvidenza in Cussanio, e di questo è impossibile parlare senza ricordar Mons. Emiliano Manacorda., vescovo di Fossano,- che :deve esserne chiamato-in linguaggio umano·- il creatore. Ma chi ·di quelli che mi leggeranno 1!.9n co- . ·nasce Mons. Emiliano Manacorda, e non ha sen~ito a parlare del santu_ario 'di Cussanio?. Cussanio appartiene alla schiera privilegiata· di quei santuarii, nei quali le numerosissime comunioni e le preghiere senza. numero formano un ·tale sopravvanzo·d'attivo ·in bene:. dizioni e grazie celesti, che n(l~ possono pi~ es~er contenute negli angusti limiti del san~. tuarìostesso, nè spandersi soltanto sui devoti che lo frequentano o sui popoli che'vi stannq intorn6: tutto quel bene, tutti. quei meriti___: in forza della·Comunione dei Santi- erom~ pono e s'espandono al di fuori. Succede qui come d'una ben costrutta e munita fortezza,. la quale non so.lo protegge il paese che la cir" conda, ma coopera all'incolumità, di tutta ld. patria; d'unà università celebre. chejrradia la scienza non soltantÒ alla· città che l'ai spita, ma illumina tutto il mOIÌdo.. 0osi i~ nostro. santuario 'della Consolata non poteva ormai più limitare i suoi benefici influssi ~ Torino e al Piemonte: difatti vediamo iri. Italia, in Inghilterra, in America ed altrove sorgere succursalit filiali, affi.nchè in esse 11)- Madonna possa moltiplicar le s,uè grazie, le sue benedizioni. Ma quasi n~n bastando, l~ Consolata rivolse le sue materne cur~ agli infedeli, e in nome di Essa missionari e suore si spinsero fra le inesplorate terre dell'Africa equatoriale, a portar il suo ·nome e ad annunziare la sua gloria alle 1genti. Cosi pure Cussanio, dopo aver col suo piccolo seminario provvisto· di sac~.>rdoti la diocesi in cui si ·trova, altri ne diede alle missioni, e in missione volle avere una filiale ; la stazione della _ · Madre della Divina Provvidenza in Vambog~. Ed era ben naturale ·che una stazione di missione sorgesse sotto tale invocazione. Nel .luogo del suo santuario in Piemonte la, Vergine era apparsllo ad un povero ·ed affamato mutolo, saziandolo di pane e donandogli la _ loquela. Qui in Africa, chi più povero di questi indigeni nati fra le barbarie del gentiiesimo, digiuni. del pan(l spiritual~, e la bocca dei

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=