Missioni Consolata - Marzo 1907

46 sentarono a lui per chiedergli di venire am· messi fra i suoi allievi. Avute le necessarie informazioni suq'esaer loro, ed udita l'ingenua storia del loro stabilimento in Torino, il teologo Guala, buon conoscitore di giovani « ne rise - ·COSÌ l'Allamano - e ~i diss'e che se . avessimo v,oluto venir 'con lui nel'.suo Convitto, egli ci a'vrebbe accettati. Noi p.ccogliemmo con gran piacere la .proposta e, richiesti del quando, rispondemmo che anche della sera ·stessa. Ne rise nuovamente il Guala e vi ~cconsenti, dicendoci .tuttavia che, · con suo rincrescimento, non aveva in quell'istante dispo)libile che un~ stanza ed un letto. Noi vi supplimmo traspòrtando uno dei nostri, ma pochi giorni dopo, essendosi poi resa disponibile un'altr~ camera, ciascuno ebbe la _propria:.. . Da quanto abbiamo detto più sopra appare che per entrare in Convitto a quei tempi, , conveniva ad un giovane sacerdote vincere il rispetto umano, sfidando la di'sapproya· zione dei più ed in ispacial modo quella.più pungente, degli antichi compagni di seminario. Ma il nostro Vene~abile non ebòe probabilmente il merito di tale vittoria: il fanciulletto di un tempo che si recava .a scuola per il viottolo deserto e cogli occhi sul.libro, lasCiandÒ che i suoi conaiscepoli vi giungessero per la via maestra: schiamazzando a loro talento, non aveva-cambiato di un,ette il carattere nè le abitudini.· Egli quindi - senza curarsi d~ altro- òltiechè per lo studio, entrò con gioia in Convitto per potervi continuare la vita ritirata e regolare in ogni più piccola cosa, che tanto gli . pia~eva. Difatti, fin dal primo giorno del suo in· gresso, egli senza alcuno sforzo si adattò·al ~uovo reg9lamento con' prontezza e meravigfiosa perfezione. Il compianto M.r Bertagna, s'Ilo discepolo ed amico, così si esprime nelle 1 ' sue deposizion'i al riguardo: . «L'esattezza colla quale fin dal primo giorno egli visse in Convitto, la sua assiduità allo studio ed il suo profitto, il 1 suo ,amore alla preghiera. .ed alla pietà, non: solo vi furono poi s~mpre proveròiali, ma della faina delle medesime, fu tosto pieno il paese di Castelnuovo, e le l ripeteva chiunque l'aves!!e conosciuto:.. Nei tre anni in cui fu c'onvittore-non si ferm& ìnai una volt~ in lettodopo la sveglia: « non fece mai una volta pagliaccia » secondo l'e· spressione dialettale di un teste al processo. Lo spirito di mortificazione la vinceva anche sulla gracile sàlute del servo di Dio, la quale avrebbe talora richiesto ùn riposo alquant() prolungato, specie dopo le nO:tti insonni procurategli dal m~l di denti _che lo tormentò assai spesso in quel t~mpo e che, come egli stesso raccontava più tardi, «fu causa che rompesse due ve~ri »; cosa che, data la di lui j eroica pazienza ed inappuntabilé compostezza, ,prova quanto 'fosse veemènte lo spàsimo che soffriva. · (Continua) ~~fl'l'-t . . =--> ll SODALIZIO ,DI ,S•.PIETRQ Cb. AVER alle Missioni della Consolata Per la seconda volta-le nostre Missioni della ··consolata in Africa ricevono un sussidio dal Sodalizio di S. Pietro Claver, fondàto, colla. più alta approvazione ecclesiastica, nel 1894 in Roma dalla illustre e piissima c.•sa Maria. Teresa. Ledochowska. ·L'Operò. espl.ica. la. s-qa azione per inezzo delle Soda_li di S. Pietro? pie e. colte signorine le quali, senza vestire abito mona.cale, vivono in comunità,sotto una, regola mite, ed attendono a redigere e tra· durre scritti qi propaganda., ed in ispecie l'interessantissimo perjodico: L'Eco deU'Africa; ed ·a promuovere feste e conferenze per rac· co~liere offerte a favore delle Miss'ioni africane. Il Sodalizio di S. Pietro Claver, adempiendo stupendamente il suo programma. distrib~isce ogni anno s.oml:ne considerevoli. Esso che nel 19.05 (vedi periodico di maggio) già aveva dato alle Mission) della Consolata il suo primo 'sussfdio in L. 500, ha' elevato ora. il .secondo a 1000 corone (pari a lire italiane 1108130). • Nel porgere da. queste colonne i nostri ringraziamenti alla illustre Fondatrice a no· me dei poveri neri africani, c~ediamo interpretare l'animo dei lettori esprimendole coi . nostri anch,e i loro sensi di gratitudine. . ' Francobf)lli USf!ll~ specialmente di Stati esteri, accettiamo . poti riconoscenza a /avòre delle miSsioni. l '

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