Missioni Consolata - Marzo 1907

tiJ <Zof1sola-ta 45 j>ieto di teologia: morale, solidamente fondato sulle dottrine dei Ss. Padri e Dottori della . Chiesa:, stupendo per chiarezza ~ precisione ed insieme ispirato a quel giusto spirito di mitezza predìcato dal Divino Maestro, il quale aveva chiama~a la sua legge un peso leggero ed un giogo · soave. Le ·dottrine di S. Alfonso, da lui stesso e dai suoi sacerdoti ~pplicate nel loro apostolato tra ·il popolo napoletano, avevano dati copiosissimi frutti di conversione e santificazione; ma appunto perchè si erano mostrate così utili alle anime, -furono sempre prese di ·mira dal nemico in· fernale: anche oggidì abbiamo di ciò chiare prove. Nei tempi · di cui ci occupiamo, la teologià morale di S. 41fonso era disdegnàta come troppo s_emplice e mite_dai nostri professori dell'università e dei seminari, e 'particolar~ente vitup!:lrl)ota da ljb_eraloni sullo stampo di Vincenzo· Gioberti, il .quale ne disse tutto il male possibile ~nel suo Gesuita moderno.' La Provvidenza però, che tanti segni di predilezione diede nel campo religioso al Piémonté, a preniunirl~ per prossinti cimenti, aveva ispirato a diversi ottimi sacerdoti di consecrarsi a raddrizzare le idee e rinfoco~ 1are la pietà frà Ì laici, mentre· suscitava uno strenuo campione delle,dott:t:ine di S. Al- _fonso de' Liguori per incominciare la assai .-più importante riforma del c}e~o pìemontese. ·Fu questi il teologo Luigi Guala rettore della chiesa di :s. Francesco d'_t\ssisi. Fin dal1817, ottenute le Regie patenti, égÙ aveva fondato, con sede nell'antico conve~to , annesso alla detta chiesa, il Convitto ecclesiastico. Quest'istituto doveva essere una scuola di perfezionamento pèr .i novelli sacerdoti, • i quali; vivendo per qualche tempo sotto un opportuno regolamento, , potessero più facil- ·mente formarsi alle virtù· del proprio. stato, ·intanto c~e compivano la loro istruzione nella teologia morale per abilitarsi al ministero delle confeejsioni, e ricevevano appbsite le-· zioni di sacra oratoria per formarsi alla predicazione. U Convitto, naturalmente, partecipò subito alla cattiva considerazione in cui erano 'tenute le dottrine Lig11:oriane c~ v1 s1 msegnavano. Mà il , Guala, uomo di polso e di carattere.·come di scienza e di soda pietà, continuava.. per'la sùa via, senza sgomentarsi delle critiche e delle vessazioni di cui erano oggetto la sua persona ed il - suo istituto, nè del piccolo numerD-> dei suoi allievi. Sorretto da àlcune elette pers6nalità. del clero e particolarmente dai padri Gesuiti, e sopratutto fidando in Dio, egli guardava sicuro l'avvenire per il trio.nfo della buona causa. ' ' Ma è tempo oramai · di tornare direttamente al Venerabile, da noi lasciato, sul finire del precedente capitolo, sulle mosse di avviarsi a Torino in compagnia del fido Allamano, -il quale ci fornisce in proposito al· cuné notizie, ·con frasi che sono veri gioielli ' di espressiva semplicità. « Cafasso ed io - così egli narra - andammo :a Torino e pren- .demmo alloggio vicino alla metropolitana, in . due camere procurateci dal prevosto D. Dassano. Il pranzo ce lo p9rtavano ogni giorno da una vicina loèanda, ed'alla sera facevamo noi stessi la mines~ra'-; il vino mandatoci dai nostri genitori ce lo portava dalla cantina un ragazzo, che in compenso veniva da noi istruito. Per l'assetto delle camere la madre di D. Cafasso ci aveva procurato una donna, , -che tuttavia presto licenziammo, non piacen- , doci il suo fare troppo entrante ~- L'insegnamento - per cosi dire - ufficiale della teologia morale si dava all'uni· versità ed ' al seminario métropoiitano. A questo i due a,mici si presentarono per farsi iscrivere regoiarmente al corso, t~nuto dal canonico della metropolitana Enrico Fantolini. Però dopo poche lezioni, non soddisfatti nè'della sostanza di esse,·informate ai comun,i pregiudizi rigoristici, nè del metpdo del professore, si· recarono all'università ad udìre l'altro insegnanté in titolo: il canonico·'Bricco della Trinità. ·Ma ne riportarono una poco dissimile impressio;_e, sicchè si trovavano assai scoraggiati ed incerti sul partito da prendere, quando seppero che in Torino si teneva un terzo cor.so di teologia morale: quello del <.tuala. Udita una sua conferenza; ne rimasero così contenti che tosto si pre-

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