.,. 1.2 .eof1solata ' 43 notte: che senza v~stito ed a queste altezze (m. 2500 sul· mare), còÌl quel gelato monta· , gnone sulle tes'te, rappresenta l'unico mezzo ·che loro resti, non dico per passar conforta~ bilmente la notte, ma per passarla vivi. Conviene aggiungere che prima di .notte .ogni ~riciolo di viveri era finito, cosa abituale nei neri nè previdenti nè temperanti; spie· gabilissimo poi nei 1nostri, essendo già tra-' scorso il numero delle giornate calcol'a.te 'per il viaggio,· mentre essi, per le improvvise e imprevedibili difficoltà sopravvenute, non si , trovavano che a mezza via. Non Ò quindi da far meraviglia se il 'mattino dopo all'alba, ·contrariam'ente all'uso degli indigeni, fosser .già in piedi e pronti ·a partire. Sentivano il bisogno di scuotersi di dosso quel torpore che li agghiadava; di portarsi presto fuori d}quel deserto, dove appena le scimie e gli elef~nti trovavano da vivere. Dopo tali precedenti non è difficile imma- .ginare con quali idee nere, questi nostri sfortunati portatori si accingessero a dar l'assalto alla catena dell'Aberdare, la quale ine- ·sorahile s'e~geva loro davanti: una catena i cui colli più bassi sorpassano i 3000 metri sul li vello del mare! Forse ne'sauna campana in Europa fu mai portata così in alto! Provvisti di freddo e di fame i poveretti ·diedero la scaiata ai primi contrafforti. Ciò spiega come, mancando alle loro menti 'impressionabili la parola e la direzione di capi -europei a mantener alto il morale, ed ai loro -coq~i indeboliti gli eccitanti materiali di cibo· -con cui rifocillarsi e vestiariò contro i rigori ·dell'alta montagna, il loro coraggio se ne an- ·d.asse a poco a poco. Gli strapazzi dei giorni. antecedenti incominciavano a far sentire i loro effetti debilitanti, produce~db, una graduale diminuzione di forze, e la campana -ormai avanzava lenta, .lenta, con soste fre- , quanti, mentre l'erta si andava facendo più ripida, e il sentiero fra i bambù tracciato dagli elefanti d'veniva di più :in più stretto -ed impraticabile. In questo stato di animi e condizioni di ,eorpi,le ditficoltà della salità. parevano ingigantire ad ogni passo, ed.ogni passo diveniva più faticoso, più lentò: céssati ' ' i canti, cessato il parlare; ad intervalli appena si poteva udire qualche esclam~zioné , isola,ta che restava senza risposta: eh! mahende makùa (povere le mia ossa!). La povera carovana della prima campana de~ Kénya s'era oramai ridotta nelle condizioni di una nave piena di falle e tutta sconquassata, che !>ene o male tenta di arrivare in. portO e. ci arriverebbe forse; se il mare si mantenesse tranquillo ed il vento favorevole, ma basta clJ.e si levi un po' di te~pesta per sfasciarla e mandarla a fondo. E la tempesta per i nostri venne. Ad uno svolto dèl sentiero; quando questo dà su uno spianato di-erbetta alpina, aprentesi come uno squarcio luminoso fra la tetra penombr~ della foresta di bambù, un macabro spettacolo si presenta ai loro sguardi e li agghiaccia di terrore. Il piccolo spianato, come un campo di' battaglia, è seminato 'di cadaveri. Son s~dici!- qualcuno tutto raggrinzito e raggomitolato su se.stesso,. altri impugnanti un tizzone spento, quasi suprema àncora di salvezza'che pure non riuscì a salvarli; altri bocconi, altri supini in atto di estremo abbandono. Per i nostri fu il colpo di gràiia. Come di comune intesa, ma senza neppur essersi scambiata parola, posano a terra la campana in 'lllezzo a. quei morti e si danno ad u.,na fuga disperata., pazzesèa, inconsci del 'dove a·ndassero, pur di fuggire quel campo di morte, ·terrorizzati dalla. paura che gli spiriti 'di quel lu!lgo vogliano pre'nderli anch'eSili, come si eran presi quegli altri. (ContinU:a) . Ohi non può fare oft'erte s'adoperi a procurare qualche nuovo abbonato al periodico. U.n. bel modo . di /ar la carità ai·missionari è quello di -offrire loro delle limosine per celebrazione di Messe. La .IJt'r.ezione del periodz'co le accetta con riconoscenza e te trasmette con premura ai mz'ssz'onari. Per queste . .Messe l'Autorità .Diocesana ka fissato la elemosina in L . .2;50. ' ' l
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