Missioni Consolata - Marzo 1907

42 llt eof1SO(ata Q sarsi dell'alberello sostenente i portatori da quella parte, mancando questi, cade, trascinando seco e ·n resto del ponte e tutti gli uo- , mini, sbattendoli chi qua chi là.giù nellà corrente, dove essa stessa con gran tonfo fin_isce; È caso? N o. È qualche cosa 'di più, perchè nessuno resta preso sotto, appena qualcuno ha ricevuto un "urto: un solo portatore provò un colpo un po' forte ad una gamba. Ma quasi subito si riveggon tutte quelle nere figure sorgere dai gorgogliamenti dell'acqua, intirizzitì per quel bagno diaccio - chè gli Akikùiu temono più l'acqua .fredda che non il diayolo l'acqua santa- tutti però incolumi. Chi approda ad una sponda, chi all'altra, intontiti, tremanti di freddo e di paura. Nessuno ,parlava: non si udiva che il mor~orio della corrente e l'acuto sibilar del vento, e tutti istintiv_amente guatavano al luogo del ponte infido che non è più, e al gorgoglio dell'acqua infurian~esi contro il nuovo ostaçolo che non può vincere :• la povera campana, destinata a vivere in tutt'altro elem,ento... Prima che riescano a raccappezzare le idee e a decidere il da fare passa tempo parecchio: chi crolla il capo, chi si di~pera. Ngùme è . tutto mortificato e si capisce che pensa a quel .che diran nel paese, a quel che_dirà · patri Gabriele. · .Quando incominciano a rimettersi, i~cominciano pure a prendersela chi col ponte, chi con colui che lo fece, e ciascuno col suo compagno il quale non aveva preveduto quella catastrofe. Fortunatamente quel discutere alla ricerca della responsabilità stando ·mezzi da l'una e mezzi dall'altra parte del fiume, dava garanzia contro il pericolo che, scaldandosi troppo, veniss'ero alle mani: un sistema che .potrebbe seguirne in simili contingenze. Finalmente quelli della r~va sinistra del Ciània sono riusciti ad accendere un po' di . fuoco: e questo bastò per ~ecidere gli altri a passare da quella parte. Il fuoco per quest1;1 ·gente è come un buon bicchier di vino che chiarisce le idee e dà for?<a ad attuarle: si tran'quillarono, discussero, e poco per volta concordarono tutti nell'unica conclusione pos· sibila: che cioè, la campana, se si voleva con· tinuare il viaggio, bi!logn~va .tirarla fuori.· . ' l' o E siccome per giungere a questo risultato non c'~ra altro mezzo che. d discendere nell'acqua fredda, lo fecero con alte grida - forse più alte dei futuri squilli dèlla campana - per sentir il meno· possibile il ribrezzo del rinnovato bagno. I nostri semipalombari à'agitano, giran di qua e di là, spariscono e ricompaiono; e finalmente - sicco_me quella campana non è del genere dei sommergibili francesi che quando van sotto non c'è più verso di farli tornar su - riescono a tirarla a riva. · Non è a maravigliare che un lavoro di tal fatta avesse esaurito tutte le forze, e tutto il .coraggio della carovana : nessuno dopo quella forzata applicazione idroterapica ha più voglia di andar ~vanti.' Si accampano percl.ò sulla riva del fiume traditore, accanto aTla salvata c~mpana. La reazione che i me· dici prescrivono dopo tali bagni, essi la fanno attorno ad un gran fuoco, che può dirsi l'u- • nica consolazione che· ormai loro rim~nga; i viveri- che sarebbe l'altra - essendo quasi :6.niti. Il poco che di questi loro resta vien sùbito liquidato, fra i commenti più animati sull'accaduto e una certa qua~ gioia per il superato pericolo. , Leggèndo che i bra~i portatori si accamparono nesfìuno fraintenda. La parola in questo caso esprime troppo. Sperd11ta come un punto ·per l'immensa pianurà è la campana: accanto ad essa schioppettà. un gran,fuoco alimentato da resinosi tronchi di giunipero: attorno al fuoco, seduti o coricati, stanno i portatori: così a cielo aperto; completamente esposti alle raffiche gelate del,Rinangòp, ai cui piedi ·ora si trovano. La risultante naturale di queste due forze contrarie è che gli uomini da· un lato arrostiscono, dall'opposto gelano ; l'interno di quel circolo .umano, a causa dell'alta fiammata, è come un forno; l'esterno, ' per ·quel 'vento, è un ghiacciaio. Per ristabi- ' . lire un cer.to equilibrio termico, i portatori si presentano al fuoco or di faccia or èol dorso ; e.rivoltandosi ognt tanto, provved~noalterna- . tivamente di calo~ico quelle parti del loro· corpo che le gelate raffiche van raffredando. Un lavoro che dura per q,uant'è lunga la

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