Missioni Consolata - Marzo 1907

12. e Of1S·b (a tae- - 'i!iC 'iiK . , .. o campana si trovava ad esser maggiore di quegli interstizi. Allora, posataquestaa'terra, discutevan sui mezzi possibili pèr.avanzare, e siccome poi nessuna soluzione si presen- ,tava alle loro stanche teste, accendevano il fuoco, vi s'amcolav~n d'attorno, zitti, pen• sierosi, addolorati, mescolando· gÌL sfiduciati sospiri _!1.1 crepitio; del legno verde. Ma non si poteva star sempre •lì. Qualcuno ripigliava coraggio; e ordinariamente era· il capo carovana Ngùme, che sentiva la responsabilità del suo incarico e se ne in- . / tendeva più degli altri, essendo un abbonato perpet-qo a quella· strada, perchè da circa due anni è lui che forma e dirige le nostre carovane,perVambogo. Allora bruciavano,tagliavano, distrnggeva~o,' aprèndosi 'insomma a ferro e fuoco una' via che non c'era e per la quale dovevano 'ad ogni costo passar'e, purtroppo non da soli. Ma ogni passo avanzato era' un passo guadagnato, e la campana lentam~nte, ma sicuramente, s1avvicinava a Vambogo. Per fortuna a .tutti i inali di questo mondo vi è rimedio perchè, volere o no, tutti finiscono; e iu provocando un largo sospiro di sollievo che un bel mpmento quell'intricata brughiera e quella nefasta foresta cessarono d'un tratto, per presentare a perdita d'occhio la stappa interminabile, senza un solp albero, un cespuglio a romperne l'uniformità. Fu celebrata la prima vittoria deponendo il carièo e facendo arrostir patate; le quali insieme coll'aria frizzante del Kinangòp rius~irono a far ritornare l'allegria ed il buon umore in tutta la carovana. h nero dimentica cosi presto i dolori; e guai per lui se fosse altrimenti! Per la prima giornata di stei,>pa le cose van bene. È vero che in alcuni tratti, dove, come in una piazza d'armi per la cavalleria, gli elefanti so'n-venuti a fare i loro esercizi di :divertimento, il terreno era come .tempe- . stato di peP,ate, ogn.una di un metro e mezz~ di circonferenza e profonde mezzo metro, che rende"ano difficile e_'Pericoloso il camminare in corpo; ma almeno nulla veniva ad arréstare•i bravi portatori, ad.interromper i loro canti o.turbar la comune allegria'. Il piano correva ininterrotto ed aperto e il paese natio si avvicinava. Ma il giorno dopo, essendòsi pur avvicinata la catena dell'Aber- , dare, ricominciarono le dolenti1 note. Dalla niontagna soffiavano .con insistenza:.certe raffiche gelate, tali da far vibrare la campana e in.tiriziire i suoi portatori, indifesi éomè qJiella, ma più di essa sensibili. E tosto gli avvenimenti precipitano. Verso mezzogiorno arrivano. al Ciània, un fiumicello dalle acque cristalline e gelate, che normalmente si paSS!Io a mezzo di un ponte indigeno fatto costruire da Kar.òli, e che secondo tutte le regole di ingegneria. dovrebbe cadere e contro quelle sta su: ma un ponte che., per attraversarlo bisogna mettere in opera alttettante regole di prudenza, quan~e erano le disposizioni municipali che regolavano il passaggio del ponte in ·ferro sul Po, di felice memoria. Fincliè attraversano il Ciània indigeni, che hanno il piede prensile c.Òme scimie ,e passano con leggerezza da 1 acrobati, non c'è molto da temere; questo d'altronde è come il prototipo dei migliori ponti del genere che esistono 'in tutto il paese. I;>i regola i più ben fatti constano di un affastellamento ·di quattro o cinque fusti f d'alberelli, nè legati fra loro, nè' fissati·alle estremità. Se almeno fossero pollegati farebbero una sufficiente forza: divisi cosi, è come una famiglia in cui tutti voglion far da _sè.. I nostri, all'entrar sul ponte, non si abbandonarono a molte riflessioni tecniche sulla sua resistenza. Poco calcolatori di natura, lo eran ta11.to me]lo in questi momenti in cui, tormentati da unfreddissimo vento che li :flagellava, non avevano altre preoccupazioni per il capo se non di passar presto e giungere alle prime foreste di bambù, chesi disegnavano poco distante, e che avrebbero offerto ,un certo qual riparo a quelle raffiche indiavolate: Essi, ad~nq·ue, senza un pensiero al mondo, si incamminano sul ponte infido; ma non .ne sono ancora a metà-' che alcuni dei pali si abbassano, scricchiolano, ed uno, che. era come la chiave .di volta, cede: 'cosi la campana, già inchinatasi per l'abbas-

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