Missioni Consolata - Febbraio 1907

. 22 111 8ot'}solata Consolata, nonchè le prove costanti di amore !3 di fedeltà con cui essi sempre corrisposero alle grazie di L~i, concludeva: « Niente ci separerà mai dalla nostra Madonna; sempre i veri torinesi saranno il popolo di Maria SS. Consolatrice; S!lmpre nell'avvenire, !JOme gij\. nei secoli passati, Ella amerà Torino e la salverà nelle guerre e nellepestilenze materia}~ o morali, che ancora verranno ad affiiggerla ». • * * * Splendida riuscì la funzione di chiusura il mattino della domenica 27 gennaio. -; Quando alle 7 il Cardinale Arcivescovo incominciò la messa all'altare della Consolata, il santuario presentava uno spettacolo imponentissimo~ Ben 25 bandiere di associazioni cattoliche maschili si levavano nel presbitero, gremito dai membri delle medesime, _come la chiesa superiore del santuar.i.o colle sue quattro ampie cappelle, mentre continuava ad affittirsi in S: Andrea ed in ogni angolo disponibile una calca composta e devota di cittadini . d'ambo i sessi e d'ogni. ceto sociale. La funzione s'iniziò col canto del Miserere, · che ripetuto da migliaia di·robuste voci virili · ben esprimeva.,la mestizia dei figli addolorati per gli oltraggi fatti alla loro Madre; seguiva poscia il santo rosario, recitato con ardore di sentimento da quell'imponente massa di fervorpsi membri delle Associazioni cattoliche. Quando la._messa. celebrata da S. E. fu alla S. Comunione, tr~ Sacerdoti presero· a distribuire in tre punti di~ersi il pane eucaristico, continuando per oltre · mezz'ora. E sebbene l'ordine regnasse pèrfetto, tanta era la ressa di uomini alla s~;~.cra, mensa che le donne avevano difficoltà ad àvanzarvisi. Termh1-ata la messa, il Cardinale Riclìelmy pro n u~ciò uno di-qU(li suoi discorsi senza--pretese oratorie, ma cosi proficui per la densità di santi pensieri eda:ffe.tti che risvegliano e muovono nella. mente e nel cuore degli ascoltanti. « Non son qui pe~ tessere le lodi di Maria S.S. Consolatricè - èosì esordisce l'augusto oratore - : altro è oggi il compito a me affidato dall~ Provvjdenza. Interprete dei vostri sensi, io debbo presen'tatli a questa cara no_~tra Madre, per comunicarvi poi la divina sua risposta. È questo il mio mandato». E dopo avere con l'acuto e amoroso intendimento di figlio primogenito cercato .quali siano i pro· ·fondi e veri sensi dei torinesi verso la Con- ' solata, con mano .pia e sanatrice toccò una t . piaga che è il portato delle insidie del tempo nostro. « Se i nostri sentimenti poterono !lS· sere, fino ad·un certo punto, ignorati o fraintési; se Colei che pur amiamo di così saldo e tenero amore fu oltraggiata, noi che pur 'Sentiamo ·di ·ciò tanto cordoglio,. che prote- · stiamo c::ontro la menzogna, non siamo del tutto innocenti. Il nostro contegno, la ~ostra freddezza in certe occasioni ha potuto darvi qualche motivo. Ben dunque siamo venuti qui a riparare, a piangere, non colle-lagrime ' degli occhi, ma con quelle del cuore dicendo col salmista: Miserere mei Deutr..... ed abbiamo chiesto perdono delle nostre infedeltà colle - parole e più coi fatti, sfidando i rigori della stagione, calpestando il rispetto umano per accorrere compatti a questo storico tempio a protestare a Maria SS. che noi l'amiamo; che vogliamo sempre più stringerei al suo Gesù e difendere per l'avvenire •COn miglior ·sollecitudine la loro gloria, il nostro onore ed i supremi interessi nostl:-i e delle nostre famiglie ». Venendo poi alla risposta della Consolata, S. E. fu sublime-nella voluta S!lmplicità del suo dire. Interpretati i sensi del cuore regalé della ~aqre ·di Consolazione verso i diletti suoi torinesi - compito così facile nel tempio· ch'è _tutto un poema di miserÌcordia, 'un'attestazione di grazie concesse - l' Em.mo ri· , cordò le supreme parole di Gesù agonizzante: Padre, perdona loro perchè non sanno quel che $i fanno. « Gli infelici oltraggiatori di Maria SS. Conflolatrice, soggiunse. poscia applicando il detto del Salmista, h·anno•gli occhi e no.n vedono ; hanno gli orec,chi e non odono. Sono pochi anni che Torino ha raccolto tra: le sue mura una moltitudine immensa, venuta da tutte le parti ad assistere al trionfo della Consolata, ed essi .nulla hanno veduto. Npn

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