r naccioso, ha forzate le porte di Torino e fa qualche vittima nel sobborgo di Vanchiglia. Nella città augusta sono vivi tuttora gli .antichi ricordi della orrenda pestilenzadel1630; quindi i torinesi, in preda ad un giustificato terrore ' e ad una angosciosa trépidazione·, mentre secondano··l'autorità municipale nei provvedimenti sanitari, un'o ne chiedono più alto J} di ordine SP,irituala: un voto alla Consolata, la quale già altre volte nei secoli passati, esercitando il suo' ufficio di Patrona, iinpetrò a Torino o la totale liberazione 9-alle pestil~nze o la, loro cessazione talora in modo prodigioso. • Il Consiglio Municipale, o come allora dicevasi iÌ Corpo Decurio~ale, èompreso del l suo mandato e be~e rappresentandg la Città anche nel senso morale, s'affrettò a tradurre in atto -i desideri della cittadinanza, ed in una memoranda seduta, t~nuta d'urgenza il Ù settembre1 1835, fissava il voto da l farsi dalla Città di Torino alla Consolata, in termini preventivamente studiati da apposita Commissione, nominata nella sedùta del 30 agosto. · Il voto, quale fu ad unanimità apprqvato · _dal Consiglio portava, tra gli altri; i seguenti impe~ni: 1°. La restaurazione della cappella sotterranea deliiantuario della Consolata, detta deUe Grazie. 2° L'erezione di una colonna votiva, sòrmontata dalla statua della Consolata e recante alla base ù,n'iscrizione commemorativa (vedi incisione a pag._ 2,1). ao Lo stabilimento in perpetl(,O' dii una p1·eghiera di quarant'ore nella chiesa della Consolata, nei giorni 27, 28 e 29 agosto, precedenti il gior7JO in cui fu deliberato in massima dal Consigliq all'unanimità il voto. La presentazione del voto avvenne il3 settembre con un'imponentissima funzione, il. cui ricordo fu fissato dal pittore--Francesco·· Augero in un magnifico qua9-ro, conservato fino a questi ultuni anni nelle sale del pa· lazzo municipale (vedi incisione · pag. 19) .. Esso rappresenta il momento .culminante della sacra cerimonia: quello cioè in cui, dopo l'offertorio della messa che egli stava-· celeb~ando, l'arcivescovo M.r Fransoni co~ a lato il rettor maggiore degli Oblati ri-- ceve, ·chiuso in ·tubo ·cilindrico 'd'argento, il testo del voto de.lla 'città' di ·Torino alla Consolata dalle mani dei due Sindaci in carica, secondo la consuetudine di a!Fora :· conte Pallio di Rinco 'e barone Luca Martin ' l ' di S. ~artino. Il testo del voto, immediatamente prima stato letto ad alta voce dal segretario, era stampato su pergamena e mu- ·nito, oltrèchè dellè firme autentiche dei sindaci, delle altre1t richieste per la piena .sua legalità. Esso trovasi presentemente in istato • 1di perfetta COnServazione negli archivi del santuario. ' Quali fossero gli effetti del voto del1835, lo dicono i docùmenti e monumenti compro· vanti l'iminediato adempimento per parte dèlla Città di Torino degli o\>blighi da :essa contratti per il· voto meaesimo, e alla 'luce del sale lo attesta chiaramentè l'iscrizione della: colonna votiva, dal nostro Silvio P~llico tradotta -e pompendiata in due versi: clìe ogni buon torinese sa a memoria: ' . . «Venne l'indica lue, tremenda appa'rve Ma al.cenno di Maria sedossi e sparve ~- :N'on ~ lluindi meraviglia-se riçordi . deL 1835, sempre •vivi in Torino e rinfrescati posteriormente da altre grazie jn~igni della Conso)ata, r:ell'oril. dell'oltraggiq,i per spontanea rea~ione, produssero lo ~;~lanc~o di 1 amore e di ~emore riconoscenza che si esplicò coÌle furizio:Q.i di rip~raziorie. ' ~ -. " ' "" . . ' Le FunziOni di .'riparazione· , ' . . l . '• Il triduo di ripapazione promosso dalJe~ As- . ' ' sociazioni cattoliche di Torino al santuario- . basilica~della Cpnsolata, cadde in'g1orni riii- . dissimi e quali non s1 erano ancora avuti nel corrente inverno per l'imperversare del maltempo·, con neve abbondante, ve~to e freddo intenso. Il santuario. perciò nelle due 'prim sere fu semplièemente' affollato, a causa delle l vie quasi impraticabili e della sospensione delle corse d~i tram ; moltissimi torine~:~i però,
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