Missioni Consolata - Febbraio 1907

111 eortsolata 31 caduto il pio e valoroso M.r 'Fransoni. Nell'Ordinazione pasquale tenuta dal novello areivescovo di Torino .il Venerabile fu promosso al suddiacon!!'to; l'anno seguente al diaconàto e finalmente nelle tempora autun- . nal~ dello stesso· l833 - colla dispensa di mesi quindici e giorni venti sull'età regolamentare- fu consacrato sacerdote da M.r Cavaleri, vescovo di Bobbio, nella chiesa dell'arcivescovado di Torino. Aveva cosi felicemente raggiunta I~~: meta perseguita éon tant!:' ardore dal momento {elice nel quale vestendo l'abito ecclesiast~co, egli « si era deciso di voltar le spall.e al mondo per darsi tutto al Sigr~:ore, fino al punto in cui per la sacra ordinazione era ·stato come svelto da questa te1Ta e-trapiantato in Oielo ». Le parole in corsivo sono testuali del Venerabile, il quale espresse a voce più volte e scrisse nelle sue opere la profonda sua convinzione che ad esprimere al Signore una ~iconoscenza adeguata al beneficio, non bastasse il linguaggio della terra. Nell'impareggiabile Esercizio mertsile per la buona morte di D. Cafasso si'legge: «Essendo per finire la mia missione sulla terra, io rendo e . consegno al mio Dro quella grande vocazione 'di cui egli ha voluto onorarmi. Io non ho termini quaggiù per ringraziarlo degnamente ed aspetto l'èterilità ». - La domenica successiva alla sua consecrazìone sacerdotale, ~ precisamente 'n 22 settembre 1833, il novello ministro di Dio, fe- ' steggiatissimo, celebrava la sua prima messa in Castelnuovo, con sentimenti che, trasparendo dal ·suo sembiante e dai suoi atti, confermarono 1in quanti lo videro -all'altare la convinziÒne che egli sarebb~ diventato un • santo. E ben era questo il sublime programma che egli s'era tracciato in quei giorni benedettrdavanti a Gesù Crocefisso: « Io non voglio, non cerco, non desidero che farmi • santo, e s~~orò il più felice' degli uomini facendomi santo, presto santo e gran santo». Ma oolui che cosi diceva e voleva; che non concepiva la missione del sacerQ.ote se non come uno sforzo incessante di santificare se stesso ed insieme il più gran numero.possibile d'al4me, più non poteva, se non in Dio, dare ascolto alla voce· della natura e del sangue. Quindi l~ consolazione prov~ta dai suoi .parenti e specialme,nte dalla buona · Orsola nell'avere per qualche tempo con loro il novello mini~tro di Dio, doveva presto essere pagata con un nuovo grande, e questa volta perpetuO' sacrifizio. Passò velocemente quello scorciò di vacanze, e all'aprirsi del nuovo ·anno scolastico il nostro, sempre in compagnia ,dell'Allamano il quale, più avanzato in,età, già circa sei mesi prima aveva detto la prima " messa, se ne partì anc<!ra da Castelnuovo per venire a Torino e qui frequentare la CÒ· sidetta Conferenza di teologia morale, per abilitarsi al ministero della.Confess.ione. (Continua). U:n. be1 modo ' di far la·carità ai missionari è quello di o/lrire loro delle limosine per celebrazione di Messe. La LJz'rezione del perz'odico le 1 accetta con riconoscenza e le trasmette con , premura ai missionarz·. Per queste Messe l'Autorità LJz'ocesana lta fissato la . elemosina in L . .2,50. · ' · b EROISMI IGNORATI . I giornali quotidiani, mentre hanno spesso notizie politiche sull'Abissinia ~ sui primi passi che essa mostra di fare nella via della civiltà, è raro che accennino alle condizioni dei cattolici in quel vasto impero, fecondato coi sudori e quasi col sangue del nostro Card. Massaia. Da questo silenzio molti arguiscono che essi vi godano libertà religios,a, mentre invece, sotto un'apparente tolleranza ufficiale, vi infierisce in modo saltuario la per· secuzione fomentata 'specialmente da emissari ru,ssi .che, · presentandosi come correligionari degli Abissini eretici e favoriti dall'appoggio dell'imperatrice Taitù, aizzano l'odio e la persecuzione contro i cattolici. Un episodio doloroso di questo stato di cose si ebbe anche nello scorso settembre, •e \

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