.. 30 J11 eo.f1SO{ata / CENN{ BIOGRAFICI del Veqerabile Giuseppe Oafasso =====, =~~·====== Segue CAPO IL , Chiericato. SOMMARIO: Il chierico Cafasso in seminario - Modello di studio e di pietà - Suddiacono é sacerdote - La prima messa in Castelnuovo - Tutto di Dio! Come nello studio,' il Cafasso distinguevasi · per una pietà che testimoni oculari chiamarono, ed era veramente, squisita per la sostanza e per il modo con,cui veniva praticata. Professando già fin d'allora l.a massima che la santità non consist~ nel far cose straondinarie, sibbene nel fare in modo straordinario le· m·· dinarie, egli ,compiva in ispirito e verità e colla massima diligenza le pra.tiche comuni di pietà, riservandosi· come caro riposo dello spirito l'attendere a divoz_ioni individuali, tra cui' gli erano predilette.la recita dell'Ufficio della Madonna e la meditazione delle mas-. sime eterne. Era tra i chierici che più spesso si confessavano, tra i più fervorosi alla sacra mensa ed i più assidui alla cappella;. delicatissimo di coscienza su ogni punto, in .quanto concerne il candore dei costumi e dei pensieri era sempre un S. Luigi. Ma il bene sgorgava d4.ll'anima sua come pura acqua di vena: tutto era 1n lui calma e naturalezza. Mai esclamazioni ascetiche in beeca-sua, o sospiri, o visi torti-;. se egli custodiva i suoi occhi non· li teneva però troppo bassi; .se si teneva lontano dalle raffioatezze nella cura della persona e ael. vestire, osservava però inappuntabilmente il decoro e la pulizia. Parco nel cibo, ·continuava con maggior conoscenza di causa a praticare l'astinenza e la mortificazione nel modo che è il più difficile nella sua semplicità, e che si compendia nel nulla chiedere e nulla rifiutare. E chi conosce il vitto di collegio sa quale speciale valore ivi abbia la formola citata. - Ossequen,tissimo ai superiori, nessun~ l'udì mai criticare i loro ordini o le disposizioni di qualunque natura. «E sì che mentre e~l~ , era in seminario- dice. il già Citato suo condiscepolo - essi ne impartirono due atte, non solo a ferire, ma a produrre fermento ~n masse ·giovanili. Ci tolset:o Ùnà passeggiata più lunga delle solite che si faceva nel giovedì dopo Pasqua, e da noichiamata la Campagna a èui andava unita una refezione speciale; cosi ci cambiarono un trattato·con un altro che generalmente non piaceva: ebbene in queste occasioni non udii da Cafasso il menomo lamento ». Non prendeva parte ai giuochi permessi in seminario; in tempo di ricreazione stava piuttosto da sè, e contuttociò non appariva. misantropo, chè a qualunque dei èompagni gli si fosse avvicinato a parlargli sempre rispondeva affabile e gioviale. Aveva un certo modo tqtto suo di non porre in rilievo mai, nè in bene nè in male, la· sua person~ ; di non discorrere dei fa.tti suoi; di non·parte- - cipare alle critiche ed a quanto ·di meno' lodevole si dicesse o si facesse, che anche ai ·più maligni sarebbe riuscito del pari impossibile attribuire a melensaggine o nascosto orgoglio. La discrezione e l'umiltà circondavano - se cosi è lecito esprimersi - ogni azione del servo di Dio, e senza velarne il morale splendore davano al di lui esempio· un non so èhe di mite e spontanea am~bilità che mentre molti trascinava, impqneva una. .reverente ammirazione anche a chi non sapev~~o-O-. non voleva imitarlo. Il concetto che di lui ebbero i ·superiori del seminario di Chieri risulta sia dai registri, dove per la condotta egli è classificato fra gli ottimi, SÌ!!- dalla dignità di prefetto a cui lo vollero elevato nell'ultimo anno di sua permanenza. 1Uno dei professori, il teologo Arduin~, venne in quell'occasione espressamente•dalla campagna pér dare il suo voto . al Cafasso, la cui elezione risultò così fat,ta. ad unanimità dai superiori, -come ebbe il ·plauso generale dei compagni. Ma oramai, maturo di studi e di virtù, deficiente soltanto di anni, il nostrò chierico si avvicinava a gran passi al sacerdozio. A M.r Chiaverotti, da Dio chiamato a ricevere il premio .di sue pastorali fatiche, era sue-
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