24 J.!l ·eo·.,solata ~- 'o Rivolgendosi in particolare ai consiglieri di parte libera.'le, dicè che ha troppo rispetto e .stima delle loro idee evolute e che l'aver _ essi votato 208.000 lire per l'Ufficio d'igiene è un'implicita confessione di credere unicamente all' e:ffic~cia della medesima, e con espressione blasfe~a afferma che « la scienza oggigiorno, in fatto di coléra ~ di altri · mali infettivi, è più potente della Madonna della Consolata:.. Fra le proteste e i mormorii dei consiglieri continua tentando di mettere in ridicolo, e ·con banali parole di disprezzare la devozione alla Consolata, le cerimonieTeligiose e il voto dei decurioni del1835 e CQnclude, fra i rum.ori e le disapprovazioni generali, con un'irriverente ed evidente allusione ad« una grande inferma che· faceva voti alla Consolata facendosi curare da un medico ebreo!». Nasi. - Con vibrata e brillante frase prende a confutare le affermazioni di Gherardini,· il cui ordine del giorno, egli osserva, consta di due parti diverse: invita il Consiglio a radiar la spesa per cera al Santuario perchè non obbligatoria per legge, e afferma che questo stanziamento di spesa non è più consono alle credenze attuali. Di- .chiara che non si occuperà di questa seconda parte, essèndo egli sicuro che non rac.coglierebbe la maggioranza nè del Consiglio, nè della cittadinanza torinese (interruzioni). Nofri: ~Ma allora credete alla cera voi? Fino: - E voi altri credete ai cerotti... (viva i1ar,ità ). Nasi. - Senza badare alle continue interruzioni dei socialisti, .si sofferma a trattare la prima parte dell'ordine del giorno che concerne ll;I), tema di diritto, e fa OI!JServare al Gherardini che la semplice lettura della. sentenza riguardante il comune di Sa.h· bioneta. dimostra che il caso è·diverso,- per~hè nel caso nostro è questione di contratto, e contratto è legge fra le due parti. Cita l'opinione di altri insignì giuristi « molto più competenti ed autorevoli di lei, dice rivolto a Gherardini, ·per profondità di studi». Per mettere le COS!I nel vero loro termine, prende a. completare la. narrazione non troppo seriamente storica. del consigliere .Ghemrdini. N ella. seduta consigliare del17 gennaio 1900, il consigliere Allasia dubitava dell' obbJigo giuridico di questo stanziamento ed invitava. la Giunta. ad esaminare se, essendo avvenuta la soppressione dell'Ordine degli Oblati, il Municipio,.come erede, non avesse conglobata in sè la posizione di creditore e debitore, e se non si fosse quindi est\nto quest'obbligo. Sorse allora il consigliere Depanis (a quel tempo assessore), che, colla consueta sua capacità e scrupolosa diligenza, rifece la storia della questione nella sua integrità, e constatò trattarsi di un voto perpetuo del Corpo Decurionale, portante un impegno preciso che vincola l'Amministrazione municipale. Il consigliere Allasia replicò, domandando che si revocasse il voto da parte del Con· siglio. Ed a questo punto si alzò il compianto comune ed insigne maestro, consigliere Mattirolo..... Ghera{dini: '-Non comune maestro: solo suo..... ' Nasi: - Allora ella deve rimpiangere di non averlo avuto, poichè le avrebpe drizzato un po'..Je idee in materi!L di diritto (ilarità). Il Mattirolo, indubbiamente competentissimo nella materia, dimostrò con ragioni incisive che esisteva la perpetuità del contratto, perchè il Municipio, ' scomparsi gli Oblati, era venuto a trovarsi di fronte all'ente laico che rappresenta il santuario della ' Consolata. Ma il consigliere Allasia non. si ' diede per vinto, e presentò un ordine del giorno, invitante la Giunta a studi sull'oh~ bligo legale del Municipio a quella prestazione; però, secondo il solito sistema dei colleghi 'della minoranzl!o che è di mettere sempre insieme delle cose inconciliabili, volle inserirvi anche l'invito alla. Giuntaai proporre l'abolizione della prestazione, qualora l'obbligo non fosse più ritenuto giuridicamente fondato·. - ' Naturalmente il Sindaco dichiarò di non poter accettal'e questa. seconda parte perchè, prematura riusciva la proposta, non essenslo ancora fatti: gli studi necessari. Ed allora il
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