Missioni Consolata - Gennaio 1907

.. 4 ·Jlt eot'}SO(ata rati, V. S. potrà vedere il lavoro che i miei missionari in quest'ultimo periodo annuale hann fatto, e se più che alle apparenze ci tenemmo al sodo ·e vogliamo che le future nostre cri- - stianità sian degne di tal"nome, tramandando perciò i batte11i,mi {tnchè l'ambiente ·non si sia modificato maggiorrr~;ent,e, non è men vero che mille segni stanno a provarci che il no- .stro intenso lavoro non va perduto; e se i risul~ati definitivi non son dell'oggi- perchè solo da ieri noi siamo qui - il campo è troppo promettente per non assicurarci un raccolto abbondante in tempo brevissimo. Poichè noi abbiamo avu'to la fortuna di poter penétrare per i primi e ben installarci avanti che altri~ sapessero della densità di ques~e popolazioni, in .un campo particolarmente fa~orevole dal lato apostolico: la popolazione \;i è ' densissima (raggiungendo forse il milione e mezzof della stessa _razza, lingua e dostumi; di vita primitiva ed agricola; mai contaminata dal maomm'ettismo,- o' ~bbrutita dalla schiavitù, e -: CO!!& non i~differénte - abb_as,tanza segregata dalla pseudo civiltà; essendosi recentementè dichiarata questa pròvinc~a « riserva , degli indigeni »- Ma se da un lato l'ubicazi~ne e Io stato primitivo di ques~ popolazioni ci è favorev_ol'e, 'dal lato matériale non si può dire al- .trettanto. V. S. Ill.ma ben capirà che in paesi così remotf ed isolati da centri civili, in gran parte mai penetrati da altri bianchi, non solo manca ogni strada ·di comunièazione, ogni materiale di costruzione, qualsiasi articolo manufatto, ma eziandio qualsiasi altra cosa a noi, o' al culto, o alla cura degli ammalati occorrente deve essere fatta ·venire' dall'Europa. Perciò le spese di mantenimento di una cinquantina di missionari, di un centinaio di catechisti, d'orfani ; quelle di costruzioni delle abitazioni e chiese e di mobilitazione per le nuove spedizioni di personale e merce, co~ lunghe e pericolose· carovane, raggiungono cifre enormi, E queste cifre aumenteranno · ancora per. l'avvenire, se ndi vogliamo dare alla nostrà opera quello sviluppo che le circostanze di un paese nuovo che va rapidamente ai_>rendosi, imperiosamente esigono ; con l'aggravante di una diecina' di società protestanti che ci minacciano e ci circondano; e che se fin'ora han poco penetrato il pa.ese, dandoci cosi mezzo di prevenirle· nelle mi~ : gliori posizioni e ben installarci, ciò è soltanto a Ca.usa dell'essere stato il' paese fino · a ieri sconosciuto, ed anche oggi con fama d'essere abitato da popolazioni feroci ed intrattabili. · ' ~ ell'~nno venturo, se Dio ci dà grazia e v. s. Ill.ma un generoso sussidio, è mia intenzione incominciare a dotare di chiese le missioni che più ne abbisognano; fondare , parecchie nuove stazioni che s'impongono~ duplicare o triplicare il numero degli allievi ~atechisti, - iniziando posti-catechistici per Ù ·collegamento delle-varie stazioni, in modo da coprire di un'reticolato le zone più po:- polate e produrre un lavoro simultaneo s~ · tutti i punti: · ciò che varrà moltissimo a quasi imporci nelle impressionabili menti dÌ questi in~igeni. Tale 'sarebbe il mio bi~ lancio preventivo del lavoro per l'anno ven" . turù. Ma è 'un fatto che tutti i bilanci pre; ventivi son sempre sorpassati ; e già vedo comparire un nuovo lavoro altrettanto arduo che utile. ' ' Il Gov,erno inglese pare voglia interessarsi dell'educa~ione degli indigeni nel Protetto~ rato, fin'ora affatto negletta, e il Commissio~ ner con sua circolar-e mi ha recentemente invitato con altri capi di missione ad un meeting per discutere tale questione e provvedervi. Se il Governo sarà disposto a dare un réale appoggio,· noi ci troveremo nella necessità di aprire nel più breve tempo pos- . sile una diecina almeno di ·scuole. Siccome però i nostri indigeni non riescon neppure ad immaginare che cos~ sia il leggere ~ lo ' serivere, non potendo desiderare quello.che non capiscono, 'fin'ora delle scuole non ne · vollero sapere, .e non è probabile un loro cambiamento d'idee al riguardo in tempo pr'ossimo. Per òvviare a questo inconveniente, essendo gran parte della provincia in·nostre mani, io avrei intenzione di proporre al Governo -la ·cosa è un po' audace, ma colla.Provvidenza bisogna esserlo- l'obbligatorietà della SC'!lola l

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