.· \ 12 eorysolata ·quale era quella della scupla ai ragaz~i, ma . sibbene attendere soltanto alle opere proprie del sacro ministero. E sotto altra forma lo stesso pensiero, già ben maturato e distinto, ·anzi già entrato in un principio d'attuazione, appare mirabilmente scolpito in un qialogo che egli ebbe con :un piccòlo suo compaesano nell'autunno del 1827, cioè pochi mesi dopo ch'egli aveva assunto le sacre divise. In Murialdo, frazione di Castelnuovo, si , celebrava la festa della Maternità di Ma": ria SS., patronale del luogo'. I buoni murialdesi erano tutti in faccende ed i~ moto; molti erano gli. ospiti in casa di parenti e gli accorsi dai paesi vicini, chi per godersi ie sacre solenni funzioni, e chi i vari passatempi che. usano in simili occasi~ni. Fra questi era un fanciullo ' dall'aria b~ona e spigliata, venuto da un'altra frazione di Castelnuovo: quella dei Becchi. ·Passando sul sagrato, deserto in quelle prime ore pomeridiane, egli vide ap· poggiato alla porta·della chiesa un chierico, « piccolo della persona, o~chi scintillanti, aria affabile, volto angelico. Io fui come ,rapito da q'Q.elsembiante, scrisse poi il. fanciullo dei Becchi, iJ futur~ D. Bosco,, allora in sui dodici anni, e ~ossò dal deside.rio di parlargli, gli . indirizzai •queste parole: - ·Signor abate, desiderate di v~dere qualche àpettacoiQ della nostra festa? Io vi condurrò volentieri dove desiderate. - Egli mi fe.' grazioso cenno di avvicinarmi, e prese ad interr'ogarmi sulla mia età, sullo studio; se io ero già stato promos,so alla santa, comunione, con che frequenza andava a confessarmi, ove andava al catechismo e simili. Io rimasi come 'incantato a quelle edificanti maniere di pa'rlare; ,risposi volentieri ad ogni domanda; di poi, quasi per ringraziarlo della sua affabilità, ripetei l'offerta di accompagnarlo a visitare .. qualche spettacolo o g_ualche novità. - Mio- · caro amico, egli ripigliò, gli spettacoli dei preti sono le funzioni di chiesa; quanto p~ù esse sono divotamente celebrate; tanto più grati ci rie~cono i nostri spettacoli: Le nostre novità sono le pratiche religiose, che sono sempre nuove e perciò da frequentarsi con assiduità. Io attendo solo ,che si apra la chiesa per potervi entrare. - Mi f11ci animo a ~ontinuare il discorso, e soggiunsi:- È vero quanto mi dite; ma · v'è tempo per tutto: tempo di andare in chiesa e tempo per ricrearci. - Egli si pose a ridere·e conchi~se con queste memorande parole: Colui che abbraccia lo stato ecclesiastico si vende al Signore, e di q'Q.anto havvi nel mondo nulla. deva più stl!rgli a cuore, se non quello che puèl ,tornare à gl?ria di Dio e a .vantaggio delle anime. ...,.... Allora, cosi termina la sua. narrazione D. Bosco, tutto meravigliato volli ' sapere il nome di quel chierico, le cui parole ed il' cui. contegno 'cotanto manifestavano lo spirito dél Signore. Seppi che egli èra il chierico Giuseppe Cafasso, di cui più volte aveva_udito' parlare, come di uno specchio di virtù ». Ma se già nei primordi del suo chiericato il Oafasso dimostrava colla sua condotta di · essersi venduto al Signore, meglio ancora lo' provò man mano che, salendone i varii gradi, si avvicinav.a a quel sacerdozio nel cui sacro esercizio dov~va apportare tanta perfE)zione. · Il 18 settembre 1830 egli riceveva la tonsura e veniva promosso agli Ordini minori in Torino, da M.r Icheri di Malabaila, ve- ,scovo consacrato di Casale, In quel frattempo lo zelante M.r Chtaverotti, a riparare all'in- . sufficienza del suo maggior seminario, '·ne . aveva aperto UJ!O succursale in Chieri, dove finalmente il . nostro e l'.Allamano poteronò entrare per l'anno scolasti~o 1830-31, e continuarvi gli studi.' di teologia con un centinaio' circa di altri compagni. Dalle relazioni ' di alcuni · di essi . noi spigoleremo ·parca-: mente dati e fatti, che ci dipingono il Ve- .,. nerabile in questo periodo della sua vita. Sebbene dotato d'un smgolare acume d'ingegno e di II).emori~ che fu detta portentosa, egli lungi dall'approfittarsi, come.tanti fanno, di q~este doti per dare allo studio il minor tempo· possibile, vi si applicava invece colla assidua cura di chi èerca di supplire alla defiéiente intelligenza colla buona volontà. Preso· il suo posto nella sala di studio; ei vi' rimaneva p:t;essochè immobile per tutto l'orario regolamentare, leggendo i suoi trat-
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