Missioni Consolata - Gennaio 1907

1.2 eot'}SO{ata 11 Q -- . •ztc al collegio a congregazione incominciata: . eosa che assai gli spiac!lva ~ di cui non man- .Cava mai di presentare umili scuse ed esaurienti spiegazioni al prefetto delle scuole, D. Marchisio. ' Ciò nonostante il troppo·rigido superiore, non volendo sentire ragioni, in fine del primo bimestre si rifiutò d~ sottoscrivere al chierico Cafasso il cosidetto Admittatur, cioè l'atte' etato comprovante che ~gli aveva puntualmente compito .i suoi doveri di studio. Ma i pr~fessori, saputo il fatto - non certo però dall'interessato - ne riferirono a M.r Chiaverotti àrcivescovo di To~ino, il quale immantinenti· con sua lettera ·ne · riprese il prefetto. Quale migliore testimonianz~ si po: trebbe trovare in favore d~l nostro,chierico? Intanto, nemmeno dopo i corsi di filosofia ~ssendosi per lui aperto l'adito all'agognato ritiro del ~eminario, in~ieme col fido .Allamano egli tornò in patria, 1e~ ivi attese per due anni allo studio della teologia sotto la guida del nuovo prevosto di 'CastelnuoVO( ~letto nella persona di D:· Emanuele Das- ' _sano, sacerdote assai distinto per teofogica cultura. L'antico e verace aforisma « Nessùoo è profeta nella sua patria » ebbe nel Venerabile una bella eccezione, parendo la Provvidenza compiacersi a trattenerlo lume ~d esempio fra la sua gente. , Le deposizioni del processo ci dipingono nel chierico Cafasso il modello deJ giovane [evita: dal santetto, come da tenero virgulto la pianta vigorosa, éomincia a sorgere il santo. Egli con sempre più composto fer'vore si acéosta ai santi sacramenti; si dedica con inappuntabile dlJigenza alle opere individuali di tpietà. come al servizio dell'l)<ltare nèlle sacre funzioni; accompagna il santo Viatico portato agli infermi con gravità e divozione da non tpbtersi dire; attende con mirabile diligenza -e più mirabile perspicac'ia ai catech~mi in parrocchia, e col suo fare ilare e bénigno conquista i cuori dei ragazzi, così che a.r;tche ai più discoli ispira simpatia e rispetto~· Un dì egli percorreva la strada ·di Cor' , nareto. Un gruppo· d'insolenti monelli, vietolo venire di lontano, a sfogo di lor·chias- --- o sosa villania concertarono di fare :quÌI.lche. 'scherzo al corvo che s'avanzava. Ma come lo ebbe vicino e lo riconobbe, la lll'i'nuscola. ·canaglia, cambiato d'avviso, si sberrettò rispettosamente tirandosi da. parte. per la: scia.rlo passare: Guardiano delle aftre virtù, permane e. cresce in lui lo spirito di mortificazione. « Non so che èosa. preparare a. mio figlio, dice la. buona Orsola impensierita. alle amiche,. perchè egli mangia quasi niente »· E la sollecita madre, quasi a metterlo in vergogna ed .in puntiglio di .cortesia, ,invita talora a tenergli compagnia a tavola il di lui nipote Pietro Matta, divenuto poi anc~'esso buon ·sacerdote, il qu11-le potè cosi riferire con cognizione di 'causa sulla. severa e fin eccessiva temperanza dello zio: Ma se questi misura cosi avaramente il niDo a se ste!'!so; ben continua, come nella sua prima infanzia, a . risparmiarlo per i poveri e ad esserne iv. ogni incontro largo con essi. Un giorno nel dirigersi verso casa rag-. giunse Anna Cafasso, la giovane moglie del fratello Pietro allora coabitante col marito in famigl~a, la quale, reduce ~al forno, era seguita dal fornaio·recante una groisa e fragrante cesta di pane fresco. Giùseppe, rimasto ,dietro di loro, si trovò posto in una occasione irresistibile per uno scolaro di mamma Orsola, che aveva superato la maestra: egli cominciò a prendere pagnotte dalla cesta., distribuendole a quanti bisognosi incontrava. Ad un certo punto Anna, accortasi del tiro, coll'innato istinto dellabuona massaia se ne. corrucciò , col giovane cognato: - « Se fate cosi, gli disse, non resterà più pane ». _.:. « Lascil,\te, lasciate; rispose egli .sorridendo, Iddio ce ne darà cento volte tanto ». Più-volte, anche pareechi anni prima della. sua vestizione,chiericale, con quella franca ingenuità dèi· fanciulli buoni che non lede il rispetto, aveva detto che voleva farsi prete, ma non prete come suo padrino. E con ciò intendeva dire che egli non voleva poi, come il buon 'D. Musso, dedicare la propria. vita ad o'ccu'pazi'oni non esclusivamente sacerdotali,

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