Missioni Consolata - Dicembre 1906

182 Q si era dovuta fermare tante volte per la strada; che per salire la nostra collina era stata costretta a sedere di tanto in tant0: alla sua età, lei che prima veniva sempre su, correndo e cantando, anche quando portava il suo fascio di legna, o il gran sacco delle patate dolci. Tuttavia qualche settimana dopo Vangiukko ci disse di sentirsi meglio. Difatti le sue visite alla missione si fecero, non solo frequenti, come prima della malattia, ma quotidiane: a causa che al suo campo non poteva ancora tornare, e· ora ci andava la madre sua a lavorarlo per lei. Alla missione passava le lunghe ore seduta al sole, quan,do le suore eran fuori a far il catechismo; vi· cina ad esse e indefessa alle loro lezioni, quando eran di ritorno. Cosi trascorsero parecchi mesi, nei quali le sue assenze dal catechismo eran solo quelle delle giornate di pioggia, ,o quando le violenti raffiche del vento nordico obbligavano gli indigeni, indifesi dal freddo, a starsene rifugiati nelle capanne, come gli Esquimesi al soffiare-delle bufere boreali. Ma poi, con suo gran dolore, neppure alla missione non potè più venire; la piccola febbre e la insistente tosse l'avevano inde· bolita tanto, cha le mancavano le forze per fare le lunghe salite che separavano la sua capanna dalla nostra casa, ed ella dovette li~itarsi a rivederci ogni quindicina di giorni, quando il turno nel giro ai villaggi portava nel suo un gruppo di suore col missionario. Allora tutta festante s'alzava dalla stuoia, su cui era ormai costretta a passare l'intera giornata, stesa al sole; cercando inutilm,ente quel vigore che sentiva spegnersi, e che la sua giovinezza, pur facendoglit>lo bramare, non valeva a ridarle; voleva stringer la mano a tutti; -saper le notizie di quelli tra noi rimasti a casa, ed essere informata dell'andamento della missione. Poi si sedeva a terra, in mezzo e ben vicina alle sue suore, con gli altri del suo villaggio, ed assistendo al catechismo pareva rivivere. Lo ascoltava - cosi attentamente come fosse la prima volta che ne udiva le lezioni, mentre, ìuvece, lo p sapeva tanto bene; incitava gli altri a star attenti, e all'occorrenza loro suggeriva. le risposte: proprio come 'era solita a fare prima di cader malata. Il suo viso si oscurava 'soltanto allorchè, in fine della lezione catechistica, si cantavano le preghiere. La povera. giovane più non poteva prender parte al canto. Chissà quanta tristezza doveva in _quegli istanti passare per quel cuore! Al nostro partire dal suo villaggio ci voleva. accompagnare un tratto, fin sul sentiero comune; e allora, dopo essersi fatto prometteredi ritornarvi presto, stava ferma a guardarci come se le portassimo via qualcosa di suo. L'ultima volta che ci aveva accompagnati cosi, lo aveva fatto à gran stento, arrestandosi sovente, e nel salutjl.rci, con imménsa. tristezza nella voce e nello sguardo, ci aveva ripetuto "l'abituale domanda: - La mia malattia nonguarirà più?- E stavolta un colp() di tosse secca·, che quasi le strozzò in gola la domanda, fu la più precisa e pronta risposta. che le_si potesse dare. Difatti pochi giorni dopo, le suore nel passare in vicinanza del suo villaggio, all'incrocio· dei sentieri si imbattono nel padredi lei, accoccolato a terra - solo - nella. posa caratteristica del kikùiu che è in grande pena: Al saluto risponde con rotte parole;. poi subito fa sà.pere alle suore che la sua figliuola da parecchi giorni non esce più dalla. capanna; ·che ella sta per morire; supplica perchè Ìa vadano a guarire, a modo cheguariscon tutti gli altri. E le accompagna dall'ammalata. Nella capanna di paglia, tutta affumicata e fumigante,.non si pu(} éntrare dhe carponi. La Vangiukko vi giace per terra, nella penombra che il piccolo fuooo non riesce a dissipare, e par che dorma, incurante di chi entra. Ma il saluto delle. suore la riscuote di botto: éon sforzo si rizza; a sedere e cosi! vi risponde: - Sto tanto· male, perchè non venite a portarmi la medicina che mi faccia. guarire? E la madre sua, che aveva; preso-·a sor"- reggeria, si rivolge in particolare a suor Faconda, la chirurga, e: - Senti, muari

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