che lo sorprendono continuamente nelle visite ai villaggi, gli impongono l'impermeabile per salvarsi dalle febbri micidiali. La biancheria del missionario, grossolana finqhè si vuole, deve però essere di forte tessuto ed abbon· dante, come del resto tutti gli altri indumenti, di cui gli è impossibile rifornirsi sul posto, e che vanno soggetti a rapida dete· riorazione per le lunghe marcia, per i lavori manuali d'ogni genere a cui, anche i sacerdoti, devono all'occorrenza attendere, per il continuo contatto coi neri impiastricciati per tutto il corpo d(grasso e d'ocra; per l'opera distruggitrice dei terribili piccoli roditori · africani e delle più terribili formiche bianche, le quali penetrano di notte nei cassoni della biancheria, di cui S(}nQ avidissime, ed in poche ore la rovinano completamen.te. I Padri Bianchi, i valorosi missionari del celebre ·cardinale Lavigerie, che da molti anni evangelizzano regioni africane in prossimità di quelle ove sono i nostri, hanno da lungo tempo aperto nel loro periodico Les Missions Africaines des Pères Blancs una sottoscrizione, a fine di reclutare benefattori disposti ad addossarsi il mantenimento di un missionario in Africa, fissandone la spesa in L. 1000. Ma, a confessione degli stessi Padri', la somma non è che la· metà della reale richiesta, e viene proposta·cosi ridotta per non allontanare i benefattori.· Ma fer~andoci pure alle 1000 lire, somma tutt'altro che esattà anche nel nostro caso, .sarebbero già cinquantaseimila lire annue che importerebbe il puro mantenimento del personale delle Missioni della Consolata. Conviene poi computare una spesa almeno uguale per mille cose diverse e tutte di prima necessità. Occorrono ai nostri, denari in contanti per acquisto di terreni - a non la!jciarsi prevenire dai protestanti - per pagare tasse éd imposte al governo inglese, per retribuire il lavoro indigeno, che è mezzo potentissimo di conversione e d'incivilimento. Occorrono loro tutti gli strumenti di lavoro, dall'ago da cucire agli aratri ed alle altre grandi macchine agricole; occorrono le innumerevoli cose d'uso e· consumo quotidiano, sia per la 179 casa, sia per le chiesette di tutte le stazioni. Ed a troncare la lista, che si potrebbe allungare di molto, porremo l'enorme quantità di medicinali, disinfettanti e bendaggi che dobbiamo spedire in Africa per le cure gratuite agli indigeni. Per ·valutare l'entità di questa spesa basta richiamare le cifre citate dal Padre Filippo Perlo nella sua relazione dello scorso anno (vedi N.0 doppio di settembre-ottobre 1905). Dal 1° luglio 1902 al l 0 luglio 1905, già s'erano fatte dai missionari della Consolata 70.912 cure a poveri neri. E da quel punto, lringi dal diminuire, l'assistenza ai malati è ip. continuo progresso; inoltre il naturale estendersi della zona di influenza dei nostri reclama imperiosamente nuove opere, come diremo in successivi articoli. A conti fatti, col solo personale presente, ora nelle nostre missioni accorreranno pel mantenimento e spese necessarie pel 1907 da cento a centoventimila lire. Non riteniamo necessaria a questi cenni una lunga conclusione. Il Vangelo ha registrato queste belle parole di Gesù Cristo : «Chi ospita un profeta, in qualità di profeta, costui avrà la stessa ricompPnsa del profeta». Ora chi sono i profeti del Nuovo Testamento, se non i missionari cattolici, che adempiono il preciso mandato del Redentore ai suoi Apostoli: «Andate, ammaestrate tutte le genti»? Ma come potrebbero essi compiere la sublime opera, senza essere sostenuti dalla carità dei -fedeli? Le sole Società Missionarie protestanti lngl~si ed Americane dispongono ogni· anno di 50 ·a 60 milioni per inviare i loro pseudo-missionari con moglie, figli e servi, a spargere per il mondo bibbie falsate ed errori. Non sia mai che dai figli delle tenebre si lascino . . vincere in generosità coloro che sono doppiamente figli della luce: come cattolici e come figli prediletti di Maria SS~ Consolatrice. CHI NON PUÒ FAR OFFERTE eserciti l'apostolato, procurandoci pel 1907 un nuovo abbonamento.
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