.Jll e o Il s o l a t a 189 sona o di roba, qui il coraggio, là la pazienza. Nè questa volontaria missione esterna facevale in alcun modo trascurare gli interessi o la custodia della sua famiglia. Nell'interno della sua casa , grazie alla straordinaria quanto ordinata sua attività, regnava un mo desto e dignitoso benessere ; quale madre vigilante ella·fosse lo'"dica un solo fatto: nella prima e sola volta in cui permise alla figlia Francesca di par]are col SJ:lO fidanzato, ella _ stette continuamente seduta fra i due giovani · futuri sposi. E tuttavia seppe accasare presto e convenientemente, sia il figlio Pietro come le due figliuole. Se l'uomo si forma sulle ginocchia materne - come suona. un antico saggio detto - una tal madre era certo fatta per esercitare la più benefica influenza sulla prima età della ,. sua prole. Però l'ufficio di lei verso il nostro Giuseppe fu quasi limitato a quello di angelo tutelare, il quale, più coll'esempio che colle parole, addita la via del bene e ne rimuove gli inciampi in cui potrebbe incappare l'ine· sperienza infantile. Giuseppino, per il felice carattere sortito da natura e la preveniente grazia del Cielo, pareva non portare in sè i mali germi delle passioni conseguenze del peccato originale, e qual tenera pianticella ·che si orienta verso la luce, si assimilava con avidità i sani elementi dell'ambiente morale in cui viveva, e del quale erano spiccate caratteristiche la pietà e la carità cristiana ed una ben intesa e punto opprimente se~ietà in ogni cosa. Poco caldo per i trastulli proprii della sua età, ei compiacevasi singolarmente della ritiratezza, e ciò non certo per zotica timidezza o per antipatica musoneria di carattere, che anzi nel piccolo Cafasso già delineavasi quella scioltezza e giovialità di spirito e di maniere, che più tardi rese in lui amabile anche la severità. ~aramente usciva di ca.sa, ·se non per andare da suo padrino, D. Musso, o alla canonica e specialmente alla chiesa parroc-. chiale, dove si recava inàppuntabilmenteogni mattina per servire la messa al prevosto di Castelnuovo e vicario foraneo, D. ·Giuseppe Benedetto Sismonda, il quale lo prediligeva fra i piccoli suoi parrocchiani, amava averlo intorno e regalargli libri di devozione o sacre imaginL Se qualche volta il caro ragazzo si trovava prevenuto da un coetaneo più mattiniero, si ·fermava egualmente a sentire la messa. Esattissimo a recarsi alle funzioni . domenicali, era felice quando poteva fungervi da chierichetto in talare e cotta; af catechismo era sempre il primo a saper la dottr·ina, come attestaro~o i suoi compagni. Ed il s~o composto contegno nella casa di Dio, il fervore angelico che gli traspariva dal volto nella preghiera, era di tale edificazione a grandi e piccini, che nel paese si prese, con significante unanimità a chiamarlo il santetto. Nè fuori di chiesa la sua condotta smentiva tale appellativo. In casa per la sua graziosa docilità ed ubbidienza era la delizia dei genitori, specie della mamma, meglio d'ogni altro in grado di conoscere la bellezza dell'anima sua. A tavola si contentava di qualunque cibo gli fosse ammanito, quasi fosse indifferente alloro sapore; fuori pastò mai non mostrava desiderio di quelle piccole leccornie che allettano i ragazzi; anzi già sapeva compiere veri atti di mortificazione, specie il sabato in onore della Madonna e sovente per soccorrere a modo suo i poverelli. L'esempio materno trovò in lui un precoce quanto costante imitatore: ancor tenero bambino correva con speciale compiacenza a porgere ai bisognosi il soldo o la pagnotta datigli a tal fine dalla buona Orsola; fanciulletto apprese a crescere la parte dei poveri togliendosela, come si dice, dalla -bocca; come presto poi sapesse pene· trare nel vero spirito della carità cristiana lo prova un di lui detto. Vedendo un dì sua madre comporre un rimedio assai costoso per averlo pronto all'occasione,_Giuseppino le disse, in tono di preghiera: « Mamma, ~~:i malati poveri datelo poi per amor di Dio». Alla pubblica scuola dove lo stesso Don Musso, .insegnava i primi rudimenti del sapere,· il- piccolo ·Cafasso er.a senza riv~li per esemplarità di contegno, come per diligenza ed applicazione. Non v'era dubbia.
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