166 6otanto stupide..:.. Pover.a gente,·quando ar~' · riverà 'il .bel giorno iri· cui la fede cattolica " illuminerà la vostra vita, e vi toglierà alla · 'l'Jchiavitù dei vostri ridicoli; quanto dannÒsi ·. secolari pregiudizi? . . . ' . ' La sera ritorno· alla casa di Vambogo, Ìna con due altri ~iei confratelli i quali ancora si trovano in ques~a Missione, ove erano conve- ' nuti tutti i sacerdoti missionàri per gli Eser- , cizi Spirituali. Abbiamo combinato il nostro piano per battezzare il povero Mociri, che ha sempré dimostrato cosi buone disposizioni verso la Mstra santa religione, e gli daremo il sacramento di salute senz_a farci scorgere,_ .ma superando tutte le difficoltà e glì ostacoli poss'ibili. Ques,ti ostacoli ci' s1 presentano difatti, e se ci riesce di battezzare il caro fanciullo, è veramente una gra'liji" di Dio, il quale ci ha ispirato il modo di farlo. Troviamo l'ammalato iu una grande capanna: esso è di molto aggravato per lè fatiche sopportate durante il sacrificio della giornata. In ìne~o·alla capanna arde il fuoco; intorno vi stanno Vambogo, i principàli suoi guerrieri e tutti i suoi parenti. I discorsi volgono esclusi'vamente sul povero Mociri che, nonostante il grande sacrificio fatto per la sua guarigione, va ra,pidamente peggio· I'ando. Il letto del fanciullo 'è circondato dai due infermieri e da diversi stregoni, eh~ lo assistono amorevolmente, atte~ti alla piega che prendè la malattia. Tutto si presentava come noi avevamo prevedlito: ci dividiamo quindi subito il campo di lavoro. Siamq in tre ed abbiamo. lavoro per tre. Ono di noi · si'siede al fuoco; attacca e mantiene un vivo discorso col re Vambogo e con quanti sono in mezzo alla capanna; l'altro, messosi. fra. gli stregoni e gli infermieri, li· i.ate,ressa con diverse domande per distoglierli dal badare all'ammalato; io poi, accostatomi a questo gli . ricordo gli insegnamenti a~uti sulla nostra santa religione, e gli domando se vuole divenire ·figlio d,i Dio ricevendo il santo battesimo, ed andare cOSÌ con lui per tutta l'eternità a gòdere la felicità' dèl paràdiso. ll caro fanciullo, sfinito dal male e dalle cure insensate che i suoi gli prodigano, si rianimQ. . l coin~ un florellinb esausto alla benefica 'ru· giada seroti,na. - Com'è bellò'il tuo .paradiso, P. atri; com'è buono il tU:o Dio! Si, se non posso più guarire; se devo morire, voglio ' andare per sempre con lui! - Recita senza aiuti l'atto di contrizione e diverse altre pre· ghiere; risponde alle drimande che gli rivolgo, dando prova di sapere le cose principali della nostra santa fede, e chiede instantemente di essere battezzato, a fine 4i diventare prestq figlio di Dio, come i Padri e le ~uore. ' Approfitto pertanto di queste fe'Iici dispo· .sizioni, e l'acqua del battesimo scende sulla fronte scottante per febbre di Mociri, cin· gendola di un diadema 8. mille doppi più l • . prezio,so di quello che e~li avr~bbe potuto, ereditare da suo padre. ·Mociri, fig~io di :un 'piccolo re t~rreno, diventa· Enr\co Cn figlio del gran Re del cielo. Tranne noi ed n· caro fan· ciullo, nessuno in·quella casa s'è accorto della discesa dello Spirito Santo a santificare quella ancor tenera, ma già languente vita umana. ~es suno s'è accort~ che MociJ..i è stato asc'ritto al sacro drappello dei missionari, o meglio degli apostoli; ,nè può ehmprendere che se egli non potrà, quale· C~po, spendere in pro della sua' gente la propria intelligenza e' le buone qualità dell'animo, potrà giovare immen;amente più dalCielo ai suoi diletti Akikùiu, intercedendo presso il trono di Dio per il felice e pieno. esito della loro évangelizzazione. Lasciamo ·la çapanna del malato col cuor:e pieno di soave commozione, e ce ne torniamo a casa .felici .della nuova conquista fatta in nome di Maria SS. Consolata. · L'indomani ritorno dal novello cristiano. Povero, caro Enrico l Nelle profonde occhiaie, nella figura ema:ciata si leggono i rapidi progressi del male, che quale torrente impe· tuoso lo rapisce. Ormai' i suoi giorni sono contati. Vambogo è disperato: vede che _la ciarlatanesca stregoneria di.ieri non'ha ser- · vito a nulla, e che suo figlio se ne muore,. a dispetto di tutte le vanterie dei famosi stregoni. Mi salu~ con tristezz_a e mi dice · (l) Enrico, nome indicatoci dall'èsimia benefattrice Sig.• Giuseppina Boylan di Rom_a. l
RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=