' . 174 1.!1 ·e p.fls o .l afa. ebbe campo il Sérvo di Dio di fare lampeggiare lo $elo che gli ardeva nel cuore per la propagazione ed avanzamento della divozione verso la SS.Vergine, specialmente verso l'Immagine di Lei venerata nella chiesa della Consolata. In ogni sermone o cate~hismo che~ faceva. in chiesa, con ardore: ed efficacia. .atra· ordinari~? ~nima~a il popolo ad una tale divozione. AI!.zi - afferma più oltre lo stesso teste - in una dottrina, fra le altre, che fece in tempo di dett? assedio, raccomandò con, talé fervore la divozjone alla Vergine della Consolata, che quasi a~rtamente disse non esservi altro mezzo per liberarsi dall'assedio che il ricorso alla protezione di quella_santa Im,magine; quaH p~~orole del Servo di Dio, atteso il gran credito di sàntità in cui éra ,tenuto, ·furono prese in senso di vera predizione ». ' l ' D'onde quel « concorrere con grande e continua frequenza di tutto il popolo al-santuario della CÒnsolata -,',dicui parla lo stesso teste ed è notato in documenti del tempo: co'ncorso che rese patente e notorio, non solo in tutta Torino ma .anche nel campo dell'assediante, un fatto meraviglioso: «nessuno dei.tanti che andavano' al santuario patì la· minima offésa dalle bombe e ,cannonate, come accadde bene spesso in altr'l parti più remote della città e meno anche esposte alle batterie dei nemici ». Cosi sempre il Caballino. Il santuario, infatti, non soltanto e_ra esposto 'ai tiri dell'~ssediaùte -per la sua ubi· cazione; ma in certi giorni ne ,venivano in singolar modo ,presi fii mira il campanile e la chiesa, tentandosi forse di 'abbatterli, perchè impedivano da 9-~ellato ai generali francesi la vista della città. R:imasero sottQ t!!-le. rispetto melllorandi nella cronaca del-· l'S:ssedio i giorni 21, 25, 27 e 30 giugno, nonchè il 21 luglio, nei quali .le parti alte del tempio-furono bersaglio ad un incessante, terribilé bombardamento. I proiettili piovvero a migliaia; ma mentre furono gravemente danneggiati molti 'edifici viciniori, il santuario rimase incolume. Duegrosse bombe, cadute il 25 e 30 giugno, la prima nel chio- . stro e la seconda sullo spigolo occidentale · del campanile, giacquero ambedue co~fitte al posto dov'erano arrivate, senza scoppiare. Fu 9-el pari inno~ua un'altra bomba che, lo s~sso' dì' 30 giugno, squarciò il muro d'una cella dell'annesso convento dei Cistercienl!li, pas-. sando sul capo d'un fratello converso steso: in letto ammal~tO. Un solo proiettile osò aprire una -bre~cia nella Casa di Maria SS. Consolatrice, e fu· questa un'eccezione dalla Divina. Prov.vi-· denza permessa -a conferma· della regola. Il mattino del 22 giugno' mentre una folla di" torine&_i assisteva alla mestJa nel santuario, una pesante papa di cannone ,colpi il lato occidentale d'un finestrone, allora s9vra- .stante all'alt11-rè di S. Valerico, con tale violenza che :vi ·apri un foro d'oltre un metro. di raggio, ed in tale posizione che fu poi riconosciuto inesplicabile come-l'arco del finestrone avesse ancora potuto sostenersi. I rotta~i del muro caddero con gran fracassò ln mezzo a,lla gente·radunata in chiesa, ma senza produrre altrò danno che un po' di spavento. Da parte sua, Vittorio Amedeo II rico- . nobbe con grandezza regale il beneficio di Colei che, colla vittoria di Torino, aveva preparato il titolo e la corona di re a lui ed ai suoi discendenti. . Istituita con apposito . decreto la ,grande processione v~tiva della Natività, dispose tosto a:ffinchè il giro am-' piissimo della linea di circonvallazione dei gallispani fosse segnato con pilastrini in pietra, portanti scolpita l'effigie della Consolata (v~di incis. a pag. 173). Volle poi lasciare· nei santuàrio .stesso un monumento eterno della sua riconoscenza! N el 1705 era terminata la ricostruziònè del tempio della Qonsoiata, intrapr~sil. fin dal 1&79 e condotta con grande lentezza e parsimonia di ornaménti, per la dÙficoltà dei tempi. Vittorio Amedeo, non pago di avere con munifiche offerte concorso a rivestire dei marmi" che ·ancora oggidì vi si ammirano i pilastri del santuario propriamente 'detto, a tutte sue spese, nel 1714 aggiunse ai due antichi e4ifici già. esistenti l' attua1e presbitero, collà. pregevolissima opera a;chitettOnica che è l~ volta di esso a bacino ed il grandioso altare in finissimi marmi, costruito su disegno del.
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