Missioni Consolata - Novembre 1906

l. a . e o., s p l a t a - J70 sfinito amai e questo sonno è preludio di quello della morte. La ~otte, cosi J;D.i raccontano gli infermieri, fu per il malato, che ancora si trovava nel villaggio, agita,tissima: temevano sempre .che dovesse mancare da un momento all'altro; all'alba, portat,o qui nel bosco, si tr'a.nquillizzò~ ed entrò. nell'attuale periodo di calma: - Oh, è la calma ·foriera del fine di tutte le tempeste della vita ; dell'eterno riposo in. seno a.Dio l ' riserbato al novello cristiano rivestito della candida stola battesimale -. Io lo benedico' ancora con tutta l'effusione del cuore di mis~ sionario e di padre spirituale; gl~ metto· al collo una medaglietta. della Consolata, e ritorno ~lle mie occupazioni, giacchè Enrico non si riavrà più e la mia presenz~ presso 'ai lui è affatto inutilE). Me ne parto, ,chiamato altrove dai miei doveri ma quanto mi costa allontanarmi da questo' buono'' ed amabile fanciullo! - A mezzogiorno .eglj .passa da questa vita. Al riceverne l'annunzio, due lagrime irrefrenabili mi scendono dagli occhi, tributo della . natura; dolm;e u~ano per quella fine precoce 'simile' a quella d'un fiorellino falciato prima di sera. Dal mio cuore però si leva un ringraziamento a Dio, uno slanci~ di riconoscenza a Maria Consolatrice, giacchè una bell'anima. ·di più è ora al sicuro, salva per sempre. Enrico-Mociii è morto, ma il suo ricordo ·rimarrà, premio ed allettamento alle nostre 'fatiche, conforto agli inevitabili nostri abbattimenti morali. Questa bella, e per le circostanze difficile conquista, ci è nuova ca.parra dell'assistenza celeste. Si, lo vediamo quotidianamente, le nostre fatiche per l' evange· lizzazione di questi popoli. sono una mise~:;a cosa, ma pure dobbiamo di continuo constatare com Iddio benedice visibilmente l'opera nostra, e noi ,speriamo .che la misericordia di lui, . scesa sul figlio ed erede del gran capo Va.mbogo, vorrà pure riyerberarsi'sul padre, chiamandolo alla luce della verità in premio delle benemerenze già da lui acquistate verso questa Missione~ P. GABRIELE PERLO. Attenti agl'l scrocconi Sappiamo che ·da qualche tempo al~un! indz'vidui sipresentano ai no.~tri a~bo~a_tz,_ e tenendo in mano uno o pzu perzodzcz sz dz'cono da noi incarz'catidi verificare gli indirizzi del pe'riodico stesso e di riscuotere le offerte per abbonamento. - Dichiariamo pertanto che non tilJlJiamo_ moitfalo,_nè daremo mai ad alcuno siffatto zncarzco, e che taU individui rjovrebbero essere segnalati alla (Juestura. DEL lJ eqerabile Giuseppe . Cafasso <~) . --~ ·.).;' La memoria del Venerabile D. Giuseppe Cafasso, dalla voce universale proclamato santo fin dal giorno della preziosa sua morte· avvenuta il 23 giugno, 1860, lungi dall'affievolirsi tra noi col passare degli anni, si è anzi andata ravvivando con inversa pro- •gressione. I segni di straordinaria, entusiàstica venerazione dati all'uomo di Dio nell'occasione dei suoi funerali, anzichè essere - come in molti casi succede - il portato di una collettiva commozione passeggera, furono il principio di un culto spontaneo e commovente, di cui la composta costanza non tardò a chiarire il solido e razionale fondamento. ' Alla modesta tomba eretta al Servo· di Dio in un compartimento particolare del · Camposanto generale di Torino, cominciò subito un pio affiuire di visitatori. Erano. giovani e vecchi sacerdoti che avevano avuto D. Cafasso maestro, consigliere e talora vero salvatore; erano laici d'ogni ceto e còndi~ zione sociale da lui, in diverso modo, ma colla stessà sapiente carità beneficati; e tutti, più·che a dare suffragi, venivano a (l) In omOf!glo M Dtcreti di Urbano VIIl del18 mar!W 1685 e del 5 giugno 1681, non Che ai Decreti della Sacra Congregazione ,dei Riti, dichiariamo una volftt per sem~e Che ai fatti riferiti nel cor~o di qUtBto ~enod•co . non •ntendiamo attribuire altra fede od autor<tà Che quella puramente umana.

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