150 ·J.ll ~~OflSOlata ' : eh~ tocca infine il suo più .alto tono e s'in· ' cott,~pa di note 'trionfali; v~ni_v.a ad eccheg-: gi~,re .ai pie~i di quella taumatùrga effigie, d'onde scaturì per i nostri padri la ragione 1 della · gioia che ancora - a due ·secoli di l l di.~tanza - ci allieta e conforta. ; Non vorremmo·ripeterei:. ma come variare le ftaèi; quando il fatto da ksprimere è ~empre identico,·ed in questa identità appunto sta la sua bellezza? Nè la lunga sacra funzione preceqente; nè l'ora già avanzata del giorno; nè:le molteplici attrattive di festeggiamenti d'~ltro genere,· valsero a far. sì che il san·· tuario non fosse letteralmente stipato di popola, come ai 'giorni epici dell'assedio e della viFtoria, implorante e plau~ente alla Ve,rgine Liberatrice. Anche il domani, 9 settembre; continuò per tutta la giornata al santuario il concòrso de~te grandi occasioni di pii torinesi e di for~atieri, di cui certo ben .pochi, anche fra gli ~accorsi a Torino per altri motivi che di religione, vollero privarsi di una visita di coSi alt~ interes;e storico. Dall'alt~ré su cui la 'collocò la ·riconoscenza di Vittorio Amedeo II, l'imagine taumaturga di·Maria SS., circonfusa' di candida luce, ·coronàta di sim-· boliche, fulgide stelle di gemme, pareva so~ridere benigna. Ed intanto - commento . divino a quel celeste sorriso - dai trofei gu~rreschi, ·dai mille e mille cu:ori votivi t dalle fiammelle oranti delle lampade e dei ceri, .dal profumo dei ·fiori profusi intorno ,. so~geva un'onda mistica di ricordi e di spe· ranze che, tutto avvolgendo l'ambiente del tempio, anche H visitatore pr~fano soavemente sforzava 1 ad un tacito assenso di lode e di preghierà; ad una istintiva implorazione di nuove vittorie morali, inéruente, per sè' e per la paìria. Oh, Maria Consolatrice! La stessa preghiera, in questi giorni fecondi ·di rinno\'a• mento, si levò al vostro kono da innumeri labbra di figli devoti. Voi esauditela, a pro 'delle nostre famiglie, delle nostre beìle città, deÙa diletta .nostra Italia,. · · Congratulazioni assai vive ci vennero da molti abbonati .e lettori per il nostro numero di settembre sulla battaglia di Torino, lodandosene specialmente l:a concisione e la chiarezza del racconto, per :'cui ::-' co~e · diver;se persone s~ espressero - « leggendo pareva loro di ~edere coi .propri occhi lo· svolgersi del terribile dramma :. che tanta gioria diede alle armi piemontesi ed ai loro insuperabili duci, protetti da Maria SS: Oons~latrice. Negli articoli ~torici anche stavoltft - come è nostro uso çostante ·_ non abbiamo risparmiato fatica per con· sulta1·~ l'e migliori• opere sull'argomento. Ai benevoli, cui piacque esplicitamente · riconoscerlo, .Presentiamo· i nostri' . ringraziamenti; il loro plauso ci è un p1·ezioso incoraggiamento a nuove migliorie del periodiéo i· a far si che esso accoppii in avvenire se'n}pre meglifJ - negli alti soggetti che tratta ::-- la soda istruzione co)la varietà ed il diletto. L'assedio ela,'b&Uaglia di Torìqu nel 1706 ==~= IX. , Le felici conseguenze ·della vittoria., Lo splendido esito.della grande battaglia del 7. settembre. ì 706, segnava certo per il Piemonte e per la Grande Alleanza un pal;JSO gigantesco verso un faustQ.scioglimenio della guerra in Itali·a~; tuttavia colla liberazione di Torino questò scopo supremo non poteva dirsi a~cora pienamente raggiunto. Pertanto i due principi di Savoia.che ad esso avevano posta l'alta mira, non potevano,,anche per breve ora, posare sui meritati allori. Nella notte stessa seguenté alla,gloriosa giornata, Vittorio Amedeo'ed il principe Eugènio, raccoltisi ·coi capi ·della difesa di 'Torino e coi generali dell'esercito liberatore, avvisavano sul da farsi per' completare 'i frutti imme l.
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