/ llt e o t'l so la t·a stesse valorosamente. Tuttavia il 21 ottobre essa dovette arrendersi a Vittorio Amedeo rimasto ad assediarla; mentrè il principe Eugenio investiva Alessandria, che prese il 1, 7 dello stesso mese. Poi fu la volta di Asti (2 novembre), di Tortona (29) che fece la più strenua difesa; della . cittadella di Casale (6-dicembre), avendo la città capitolato fin dal 15 novembre. Intanto si era-bo pure occupate Mortara, Modena (non · però la sua cittadella) e molti altri luoghi minori, sicchè quando dovette finalmente chiudersi la lunga campagna che nè le pioggia torrenziali e gli eccezionali allagamenti dell'autunno, nè i primi rigori àel verno avevano potttto troncare, ai gallispani non rimanevano se non le cittadelle di Milano e di Modena, le piazze di Valenza, Cremona, Mirandola e Mantova con poche altre terre dei suoi dintorni. Dei circa 11.000 uomini che avevano formate ·le guarnigioni delle città e fortezze da essi perdute, una metà era pri· gioniera, l'altra metà aveva avuta libera uscita. . Nè soltanto in Italia era stata per le due corone di Francia e Spagna disastrosissima la campagna del 1706, ma ~ltresl nelle Fiandre, 'come abbiamo a suo tempo fuggevolmente accennato. Il maresciallo di Ven· dome ivi chiamato dalla. Lombardia, per rialzare le sorti delle armi gallispane dopo la grave sconfitta loro toccata a Ramillies dagli es,erciti della Grande Alleanza, non era riuscito nel suo difficile compito ed· il duca di Marlbourough aveva colà continuato i suoi progressi vittoriosi, come in Italia il principe Eugenio e Vittorio Amedeo. Il 1707, pertanto, arrivava pieno di minaccia per la Francia.: lungi dal potere subito riprendere contro i suoi avversari l'offensiva, essa do· veva ormai pensare a. difendere il suo stesso territorio da:ll'invasiòne. D'altra parte per il duca d'Orleans o per un altro generale francese, il ripassare le Alpi e scendere in Piemonte sotto gli occhi dei due vittoriosi duci sabaudi, oltre che non facile, appariva anche ai phì fiduciosi inutile e tardiva impresa a· salvare le piazze della L'ombardia. rimaste .ancora ai gallispa.ni. Infatti, già il 6 febbraio era caduta la cittadella. di Modena, facendo presagire la sorte prossima delle altre poche fortezze, chiuse d'ogni in· torno dagli austro-piemontesi e nell'impossi· bilità di ricevere pronto socccrso. · In questa. critica. posizione Luigi XIV, facendo nel proprio interesse tacere i sentimenti d'un orgoglio ben naturale in chi era avvezzo a dettar leggi all'Europa, decise di cedere spontaneamente ciò che tra. breve gli sarebbe stato, tolto. Dopo i preliminari negoziati, il 13·marzo tra i plenipotenzia.ri del' governatore di Milano e quelli dei due principi di Savoia si conchiudeva ·un ·accordo, · mediante il qu~le i gallispa.ni st obbligavano·. a sgombrare tutte le città e fortezze che ancora occupavano nell'Italia settentrionale, e gli alleati si impegnavano a permettere all~ guarnigioni gallispane di ritirarsi senza.• molestie in Francia. L'accordo, subito ratificato dalle due parti contraenti, ebbe pronta esecuzione, e nell'aprile 1707 tutta l'Alta Italia fu sgombra da francesi e spagnuoli. Cosi si andavano man mano allargando le conseguenze benefiche della vittoria d{ To· -rino, la quale, ven11ta dopo quella di Ramillies, aveva virtualmente decise le sorti della lunga guerra cominciata fin dal 1701, e che non si chius~ definitivamente che nel1714 coi trattati di Utrecht e di Basilea. Per questi trattati, se la Casa di Savoia cedeva'alla Francia la valle di Barcellonetta' sul versante occidentale delle Alpi, ne aveva in cambio quelle di Pragelato, Fenestrelle, Exilles, Oulx, Cesana e Bardonecchia sul versante orientale, portando da questo lato il confine dei suoi domini fino alla sommità delle Alpi. ID. cambio poi della sua fedeltà alla Grande Alleanza, che in quel momento storico rappresentava la causa della libertà europea, ottenne if Monferrato, le pròvincie di Alessandria, di Lomellina e di Valsesia, e finalmente la sovranità della Sicilia con titolo reale. Quest'ultimo possesso, di capitale i!Ilporta.nza, veniva a sanzionare splendida· mente la grande considerazione e potenza. morale che_da secoli godeva la· monarchia
RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=