Missioni Consolata - Settembre 1906

J1l <2ortsotata 131 scorta di 200 cavalli mandatagli incontro da Vittorio Amedeo, con essa s'incammina verso Carmagnola. Il duca di Savoia, intanto, non s'era dato un momento di riposo. Nel tempo stesso che con nuove leve e chiamando all'armi la milizia cittadina di molta parte del Piemonte, andava concentrando-al suo campo, posto alla l Motta di Carmagnola, le ultime forze di cui ancora poteva disporre, si era adoperato nel miglior modo a facilitare l'avanzarsi dell'esercito liberatore. Giorno per giorno aveva trasmesso al cugino le notizie che andava. con ogni diligenza raccogliendo sulle mosse e sui disegni del nemico; aveva fatto riattare ponti e strade ed apparecchiare vettovaglie. L'incontro del principe Eugenio con Vittorio Amedeo II avvenne la sera del 29 agosto poco lungi dalla città. Secondo narrano storici minuziosi, i due cugini si abbracciarono e tacquero, esprimendo con quel silenzio commosso, meglio che con qualunque parola , i pensieri e gli affetti che agitavano in quel momento iloro animi. Sebbene fossero rimasti sempre in corrispondenza epistolare, da circa dieci anni essi non si erano abboccati, e nel frattempo, per le vicende della politica, si erano trovati a combattere in campi opposti, allorché Vittorio Amedeo II era alleato della Francia. Ma dal 1703 anche sul terreno politico essi avevano proceduto concordi, e nel momento attuale uno solo era l'alto scopo che li univa: liberare il più presto possibile Torino dalle strette in () cui si trovava, e rialzare colle sorti del Pie· i monte quelle dell'augusta loro Casa. Ed a ciò non tardarono a volgere il consiglio e l'opera. Per loro disposizione, nei giorni 30 e 31 ago3to si operò la congiunzione del-

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