Missioni Consolata - Agosto 1906

.lltl . lo stesso -grande poeta ingiesé Byron, can-I e potente, alle ore del giorno più feconde di tore di Aroldo, benchè protestante, compose delicati pensieri e 'di· interiori impressiòni. · alcune strofe rivolgendosi all'immagine di ' Quando nella serena purezza del cielo un Maria, il Carducci .prosegue: ~ nuovo giorno si leva sulla terra e dice al c , ••••••• , ••• , il campanil risorto malvagio: « Ecco, tu hai ancora una speranza: ' Canti di clivo in clivo alla campagna . t'adopra·oggi a conseguire il regno dei Cieli-., Ave Maria! Ave Maria! Quando sull'aure corre la campana che lieve tintinna pare soggiunL'umil saluto, i piccioli mortali • f gere: « Coraggio! Invoca Maria: ella ti sal- <:Jurv~n la fr9nte, piegano i gioocchi Dante ed Aroldo. verà! ». A chi sul finire di meste, burrascose Tant1è. La Chiesa, sempre provvida e sa- giornate si sente stanco, sfiduciato de}mondo; piante, operò da tenera madre dando ad ogni a chi più vivo e doloroso ricorre in quell'ora tempio la s:ua voce sonora, dolce richiamo ai l il_pensiero dei cari perduti; a chi è straziato giusti' ed' agli erranti. Ma ella fu 'profonda da un'ansia o da uri rimorso, la dolce squilla psioologà assoçiando il ricordo della più pura ripe~e: « Saluta Maria, a Lei ti affida e troe vaga'delle creature, deila Signor:a..più soave &> verai perdono, speranza, verace conforto». ~~====~c~==~==~~~~~~,~~~==~bz=====-~======~ CAIM::PANELLA AFRICANA ' INNO DEI MISSIONARI DELLA CONSOLATA Campanella, i tuoi squilli d'at·gento Come lieti ci suonano al eor, Quando' scorron su l'ali del vento, Quando sembra che parli il Signor! Din, don, don l Se t~ luccichi al sole, Od echeggi di man.e e di sera, Sempre par che una santa preghiera· Lieve lieve si effonda pel ciel: Campanella, recata al lontano Continente che giace oltre mar, Pur sull'orrido suolo africano, Su, i·intocca, ed invita a pregar. Din, don, don! E_ le genti disperse .All'udir quell'insolita voce, Volontieri nel segno di Croce Tempreranno lo spirito anel. Campanellà, sull'erma chiesetta . A. Maria il bell'Ave dirai; E tu, o 'Madre d'amor benedetta, .A.l tuo piè qnegl'ignndi trarrai. Din, don, don! A. Lei dunque accorrete, O fratelli assetati di speme, -Perchè pur nel-camitieo seme Vibra e splende lo spirto i.J.nmortal. .A.l tuo suono tra preci ed osanna Piegheran più. di cento tribù; Sarà tempio ogni loro capanna, Se di fede segnai sarai tu. Din, don, don! , Una santa canzone . S'accompagna alle sqnille festose; So'no figli, son padri, son spose · Che sospiran la gloria ete,·Jml. Torino, Gù<gno 1906. Campanella, se nn giorno il dolore Triste e greve ad alcun scendet·à, Il tuo suono ci -amdi al Signore, Al Signor che le gioie ridà. Din, don, don l Penseremo i Yegliardi Che lasciammo lontani, dolenti, E d'Italia i giardini fiorenti, E le sponde tranquille del Po. Campanella, che fosti _sact·ata Di Torino nei dolci sentier, Dove ride la Vergin beata, Che consola ogni nostro pensier, Din, don, don! rifiorir fa in noi stessi Il desir de' le cose più belle, E la Vergin ricinta di stelle, E la Casa che un dì Ci ospitò. Cam]lanella, frattanto risuona Su le torride piaghe di Cam; Tu di fede e di pace incorona I reietti che al Ciel radduciam. Din, don, don! -Lunge, lunge ricaccia Il negriero a rapina anelante, E la iena di notte ululante. E il l'ion che dattorno ruggì•.. Cau,tpanella, se mai le nostt·e ossa Su quei solchi dovranno perir, Til, pietosa, alla povera fossa Dirai pace e dat·ai nn sospir! Din1 don, don! La tua squilla argentina~ Collaudando di mane e di sem, Ci sarà santamente foriera De la squilla de l'ultimo dì. Avv. CARLO BIANCHETTI.

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