Missioni Consolata - Agosto 1906

]11 · <Zof1solata 117 pregiato e fine bronzo. Non' si è potuto fin qui accertare se l'inventore delle medesime sia stato S. Paolino vescovo di Nola, come vogliono alcuni, nè stabilire il tempo preciso in cui esse cominciarono a funzionare. Checchè n:e sia, la storia fa menzione delle campane nn dal secolo VI, e da quel punto l'uso se ne andò generalizzando prima in Occidente .e poi in Oriente. Nei secoli X e XI gettaronsi in Italia campane ornate di sigle, di simboli -e di bassorilievi, veri capolavori comprovanti l'eccellenza a cui era giunta l'arte di fond~re il bronzo. Dopo le italiane, che tenevano il primato, le migliori campane si fusero in Francia, in Allemagna .ed in Olanda. Siccome tutto quanto serve al divin culto -deve essere consacrato, fin dai primi tempi fu ordinato che ogni campana, prima che si ponga sul campanile, venga benedetta secondo .l'ordine per ciò stabilito dalla sacra liturgia. A dnre un'idea dell'eccellenza e dell'alto scopo -del sacro rito, basterà riportare·tradotta una delle preghiere della benedizione: « O Dio, - dice il funzionante - che per mezzo di Mosè vostro.servo avete ordinato che fossero fatte trombe d'argento, a:ffinchè mediante il loro suono armonioso il popolo fosse avvisato -di recarsi al sacrifizio e di prepararsi a pre- .gare, fate che questo vaso che si destina alla vostra Chiesa sia santificato dal vostro Spirito Santo, e allorquando verrà percosso e manderà un suono grato e piacevole alle -orecchie del popolo cristiano, la fede ed il fervore d~ lui aumentino di giorno in giorno, , -e le insidie dei suoi nemici, il fracasso della .grandine e degli uragani, i turbini e la violenza delle tempeste rimangano dissipati e siano stornati i funesti effetti del fulmine. :,Raffrenate con la vostra mano onnipotente i nemici della nostra salute, e fate che all'udire quaRta campana essi tremino alla vista -della croce di Gesù Cristo, al nome del quale -ogni ginocchio si piega in cielo, in, terra e ' nell'inferno ... La benedizione dei sacri bronzi viene talora impropriamente chiamata battesimo, perchè a -ciascuna campana si dà' d'ordinario il Ìiome -d'un santo o d'una sa~ta, seèondo una gen· tile e pia usa~za tramandataci dai nostri mag· giori. Lo squillo della campana non deve dunque essere considerato come un semplice suono materiale, più ·o meno armonioso, ma come un sacro segnale dotato di spirituale virtù. Quante volte, difatti, i peccatori più ostinati, i phì superbi increduli non si sentirono irre· sistibilmente spinti al tempio, ai piedi di Gesù sacramentato, dai rintocchi annunzianti il ' sacro sermone, o dal concerto delle.campane sonante a gloria per la messa-della notte di Natale o del fulgido mattino di Pasqua? Il Renan, nella sua troppo celebre Storia del popolo d'Israele in cui cercò di demolire i fondamenti stessi del Cristianesimo, tra altri scatti dell'anima sua rimasta, suo malgrado, cristiana, ha questo strappatogli dal giu· livo suono delle campane di Parigi annunzianti una festa religiosa: « Suonate campane, suonate a distesa! Se quanto io vado dicendo potesse farvi tacere, come io diverrei allora tacito e guardingo! ». Oh, la santa, la potente poesia che si sprigiona dalle vibrazioni sonore dei sacri bronzi! Chi non se l'è sentita scendere in cuore dal bianco campanile del villaggio perduto tra il verde, o dalla storica torre d'una cattedrale sontuosa? Moltissimi fra i più grandi genii, a comin· ciare da Dante per venire ai contemporanei, furono ispirati dal suono delle campane. Ma -cosa altamente significativa! - essi sentirono spontaneo, irrefrepabile prorompere dal loro petto il verso soavè o la prosa alata, non al suono trionfaÌe c che vien giù dai campanili in larghe ondate, in'labili torrenti • ma alliève, argentino squillo del sacro bronzo che _all'alba o al cader del giorno invita i fedeli a. salutare la Madre di Dio. Sono impareggiabili per finezza di cesello e squisitezza di sentimento, che egli stesso confessò spontaneo, alcune terzine del Carducci nella sua ode per la ristorazione della storica chiesuola di Polenta sui colli di Ravenna. Dopo·avednvitato gl'ìtaliani à. render la voce al sacro luogo dove pregò Dante,·dove

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