i· 126 Q- 'ZiC szK ~ o giungere di un altro piocplo drappello di ne- f A portar nuova forza materiale all'esercito miei e, dopo un vivo scambio di colpi di pistola assediante ed a rialzarne l'animo molto dee di I)lOSohettone, son volti in ·fuga. I franoes~ presso, era arrivato dalla Lombardia il genevincitori si sarebbero senz'altro inoltrati alla ralissimo duca d'Orleans con tutte le truppe PIETRO NIIOOA rinfusa verso l'interno della cittadella, se un bravo mina· tore, Pietro Micca nativo di Sagliano d'Andorno, secondato da un compagno, non avesse loro chiusa a tempo in faccia la porta ferrata che si trovava all'imboccatura della scala scendente dalla galleria superiore all'inferiore. Ma la porta percossa da mazze ed altri strumenti, dì cui gl'invasori 8ono muniti, già sta per cedere ai loro sforzi. In previsione .di ciò chef in quel momento succede, un fornello di mina ben carico è pronto sotto la scala, ma o sia stata . fretta o svista del preparatora, o un dislocamento prodotto dall'urto di qualche soldato della guardia fuggita, la mina non è fornita di tutto punto del congegno neces· sario a metterla in azione senza esporre a quasi certa morte ohi vi si fosse accinto. Il compagno del Micca esita, ma questi, in cui il soprannome di passap~rt!ftto ben indica abitudini di prontezza e di agilità, lo prende per un braccio e gli dice: Levati di li, tu sei più lungo di un giorno senza pane: lascia fare a me e fuggi. Egli ha visto e misurato il pericolo, però piuttosto che lasciare aperta la via al drappello nemico non ind;ugia un momento ad (Monumento nel giardino della Cittadella di To1·ino) affrontarlo : con una miccia troppo breve dà ~· fuoco alla mina e si ritira, ma senza aver tempo bastante per salvarsi. Coll~ vite dei nemici egli ha offerta la sua alla patria. Mentre l'eroico saorifizio del Micca mandava a vuoto l'audace tentativo, dovuto alla spontanea iniziativa di gregari francesi, i loro capi preparavano alacremente il nuovo assalto generale accennato. ' l da lui comandate, sommanti a 17 mila uomini tra fanti e cavalleggeri, con·cui aveva invano cercato di contrastare la marcia al principe Eugenio. Il progettato assalto ebbe luogo il31 agosto. Alle 6 del mattino, scendendo dalle alture dietro alle medesime, i franco-ispani finsero di voler attaccare le fortificazioni della collina. Ma lo stratagemma nori riuscì, perchè il Daun,
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