Missioni Consolata - Luglio 1906

J1t eot'}SO(ata. JOS Dalle Missioni dalla Consolata in Africa ------~~~------ Per cortèsia della signora Teresa Soldati ved. De~Luca p<!Ssianio pubblicar~ la seguente lettera d'un nostro missionario, nella quale sonò graziosa~ente narrati quattro i della Consoiata in Africa, colla sollecitudine . consentitami dàlla distanza .io presenti a lei ed a tutta la sua distintisf\!in'la famiglia 'le condoglianze per la perdita del suo signor marito, condoglianze tanto più vive quanto l più profonda e la riconoscenza che a loro ci lega. A noi si uniscono tutti i nostri confratelli presenti in Africa. Immediate preghiere furono fatte in Missione per l'ottimo estinto, . ma anche per v. s. e per i suoi, affinché la Consolata, di cui sono tanto devoti, vogli~ con le sue consolazioni alleviare il loro grande dolore. A questo stesso intento stimo opportuno darle particolareggiata relazione di alcuni battesimi: nel constatare i buoni frutti con cui Dio si degna benedire il nostro apostolato, V. S. e la . famiglia ·meglio si conforteranno al pensiero della mercede già a quest'ora conseguita in Cielo dal suo consorte cotanto benemerito delle nostre Missioni, come nella certezza delle benedizioni che si perpetueranno sul di lui casato, fedele seguace di si generosi esempi. Circa un mese fa mi si venn·e a dire che un vecchio stregone era molto gravemente ammalato, ma che una mia visita sarebbe stata inutile, giacché egli non voleva saperne ne del Padre ne delle sue medicine. Non facendo caso di quest'osservazione, decisi di recarmi egualmente a trovare l'infelice, pensando che se da solo il missionario può ben poco, con gli aiuti della Consolata non dev!'l mai disperare di vincere qualunque anche più ardua difficoltà.. Vado, adunque, ed in meno di tre quarti d'ora giungo alla capanna dello stregone. Lo trovo in cortile, steso su un po' d'erba all'ombra di una fitta , bananiera. È circondato da una mezza dozzina d'altri stregoni, dal cui continuo confabulare facihnente s'intende come già disperino della loro arte per salvare il confratello. Mi avvicino, li saluto e vengo risalutato; solo l'infermo, certamente molto graye, non si dà per accorto della .mia venuta. ,. Vecchio stregone akikùin (da negat. del P. F. Perlo) Osservare i due ricchi braccialetti d'avorio. Fingendo d'essere capitate là a caso, faccio il nuovo: interrogo sul paziente e sul suo stato, sulle cure che gli furono battesimi coi nomi d'altrettanti membri della famiglia De-Luca·, il cui compianto capo sig. Cav. Giacomo, fu molto generoso ~erso le nostre missioni. Stazione della Madonna .della Provvidenza in Wambogo - ' 16 aprile 1906., Egregia Signora, Voglia permettermi che a nome pure di mio fratello teor. Filippo, Superiore delle Missioni prestate e chiedo se rimangano spe1 ranze di gu_arigione·. Gli stregoni vedendo il mio interesse, e lieti ch'ie non dimostri verso di loro alcuna diffidenza, parlanQ liberamente, anzi chiedono se ·io abbia qualche medicina, ·più potente di quelle di cui essi dispongono,. che ancora possa guar~re l'ammàlato. l Coltp. l'occasione, CElrco di far loro poco a poco comprendere che tutte le medicine hanno una forza relativa per la guarigione, ma che la 'vera forza e nel padrone della vita e della. morte, in Dio. Faccio loro toccar con mano

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=