106 1!1 eortsolata l'esame che faccio accurato su di lui, mi·accorgo che il caso è gravissimo, disperato. Gli somministro un calmante per l'alta.-febbre; ma vedo che il miglior rimedio per lui è pensare all'anima... Glielo faccio capire, ed egli che all'aspetto già si a.ppa.lesava. a tutti un buon ometto; volentieri si presta. ad udirmi. Quale non è la mia dolce meraviglia, quan,do entrato a pa.rlargli ,dell'Unità e Trinità di Dio e nòmina.te le due prime persone: Padre, Figliuolo, mi udii prevenire da lui, che aggiunse ·pronto: e Spirito Sant.o! . « Il catechista.~i spiega la cosa, narra.ndomi che assai prima del mio arrivo in questa Missione, egli era venuto qualche volta a fare il catechismo nei villaggi qui intorno. Quella del mio paziente era una felice reminiscenza, ed insieme un indice prezioso che il seme di- <vino era stato ben accolto e custodito. Di più in più animato, passo alle verità essenziali, facendo, quando occorr_e, prendere la parola al catechista e termino collo spìegargli la necessità e gli effetti del santo battesimo, chiedendo poscia. all'infermo se era disposto ariceverlo. A que!!to invito, con voce fioca, ma risoluta e come d'uomo sollevato, il poverino risponde: - Sì, sì, voglio essere (Ja.ttezza.to! «Quanto gioissi nel mio interno non saprei esprimere. Spiegai ancora in breve al neofito gli bblighi che contraeva, ricevendo il battesimo, di osservare i comandamenti di Dio; gli raccomandai in modo speciale che se si faceva qualche sacrificio di montoni per la sua guarigione fo·sse ad onore e gloria dì 'Dio solo; e non per placare lo spirito del male, come usavano gli Akikùiu prima di udire la parola dei Padri. E sulla sua sincera volontà e pro- . messa di fare in tutto il dovere di buon cri'- stia.no; dopo il Credo e Ì' Atto di contrizione, lo battezzai imponendogli il nome di Pietro De Luca. ·E indescrivibile la felicità che dimostrava il malato dopo ricevuto il sacramento: mi guardava con occhio espressivo, pieno di riconoscenza, ripetendo le giaculatorie che gli suggerii prima di allontanarmi. Erano lietissimi anche tutti i neri presenti, al pensiero che oramai il demonio più non poteva nuocere al morente e che presto egli sarebbe stato con Dio- E .difatti egli spirò sull'ip1brunire dello stesso gwrno ». Fin qui la relazione datami dal P. Toselli. • Una settimana fa un povero vecchio, mio amico di antica data. e già molto istruito nella religione, mi manda a chiamare in fretta. da sua moglie. Io ero fuori di Missione e non vi ritornai che a tarda sera, quindi non potei, se non a notte avanzata, rispondere all' appello. Con mio grande dispiacere, arrivato al .villaggio dell'infermo, trovo che .er-li è già stato portato nel bosco, perchè ;moribondo. Corro a lui: sul principio non riesco a farmi conoscere, tanto violento è il male del pove- 'retto. D'un tratto però egli mi fissa , e dopo vari tentativi riesce a dirmi con un filo di voce: · Padre, dammi il battesimo, che io muoio! -Oh, con qua.lè sollecitudine, con quale commozione accontento il morente ! Gli dico di ·accompagnarmj col cuore nel recitare il Credo e .l'Atto di contrizione. e quindi l'acqua battesimale scende su di lui e ne lava l'~nima., proprio nell'ultimo quarto d'ora della sua vita, ma ancora in tempo per applicargli i meriti del sangue di -Gesù Cristo col sacramento di eterna vita. Lo battezzai col nome di Roberto De Luca. Eccole, egregia signora, quattro battesimi che debbono essere una consolazione grande al suo cuore, sia per la soddisfazione sublime di concorrer.e alla sa~vezza di questi poveri' infedeli, sia per la certezza che i quattro nuovi battezzati, legati alla sua famiglia da perpetua riconoscenza, potranno sfogarla là in Cielo, chiedendo su di essa continuamente grazie e celestiali benedizioni. Voglia conservare sempre alle Missioni della Consolata i suoi generosi aiuti materiali, e più ancora gli spirituali delle preghiere. Aggradisca. intanto i miei profondi ossequi. Di V.S. . . · · Obbl.mo / P. PERLO GABRIELE Assai pochi sono quelli, ma pur ve ne sono ancora, che avendo /atto offerte pelsantuario della Consolata, credono che questo periodico sia' toro spedito per quelle, e -si r~'tengono poi o/fesi vedendosi sospesa la spedizionè del medesz'mo. Rz'pe#amo perciò t'avviso già più volt~ sì ampato, che cioè il periodico da oltre un anno e mezzo è passato a benefido delle Missz'oni della Consolata in A/rica- opera alfqtto distinta dal santuario - e che viene mandato soltanto a chi /arà una tenue offerta annuale a /avore di queste Mz'ssioni. , I bene/attori che ci mandano offerte sono vivamente pregati di ~·ndicarci ogni volta se queste sqno pel santuario oppure per le Missz'oni della Consola_ta~ L~ offerte i~- . viateci senza indicazz'one alcuna s'intenderanno /atte a beneficio delle Mz'ssz'onz', •. J
RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=