Missioni Consolata - Giugno 1906

Q di quanti avevano da vicino conosciu~o Don Cafasso lo proclamò un santo; si andò a gara a far toccare alla salma benedetti) rosari e medaglie, si asportarono come reliquie gli abiti usati e ciocche di capelli del servo di Dio. · La memoria di lui rimasta in benedizione nel cuore di due gem•razioni, si risvegliò più viva dopo che nel 1892 fu::.-ono pubblicate le sue' Meditazioni pe·r Ese·rcizi spirituali 'al clero, seguite l'anno dopo dalle Istruzioni, che erano il compendio non solo di ciò che il Venerabile aveva detto, ma di ciò che. aveva fatto. La sua tomba rimasta fino al 1.896 in un com· partimento particolare al Camposanto generale, fu in quell'anno trasportata al santuario d.ella Consolata, presso il quale aveva preso sede il Convitto Ecclesiastico. E sebbe.ne la· sciato disadorno e quasi obliato, in omaggio alle prudenti prescrizioni della Chiesa, al sepolcro benedetto cominciò tosto e cr~bbe l'affi n enza di visitatori. Per secondare i pii voti dei piemontesi, come per . de~iderio di glorificare Iddio nel su? servo e di cooperare ai santissimi fini per cui questi .aveva consumata la vita, il suo quarto suncessore alla direzione del Convitto Ecclesiastico, can. G. Allamano, nipote di D. Cafasso, promosse presso l'Autorità diocesana nel 1894 il processo Ordinario di Beatificazione, presentato poi nel 1899 alla S. Sede, la quale ammise ora l'introduzione di questa causa colla faustissima dichiàrazione sopra annunciata. N on resta che da affrettare colle preghiere il giorno in cui alla virtù eroiche del servo di Dio sia data anche in terra degna corona colla solenne Beatificazione, la quale, se accrescerà al Cafasso la gloria in Cielo, ridonderà pure a vantaggio del popolo che egli ha tanto amato e beneficato. In omaggio ai decreti di Urbano VIII e della Sacra Congregazione dei Riti si dichiara che ai fatti riferiti n~l corso di questo Periodico non si vuol attribuire altra fede che quella pu- ' ramente umana. Can. G. 0AMISASSA, Direttore. 87 c ~ INAUGURAZIONE ~ delle solen~i festereligiosebineq'teqarie nel Santuario-Basilica Pontificia della Consolata ii:e3~==== Il 12 maggio si iniziarono nel SantuarioBasilica della Consolata i festeggiamenti religiosi per la commemora~ione bicentenaria dell'assedio e della vit.toria di Torino nell'i06. Appunto il 12 maggio di quell'a.nno glorioso nei fasti militari e religio!ti del Piemonte, i gallo-ispani facevano le prime mosse per ·..assediare Torino, e nel giorno istesso, dettate dall'urgente pericolo della patria, principiavano le fervide preghiere alla Consolata, per cui i torinesi impetrarono la .forza morale che poi li sostenne meravigliosamente nel lung0 ed aspro cimento. Il mattino S. Em. il Cardinale Arcivescovo celebrava la messa all'altare della taumaturga Effigie - per la circostanza adornata della corona di veri brillanti - distribuendo di sua mano la santa comunione ad una folla di divoti e pronunciando un op· portuno fervorino. La sera poi,· alle 17, con una solennissima funzione ebbe luogo l'inaugurazione ufficiale. 1 Assai prima dell'om fissata un'immensa accolta di popolo stipava la chiesa di S. Andrea, a cui si poteva liberamente accedere, mentre la chiesa superiore era riserbata alle Autorità ed agli i~vitati. Pastore sollecito e vigilante, sempre dal desio pm·tato quando si tratti della Consolata, giunge in perfetto orario S. Em. il Car· dinale Richelmy e, ricevuto dal Rettore del santuario, salutato dall'orchestra coll'Ecce sacerdos magnus, 'va a prostrarsi all'altare per l'adorazione del SS. Sacramento. Entrano poco dopo le LL. AA. RR. il Duca e la Duchessa dL Geno'va, i soli Principi presenti a Torino, e presa l'acqua santa dal Rettore accedono ai banchi per loro preparati nel presbiterio dove, in posti speciali, già si trovano M.r Spandre Vescovo ausiliare di

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