70 .w e ory_so la t_a Q più lungi, appariva ampio e grandioso, simile al. concetto che potremmo formarci di un castello paradisiaco con torri merlate, dominante leghe su leghe d~inespugnabili baluardi». Procedendo per la sua via verso sud, lungo l'altipiano Balegga, indi per la valle del Semliki, allago a cui egli diede il nome di Albert Edward, lo Stanley costeggiò da ovest e da sud l'intera catena del Ruwenzori, e pro· :fittando delle rare ·ore in cui essa non era avvolta nella nebbia, potè contemplarla interamente ·e trarre le magnifiche fotografie delle quali presentiarno la riproduzione (Vedi incisioniapag. 69 e 71) (1). L'intera catena si stende per circa 150 km. da nord a sud, incurvandosi nella parte più settentrionale a modo di mèzzÀluna. Dall'estremità meridionale del lago Alberto è un progressivo lento salire, finchè le alture si drizzano ad un tratto ad eccelse altezze di almeno 6000 metri, con picchi coperti in gran parte. di neve e frastagliati in guglie triangolari, per ridiscendere di nuovo verso sud con digradanti giogaie 'e traverse. La p~rte centràle nevosa, lunga cir.ca 50 km., si dirama ed allarga da est ad ovest a modo di due braccia .d'un'immensa croce; il cui piede- a nord - tocca l'estremità meridio· nale del lago Alberto, ~entre il vertice - a sud - è circondato interamente dal bacino del lago Albert Edward. Il versante occidentale è assai irto ed ha immense sporgenze di roccia a perpendicolo; , l'orientale verso l' Uganda è più frastagliato, ma ,con minor. numero èli bastioni sporgenti fuori della -catena. III. Prima aoalata al Ru•oenzori- llna Berra calda ••aturale - I mm•ti narrano la glor!a del Creatore. Il 6 giugno 1889, da una località situata a 1174 metri sul livello del mare e lontana di soli 200 .métri dal piede della catena, un u:ffi. ciale della spedizione di Stan}ey, W_. G:ant· (l) STANLEY - Africa tenebrosa. • Q Stairs tentò l'ascensione del Ruwenzori, non potendo ciò fare lo Stanley stesso, estrema· mente indebolito da alte febbri sofferte poco prima. Ma in due giorni di immani fatich~ per selve inestricabili e brughiere giganti, per rocce a picco e profondi burroni, lo Stairs, molestato da un intenso freddo umido e da nebbie fittissime, non potè ·arrivare che a. 3256 metri sul mare, d'onde, sia per mancanza di viveri, come per non esporre a certa morte i neri che l'accompagnavano, dovette retrocedere senza toccare il limite della neve. Questa copriva un picco vicino ch'egli stimò alzarsi ancora di 1800 mètri su quello da lui raggiunto. Coll'aiuto di un buon binoc· colo, lo Stairs rotè contemplare da quel lato· l'estrema vetta del Ruwenzori, distinguen· . done perfettamente una delle creste terminali a denti disega con spiccato carattere era· terifornie, mentre attraverso ad una breccia vedeva sull'altro lato una seconda emergenza cogli stessi · caratteri e con la medesima altezza. Qui merita di es;ere' stralciato dal ricchis~ simo diario dell'esplor.ato:.:e inglese un tratto, che spiega il perchè il Ruwenzori sia cosi avaro' della sua vista. « Per ciJ•ca 60 chilometri, nella regione di· stinta col nome di Awamba (Vedi cartina a pag. 67) la valle del Semliki è una vera serra calda. Le piogge quotidiane vi rroducono una così grande umidità, che da ogni campo il fumo formato dalle esalazioni vaporose del terreno, durante il nostro passaggio, ci avvolgeva come in un manto, irritandoci gli: occhi e soffocandoci a metà. Ora, a causa della con· formazione e della grande. altezza ed estensione della catena del Ruwenzori, questa porzione della valle non può essere raffreddata, nè possono esserne spinte a sud le-sue emanazioni: esse si alzano quindi ince~jsantemente a formare come enormi siparii neri contro le pareti dei monti, per poi. essere nuovamente rifuse e distillate giu~g~do al freddo intenso della regione nevosa. «Così questo tratto della valle del Semliki, sepolta sotto i suoi vapori, è una vera serra calda naturale, ove la vegetazione trovando
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