Missioni Consolata - Maggio 1906

J.E 8of}solata 79 Q veva protrarsi: ·tre mesi? sei?..... un anno forse? - N o, no : al padre infelice non resse ' il cuore di sottoporre a quella nuova prova il figlioletto che già non era più che la triste ombra del bimbetto prosperoso, gaio -ed irrequieto di prima,' tanto più essendo -ornai cominciata la calda stagione. Che fare dunque? Il pover uomo,-uscito -dall'ospedale pieno d'angoscia, volse i suoi passi al santuario della Consolata, e messo il piccolo Secondo davanti alla taumaturga imagine di Maria SS. rinnovò un voto già fatto a casa ; consegnò alla sacrestia l' elemosina per una messa e promise, a grazia ot- -tenuta, un'offerta proporzionata ai suoi mezzi -e la pubblicazione sul periodico, al quale era abbonato. Uscì dal tempio alquanto confortato. L'indomani mattina, e si può immaginare -con quale trepidanza, portò il figlioletto all'ospedale Mauriziano. Lo visitò un dottore primario, il quale, dopo un diligente esame, confermò ancora pienamente la diagnosi di -coxite; trovò ottimamente scelta ed applicata la cura precedente, ma giudicò che per il momento il ragazzino,.più che d'altri rimedi,- abbisognava d'aria pura e di buon nutrimento, per riaversi dalla debolezza in cui ·si trovava, rimettendo ad altro tempo la -cura, dalla quale assicurò ·s'avrebbe poi la -completa guarigione~ Grande fu la consolazione che il nuovo, autorevole consulto arrecò all'animo del po vero padre, che, benedicendo la Consolata di questo frimo benefizio, s'affrettò a casa :a farne partecipe la consorte. Nell'autunno Secondino· fu di nuovo condotto dal profes sore del Mauriziano, che esternò la sua meraviglia per il notevolissimo miglioramento già <>ttenuto, ordinando il proseguimento dello stesso regime. I medici che avevano fatta al malatino la prima cura - la .quale era d'altronde l'unica indicata - n,on sapevano rendersi ragione come di un sì grave caso di coxite si fosse potuto ottenere la quasi completa guarigione in tempo relativamente brevissimo ed anche abbandonando la cura razionà.le. E chiamarono il caso straordinario. Q I genitori però lo chiamarono una grazia singolarissima della Consolata, che mai non avevano cessato d'invocare per il tribolato figlioletto ed alla quale votarono eterna ri- - conoscenza e devozione particolare. Ed essendo oràmai il biinbo guarito, appesero un quadro della Consolata in una cappella del loro paese; offersero L. 10 per le Missioni d'Africa, e fanno con cuore commosso la presente pubblicazione della guarigione. Brevi relazioni di grazie PERVENUTE ALLA SACRESTIA IlEL SANTUARIO Torino.- ANGELA GIACINTA TESTA, con fervorose, insistenti preghiere alla Consolata, ottenne la guarigione da male per cui pareva inevitabile una grave operazione. In segno di profonda riconoscenza chiede la pubblicazione della grazia, secondo la fatta promessa, ed offre L. 5, proponendosi, come perenne tributo di gratitudine, visite frequentissime al santuario. Torino. - Adempio alla promessa da me fatta alla nostra pietosissima Madre, Maria SS. della Consolata, pubblicando di avere, per la sua potente intercessione, ottenuta una grazia spirituale di cui si disperava. TERESA Rossi V,IvALDA Villarbasse. - Il muratore GIUSTO -Bosxo, in un giorno dell'estate 1904, recatosi come al solito al suo lavoro, mentre stava sui ponti, o fosse per il sole cocente délla giornata ·o per causa patologica interna, ad un tratto si mise a dar segni di pazzia. Una lunga cura del medico locale non valse in seguito a gua- ' rire il povero uomo: benchè la di lui alie· nazione mentale non fosse pericolosa., tuttavia colle stranezze che egli continuamente faceva, dava molto fastidio alla famiglia; la quale infine dfvette pensare a farlo ricoverare al manicomio di Torino. La moglie del Bosio, desolatissima, raccomandandosi con calde preghiere alla. Consolata., promise alla Madonna una. piccola. offerta ove il marito suo fosse guarito in poco tempo. Era l'anno del centenario, maggiore quindi la. fiducia...... E la. grazia venne: il 15 settembre il povero muratore era completamente guarito, ed i primi suoi passi, uscendo .dal manicomio, furono diretti al santuario a ringraziare la divina Consolatrice. Torino. - ELISA PRESSENDA per nefrite acutissima che le causava deliquii tali da farla

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