78 w eortsolata Dopo un breve periodo di tergiversazioni, - ricevuto da Parigi un ordine formale - il La Feuillade distrusse i l~vori già abboz· zati, trasportò altrove le artiglierie e le munizioni già raccolte, e levò il .campo di sotto Torino riportandolo alla Y enaria. Alcune mosse da lui fatte nel Monferrato par molestare di lontano il duca e più ancora per temperare l'effetto morale di quella ritirata, diede ancora occasione ai piemontesi di mostrare la loro bravura e l'ardimento tenacissimo del loro sovrano, sicchè, malgrado gli eventi, non fu qui il più forte degli avversari che con animo migliore si mettesse ai quartieri d'inverno, come imponèva l'avanzata e cattiva stagione. (Continua) S. FUNZIONI NEL SANTUARIO Il 12 Maggio (giorno .in cui nel 1706 cominciò l' assedio di Torino) si farà nel Santuario la Solenne Apertura delle feste religiose per le Commemorazioni Bicentenarie della liberazione di Torino. Orario - Mattino: Ore 7 - Messa letta celebrata da S. Em. il Cardinale AGOSTINO RICHELMY, Arcivescovo. Sera: Ore 17 - Discorso di. S. Em. il Cardinale Arcivescovo e Benedizione solenne col SS. Sacramento. A quest'ultima funzione prenderanno , parte i Membri della Casa Reale residenti in Torino e le Autorità ecclesiastiche, civili, militari e cittadine. o ) CRONACA MENSILE t ~EL ·sANTUARIO Grazie recenti riferite alla sacrestia del santuario Vezza d'Alba. - Il bimbo SECONDO FAsSINO, di Vincenzo ed Adele Mellino, frequentava l'Asilo Infantile del paese. Un giorno, verso la metà del marzo 1905, trovandosi éogli altri folletti a correre e saltellare nel" l'ora della ricreazione, fu da un compagno urtato e gettato a terra. Rialzatosi accusò tosto un dolore alla gamba destra, nè potè più camminare se non a stento e zoppicando. N el riprendersi alla sera il figlioletto, la mamma pensò che il male ·sarebbe svanito in una buona nottata di riposo. Ma cosi non fu: esso persistette l'indomani e nei giorni successivi, anzi in-capo ad un mese il dolore · era divenuto così vivo, che ad ogni mossa della gambina offesa il pover9 Secondino emetteva lamenti tali da straziare di più in più il cuore degli aftlittissimi suoi genitori. Essi lo fecero visitare da parecchi medici, i quali furono tutti d'accordo nel dire che il colpo ricevuto aveva causato al bimbo una coxite: lo curarono quindi in casa con gessatura, pesi per l'estènsiori.e delle gambe ed iniezioni. Ma dopo una cinquantina di giorni i parenti non potendo più reggere a vederlo soffrire inchiodato così nel suo lettino, decisero di portarlo a Torino, onde udire il parere di qualche specialista. E così fu fatto. Il padre venne a presentare il piccino alla Seziqne Infantile dell'ospedale Maria Vittoria. Ma quei valent~ sanitari non poterono far altro che conferJllare la esatta diagnosi dei precedenti dottori e dichiarar~ che, per guarire, il malatino doveva essere sottoposto ancora ad una lunga cura in letto... Sarebbe dunque ricominciato il martirio di prima per il povero Secondino da' una parte, per il babbo e la mamma dall'altra? Martirio aggravato stavolta dalla lontananza, dall'incertezza dell'esito della .cura, dal· tempo indefinito.per cui essa do- /
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