Missioni Consolata - Maggio 1906

, l 74 J1t eo.,solata vivace _in quel cuore semplice, divenne perfetta passando, come quella dei primitivi cristiani, per il fuoco della prova. A W avéru, per non so quale epidemia, presero a morire i montoni, sicchè in breve tempo li perdette tutti. E la moglie ad insinuargli prima, a gridargli poi su tutti i toni essere lui la causa di tanta perdita, per averSI, colla propaganda delle nuove dottrine, irritate le anime dei suoi antenati defunti. Ma Wawéru rispondeva:- No, no: il genitore vuole sem· pre bene aj suoi figli, ed i nostri vecchi non hanno cessato di amarci per ciò ,solo che ci hanno preceduti nel tornare a Dio. ·_ E poi come Giobbe: - Iddio è padrone dei montoni, e d'ognialtra ricchezza: c'è dunque da arrabbiarsi· se egli dispone delle cose sue? - A chi lo consigliava a fare qualche sacrificio al ngoma (spirito del male) a fine di placarlo, dichiarava:- Preferisco rivolgermi direttamentè a Ngai munére (Dio padrone) il quale, quando gli piaccia, saprà bene far cessare i miei infortunii. « In vista delle affatto straordinarie sue disposizioni e del pericolo continuo che egli correva per la sua età quasi decrepita, noi stimammo conveniente di appagare- in via di eccezione- l'ardente desiderio che Wawéru aveva del battesimo. « La preparazicne al grande atto fu lunga, ma più ancora umile e fervente. '- Possibile, andava esclamando il singolare neofito, possibile che il buon Dio si voglia accontentare ancora di un povero vecchio esausto e logoro, come son io! - Ed alle mie assicurazioni che il Signore guarda soltanto al cuore, chiedeva: - Come potrò amarlo e servirlo come si deve, io che non so neppure pregarlo de· gnamente? « Il giorno di Pentecoste 1905, fissato per la grande funzione, è finalmente giunto. La mattinata è fredda, umida e nebbiosa, ma Wawéru non guarda al tempo. Vestito a nuovo, drappeggiato in una coperta rosso· fiammante, prima ancora che il campanello suoni la levata per la comunità, si reca sulla porta della cappella chiusa e li, ginocchioni a terra, recita soletto ad alta voce le oràzioni, dopo le quali, non sapendo che far di meglio, ripete più volte l'atto di contrizione con. un sentimento così vivo che commuove. Pieno di preoccupazioni, egli corre quindi dal missionario, dall'una all'altra suora domandando, come dovrà comportarsi per fare tutto bene. « Dalla vicina stazione della Madonna. d'Oropa sono venuti per la circostanza i Padri Scarzello e Bell~ni; la cappella parata a festa, con semplice ma squisito gusto, dalle buone suore; l'importanza e la novit~ stessa della funzione: tutto concorre a rendere, direi, saturo di santi affetti l'ambiente ove si svolge la sacra cerimonia ed a far quasi sensibile la presenza di Dio e la grandezza del sacramento che apre il Cielo. Alle 9 precise W a· wéru, tutto posseduto da una commozione che a mala pena gli permette di pronunciare le parole rituali, dà un solenne addio al suo lungo passato, per rinascere a nuova vita, entrando, col nome di GIOVANNI CASALE, nel grembo della Chiesa Cattolica. Io gli versai co~ gioia inasprimibile sul capo l'acqua battesimale; assisteva come padrino il confratello Falda Benedetto, in rappresentanza. del Sac. D. Giovanni Casale, benefattore in· signa delle Missioni della Consolata. « Lo Spirito Santo è evidentemente sces() colla copia dei suoi doni nel cuore del nuov() cristiano: dal suo battesimo è passato quasi un anno, ma il fervore di Giovanni si man· tiene costante ed eguale a quello del prim() giorno. Egli malgrado la grave sua età ed i nostri consigli di aversi riguardo, non'Illanca. mai, anche nei dì feriali, alla messa, sebbene l'orario nostro la segni prima dello spuntar del sole. Non potendo, nell'entrare in chiesa, , fare la genuflessione per la rigidità delle vecchie sue gambe, fa un inchino così pro· fondo che, d'ordinario, finisce col trovarsi seduto sulle calcagna. Esaurito il repertori() delle orazioni imparate a memoria, prega Iddio e la Madonna come se visibilmente con loro parlasse e ragionasse, e talora ha sortite cosi originali che ci fanno sorridere, ma insieme ci fanno riflettere perchè sgorganti veramente dall'abbondanza, di un cuore pian() di fede. , /

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