c I ~ove Sabati in preparazione ·alla Festa della Consolata Dite un po', cortesi lettori: quando volete festeggiare l'onomastico d'una persona singolarmente cara, aspettate forse la vigilia a prepararle il dono che l'affetto, la stima, la riconoscenza vi suggerisèono? No, per certo: Da lungo tempo,·anzi, con amorosa sol· lecitudine vi dedicate ogni cura; da lungo tempo studiate le parole più opportune, le frasi più acconcia, onde tradurre i voti che il c~ ore vi .detta e che il labbro vuole 'esprimere .nel migliore linguaggio, effondendovi tutta la dolcezza del sentimento. Poi, giunto alla perfì.ne il bel giorno tanto desiderato, non vi resta che la gioia di rac· cogliere i frutti della previdente opera vos~ra nel contento e neÌla gratitudine dell'amata creatura, che saprà rfcambiarvi centuplicata la prova di tenerezza ricevuta. Altrettanto, ma con più alta e ·salda ragiove, immaginarono i fedeli sudditi, gli affettuosissimi figli di Maria Consolatrice, Madre di Dio e Madre nostra. La festa della Consolata albeggia appena sull' orizzonte del tempo: i fecondi ardori del giugno sono ancora lontani, e già le anime · pie cominciano la preparazione per celebrare degnamente la Mariana solennità: preparazione fatta; di preghiere, di sacrifici, di atti speciali di religione e di virtù, i quali si concatenano di settimana in settimana colla benedetta pratica dei Nove Sabati, formando come una prolungata novena, che assorella in una triplice aspirazione di fede, di spe. ranza e di carità tutte le anime elette che alla Vergine professano quel culto speciale riguardato dai Santi Dottori della Chiesa come avventurato segno di predestinazione: "rl primo dei Nove Sabati·cade in quest'anno il_ 21 aprile. Quali opere di pietà e di mortificazione siano maggiormente indicate per questa bella divo~ione, è cosa ormai ben nota a tutti i divoti della Consolata. Pratichia· mole, adunque, con tutto lo slancio e fervore 63 o che c'ispirano l'affetto e la riconoscenza alla. nostra celeste protettrice (1). Sarann~ 'tante auree cifre segnate al nostro attivo nel gran libro del rendiconto; cifre che la Madre di ogni consolazione ci renderà con largo interesse, mutandole in grazie. Di queste niuno v'ha che non abbia a domandarne: cogliamo l'occasione propizia che ci è offerta per seguire il dolce comando di Gesù: Petite et accipietis. Si, giova il rinnovare le insistenza. Se i nostri demeriti ci fanno dtardare il chiesto favore, domandiamo di nuovo, supplichiamo ancora... l'amorosa violenza saprà . commuovere il cuore della Madre e far paghi i nostri voti. L'esperienza ce lo dice; l'esempio del passato ce lo prova: procuriamo di essere anche noi fortunati testimoni della potenza di una reiterata, costante preghiera. (l) Queste pie pratiche sono spiegate neU'ap· posito libretto: I Nove SafJati in preparazione alla festa della Consolata; prezzo 0,21 più 0,05 per spedizione. Brevi relazioni di grazie PERVENUTE ALLA SAGRESTIA DEL SANTUARIO Torino.~ TORRE PIETRO da tempo soffriva acutissimi dolori ai reni, che sovente estendendosi a tutto il corpo, gli cagionavano spasimi e convulsioni violen.te. I dottori, avendo infine scoperta la causa .del male e degli .ac• cessi, lo ~ sottoposero ad una delicata e grave operazione, la quale migliorò alquanto le con· dizioni del malato. Ma mentre si avevano le più belle speranze di guarigione perfetta, il Torre fu improvvisamente colpito da un nuovo accesso più grave di tutti i precedenti: le convulsioni che lo agitarono e ne contorsero le membra in modo terribile, lo lasciarono poi fuori dei sensi in un estremo esaurimt-nto di torze. L'infelice giacque immobile sul suo letto, livido in volto, colle labbra nere e tutte enfiate, quasi privo di polso e di respiro: solo una _ contrazione automati~a, violAnta del volto e delle membra, di tanto in tanto indicava esservi ancora in quel corpo un rimasuglio di vita. Il medico, chiamato frettolosamente, dichiarò il ca'lo disperato e prossima l'ora estrema del paziente. In quel moménto di suprema ambascia la famiglia di lui si ri-
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