Missioni Consolata - Aprile 1906

/ .fll eof}SOlata 61: gliendolo dall'Albo d'onore dei benefattori insignì delle nostre missioni, ebbi testè occasione ·di imporre il nome del suo diletto Giacomino a un caro fanciullo nero, che fu battezzato il 29 dicembre, ed il giorno seguente già se ne volava tra gli ~ngeli del Paradiso, a pregare per i suoi benefattori ed in modo spe: cialissimo pel suo piccolo padrino, onde otte-· ,nergli che crèsca sano e robusto e faccia una brillante carriera in questa vita, e che trovi poi preparato un hel posticino nell'altra, presso il trono di Maria Santissima. « Eccole in breve come fu battezzato questo fortunato fanciullo. Mentre per riusèire a ciò ci vuole con tanti altri grande circospezione e prudenza, questo ci fu, direi, condotto in casa dalla divina Provvidenza in modo piuttosto unico che raro. · « S'era a tavola, a mezzogiorno, e quasi in fine della refezione, quando una suora mi viene a chiamare in tutta fretta per un malatino che, portato fin qui a stento e deposto nel bel mezzo del còrtile, parev-a lì lì per spirare. Accorro subito, col boccone in bocca, e quale non è la mia sorpresa nel riconoscere un fanciullo di circa 10 anni che veniva sovente alla Missione, dimostrando P!'lr · le reverende suore l'affetto ingenuo e la tenera confidenza d'un cuoricino ben fatto! Che pietà, sig. Dottore, vedere disteso a terra sotto gli ardenti raggi solari quel corpicciuolo tutt~ nndp, non altro più che pelle ed ossa, che par esalare l'ultimo soffio di vita! Il petto è ansante, quasi nullo il polso, e nel delirio il caro negretto prega di essere condotto dalle buone mamme, come sempre soleva chiamare le suore, e piange..... Il suo stato miserando, la sua fievole voce dolente mi scuotono le più · intime fibre del cuore. Gli somministro un cordiale, e fra la comune soddisfazione il" malatino si rimette alquanto, torna in sè; fissa me e le suore con espressione di gratitudine, ed un sorriso di compiacenza gli sfiora le labbra. • Lo faccio trasportare nell'ambulatorio e resto presso .di .lui mentre le suore, con quella carità e premura per i malati che tanto le fanno atnare dai poveri neri, sono tutto cuore materno per adagiarlo il meglio possibile e preparargli qualche buon rimedio. Procuro di allontanare gli importuni, i quali mai non ci mancano in simili casi; anche il fratello del malatirio, che l'a~eva qui un po' portato ed un po' trascinato, se ne va con· gli altri_. Di ·ciò pare gioire il fanciullo, che allora prende a dirmi: Padre, sono contento adesso..... non volevano !asciarmi venire, sai?· - Non volevano? Perchè? - Perchè, vedi,. il mio villaggio è molto lontano: temevano· che morissi in viaggio..... - Sì, è vero, è· molto lontano il tuo villaggio ; poverino,. quanto avrai sofferto a venire fin qui!... .. - Ho sofferto, sl, Padre~ tanto, tanto...'. Ma senti (e mi prendeva la mano con affetto· figliale) ora io non voglio più andare a casa.... voglio star qui con te..... me lo permetti?' - Tale domanda inaspettata mi rende alquanto imbarazzato; ma prendendo tempo a. riflettere, faccio al caro ragazzo una carezza dicendogli: Oh, vedremo, vedremo: per ora. sta tranquillo; sii sicuro che le more ti cureranno bene e ti faranno contento.- Quindi l'affido senz'altro all'ottima suor Opportuna. a:tfinchè, coadiuvata da un catechista, lo curi. .nel corpo, non solo, ma anche nell~anima e,. se è del caso, lo battezzi. « E fu prudenza, perchè il fanciullo rimasto solo con la suora, la sua buona mammina, aprì più liber,amente il cuore, non nascondendole nulla, proprio nulla: le raccontò- ,tutte le sue pene, le resistenze .che dovette vincere, specie da parte dello stregone, per· essere condotto alla Missione... Si lasciò curare con docilità e s'introdusse egli stesso· a parlare di ])io, quasi senza avvedersene. -Mamma mia, diceva ingenuamente alla sua infermiera, io non voglio andare dal demonio... - Oh, no: se sapessi com'è brutto! - Me l'hai detto altre volte, e me lo disse pure il Padre; m'hai capito? io col demonio non voglio andare, no davvero... -E non ci andrai: siine certo. Dimmi: ti piacere q be gua- ~ rire? - Si, oh tanto!... - Bene, figlio mio, sta sicuro che farò tutto quanto posso per te; ma e se tu non guarissi, ti piacerebbe andare nella casa del Signore? - Con Dio?

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