)11 eof1SO{ata 35 La giornata del Il}issionario Le seguenti pagine sono tratte da un diario del Padre Giacosa, missionario della Consolata alla Madonna dei Fiori presso il monte Karéma. Esse dipingono al vivo la vita del missionario, che passa dal letto dei morenti ad una festa indigena; da una gita apostolica o dalla cattedra del catechismo nel campo di battaglia, guidato sempre da uno stesso spirito, tendente sempre ad un solo scopo: la salvezza delle anime. Con questo spirito, per questo scopo sublime il missionario si occupa collo stesso amore degli affari di un povero fanciullo nero e degli affari di stato; si sottopone con eguale pazienza alle disdette ed ai prolissi complimenti indigeni; sopporta i disagi delle gite sotto il sollione e la pioggia, e quelli, più tediosi assai per lui, dei divertimenti che fanno la felicità degli Akikùiu. E intanto la carità di Gesù Cristo stende le auree sue fila, e guadagna i cuori e le anime.... SOMMARIO: Al ponte in costruzione - Scambio significativo - Le gmndi confidenze di un piccolo uomo - L'osservanza della domenica - Il numero 7 rivale del 13 - Un Giobbe Akikùiu - La Consolata ha vinto! - Attrazioni della preghiera - La guerra! - Il missionario paciere- Benedizioni d'una vecchia al Patri. Mercoledì, 1 novembre 1005. Oggi, festa di tutti i Santi, escursione apostolica che deve durare l'intera gioroata. Vado verso il Kekkiu, grosso fiume su cui i neri stanno gettando un ponte. Sono due anni che il ponte antico fu asportato da una piena, ma gli indigeni non si decidono a lavori straordinari, se non pressati da qualche disgrazia. La settimana scorsa il fiume fece sue vittime due persone che tragittavano nell'acqua: allora si decise che il ponte era necessario. L'accoglienza che ebbi fu la migliore che potessi desiderare. Per diverse ore del mattino gli acquazzoni mi obbligarono .a far le mie fermate nelle capanne, ed in pochi istanti esse si riempivano fino a conteD:ere 50 neri: tutti volevano vedermi ed udirmi. Così la curiosità fa fare i primi passi alla grazia di Dio. Al ponte in costruzione la cosa andò di meglio in meglio. Era il mezzodì, l'ora in cui più ferve l'opera ; eppure al mio apparire essa viene immediatamente sospesa ed i lavoratori mi si affollano intorno, chiedendo di essere istruiti. Anche quelli della sponda opposta, che appartengono al capo Wambogo, attraversano il fiume per vedere e salutare il Pat1i. Debbo gridare a tutta voce per la quantità di gente ed il rumoreggiare delle onde che s'infrangono contro i pilastri del ponte, i quali non sono che enormi macigni colà posti dalla natura. I neri, attratti specialmente dalle preghiere, non si stancherebbero di ripetere le dieci, le venti volte ad alta voce il Vi adoro, il Pater, l'Atto di contrizione. Prima di andarmene invito tutti i presenti a venirmi a trovare la domenica alla Missione, cosa di cui ottengo generale promessa. Sabato, 4 novembre. Stamane mi si presenta un giovanotto sconosciuto con due altri compagni e quattro ragazze. Domando cortesemente al primo, che la fa da capo-squadra:-Che vuoi?-Ho condotti costoro alla tua domenica, risponde accennando agli altri, vengono di lontano, sai. - Bravo! Ma oggi è sabato, domenica è soltanto domani. - Oh! Ebbene non importa: dormiremo qui vicino per ritornare domani da te. Un altro giovinotto vuole soltanto uno specchio, dicendomi che con questo andrà a cercare gli amici per condurli al catechismo domani. Glielo do; così anche uno specchio da 5 centesimi si fa apostolo.
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