Missioni Consolata - Marzo 1906

J.ll 8of)solata 47 i m1e1 affari cambiarono aspetto. Insperato intervento di caritatevole persona, alla quale io non avrei pensato mai di rivolgermi, servì a ridare alla mia azienda quell'indirizzo che salvò i miei interessi ed il mio onore. Spiacente di non poter pubblicare il mio nome, perchè sarebbe uno scoprire chi mi fece del male, pubblico la grazia ricevuta, a maggior gloria di Dio e della SS. Consolata e prometto di far sempre quanto potrò per dimostrarmi riconoscente a tanto beneficio. M. B. Rocca Verano. - Insieme con una messa di ringraziamento, DIOTTI ERNESTINA di 34 anni, presentò al santuario le grucce che ha potuto finalmente deporre per intercessione della Consolata. Dopo sofferenze durate sei anni, il male da cui la Diotti era travagliata si era localizzato in un ginocchio sotto forma di sinovite, a guarire la quale riuscirono vani i tentativi dell'arte medica, sia al domicilio della paziente che all'ospedale, ove ella fu in cura per ben sei mesi. Finalmente le preghiere alla Consolata ebbero il felicissimo effetto chiesto e sperato con viva fede, e la Diotti si trovò completamente e stabilmente guarita. Castagnea. - La bimba NoE~n BozzALLA, di Il anni, fu dapprima presa da dolore in una gamba che secondo il parere del dottore minacciava di ridurla storpia, e quasi ciò non bastasse, dopo un mese fu colta dall'influenza in forma grave. Questa malattia insidiosa si apprese anche ad un fratellino della ragazza, Eligio di 4 anni, ed ambedue tanto si aggravarono che parevano dover soccombere. La povera madre loro, nell'estrema sua desolazione, fu da due Suore Vicenzine del Cottolengo animata a rivolgersi alla Consolata, il che ella fece di cuore. I bambini ebbero subito un miglioramento, ed in seguito guarirono perfettamente, tanto che dopo un mese poterono ripigliare la scuola lieti ed in forze. Torino. - Il soldato di artiglieria MORERO G. BATTISTA, preso da febbri violentissime, fu inviato all'Ospedale militare, dove gli si dichiarò l'ileo-tifo, il cui rapido e violento decorso lo portò in pochi giorni sull'orlo della tomba. I parenti accorsi a Torino, desolati di vedersi rapire il figliuolo sul fiore degli anni e delle forze, lo animarono - specialmente la mamma - a raccomandarsi alla Consolata e sperare in Lei, mentre la famiglia intiera ciò faceva con tutto il possibile fervore. E con meraviglia degli stessi dottori, il povero Mo· rero migliora poco a poco e guarisce infine, contro ogni umana speranza., e da bravo soldato si reca al santuario chiedendo che sia nota a tutti la bella grazia da lui ricevuta. Estancia Oliva in Provincia di C01·doba (Repubblica Argentina). - Mio marito, ammalatosi dapprima d'itte1'izia, ne era quasi guarito, quando nuovamente cadde in assai più grave malattia. La febbre che incessantemente e ad alto grado lo perseguitava, faceva soffrire immensamente lui e vivere me in un affanno, che non ebbe più misura quando il dottore mi fece noto che la vita di mio marito era in urgente pericolo per tifo complicato da polmonite. Non sapendo più che farmi, fui consigliata da persone che già avevano esperimentata la benigna potenza di Maria SS. invocata col nome dolcissimo di Consolata sotto cui si venera specialmente nel santuario di Torino, ad implorare da Lei la grazia della guarigione del mio consorte, promettendo di far celebrare una messa e pubblicare la grazia, appena egli fosse guarito. Seguii con tutto il cuore, colla massima sollecitudine il consiglio. Dopo alcuni giorni"mio marito migliorò, ed ora lo vedo, coll'aiuto della Vergine SS., in piena convalescenza, così che presto potrà tornare al suo lavoro. Con infinita riconoscenza invio L. 10, parte per la messa votiva di ringraziamento ed il resto per i Missionari della Consolata MARIA SALTO. Parigi. - Chiamata per telegramma, il 28 febbraio 1905 mi recai in questa città dove trovai mia figlia Quintilia da varii dottori dichiarata in prossimo pericolo di morte per peritonite. Io fui presa da una desolazione che non saprei esvrimere, e con tutto il fervore di cui ero capace mi raccomandai alla Consolata, di cui avevo portata meco la benedetta immagine. La povera mia figlia migliorò, ma ecco che scongiurato il pericolo della peritonite, sorse quello egualmente grave di un'appendicite richiedente sollecita operazione.Continuai le pressanti preghiere e posso dire di essere stata appieno esaudita: la mia povera Quintilia, non solo guarì anche della seconda malattia, ma potè scansare la temuta operazione Compresa dalla più viva gratitudine verso la Consolata, da cui riconosco il duplice celeste favore, mi faccio premura di adempiere il mio voto, offrendo il mio obolo per le Missioni della Consolata. ELLENA MARIA. Pozzecco (Udine). - Il mio secondogenito era colpita da morbillo con febbri altissime; lo stesso male che già mi aveva rapito quindici giorni prima il mio primogenito di 4 anni. Spaventata, in preda al più tremendo crepa· cuore, feci promessa alla Consolata di L. 20 per le sue Missioni, se mi salvava il piccolo pericolante. Esaudita, compio con infinita riconoscenza la mia promessa, rendendo pubblica la grazia grandissima da me ottenuta, a conforto delle madri desolate. MARIA IN~'ANTI-VAu. Torino. - La mia più piccola bambina cadde gravemente ammalata di scarlattina, ed in pochi giorni tanto si aggravò che dava assai a

RkJQdWJsaXNoZXIy NTc1MjU=